Il presidente della Reggiana, Carmelo Salerno, è intervenuto nel programma televisivo Appuntamento Sport su Teletricolore, dove ha avuto modo di confrontarsi approfonditamente con il presentatore Franco Tosi e gli altri ospiti presenti in studio. La discussione ha toccato diversi argomenti cruciali, dalla recente partita con il Cesena alle questioni societarie.
Parlando della prestazione contro il Cesena, Salerno ha affrontato la questione con franchezza. «Non cerchiamo alibi - ha dichiarato - anche con 6-7 assenti per influenza chi ha giocato ha fatto bene». Il presidente ha identificato una criticità specifica nel rendimento della squadra:
«Il problema è che quando subiamo gol fatichiamo a reagire. Dobbiamo migliorare, come ha detto il mister, e imparare a non abbatterci». Ha poi sottolineato un concetto fondamentale: «Le partite durano 98 minuti, serve più resilienza».
Riguardo all'ondata influenzale che ha colpito la squadra, Salerno ha spiegato che, sebbene la vaccinazione non sia obbligatoria, viene fortemente consigliata dallo staff medico. «Speriamo si riprendano presto - ha commentato - Purtroppo, gli spogliatoi favoriscono il contagio come accade tra i bambini a scuola».
Sul fronte societario, il presidente ha voluto fare chiarezza sui rapporti tra i soci, che secondo lui mantengono stabilità nonostante le diverse visioni: «Ci sono visioni diverse, ma la stima e la fiducia restano». Ha poi evidenziato il ruolo cruciale di Amadei: «Amadei è fondamentale per la Reggiana: senza di lui il club non esisterebbe».
Per quanto riguarda potenziali nuovi investitori, Salerno ha confermato l'assenza di concrete proposte negli ultimi anni. «Al momento non ci sono stati nuovi soci, non solo nell'ultimo mese, ma nemmeno negli ultimi sei anni». Ha però rivelato un interessante retroscena: «Prima della fine della stagione in cui abbiamo vinto il campionato, abbiamo ricevuto un'offerta importante che abbiamo deciso di rifiutare, poiché sia Amadei che io volevamo continuare».
Un capitolo significativo dell'intervista ha riguardato l'ex direttore sportivo Roberto Goretti. «Goretti ha svolto un ruolo fondamentale, purtroppo la nostra società non ha mai avuto un dirigente con la giusta esperienza», ha sottolineato Salerno. «Direttore sportivo, responsabile medico, direttore generale, e ha fatto fronte alle carenze strutturali della società. L'ho scelto non perché lo conoscessi personalmente, ma perché sapevo che mancava una figura capace di gestire tutto, non solo il settore sportivo, e lui aveva maturato molta esperienze in Serie B». Il presidente ha anche ammesso che la sua partenza ha rallentato il processo di crescita del club: «Se fosse rimasto, sarebbe stato cruciale per la gestione del club. Per noi rappresentava la colonna portante della Reggiana, e la sua mancanza si è fatta sentire. Se il suo lavoro fosse proseguito saremmo potuti arrivare presto al pareggio di bilancio, ora invece occorrerà attendere diversi anni».
In conclusione, Salerno ha voluto mandare un messaggio chiaro a tutta la comunità granata. «I giocatori sanno di avere tutto: stipendi pagati, strutture, e tutto ciò che serve per rendere al massimo. Quindi lo spogliatoio è solido». Ha poi lanciato un appello all'unità: «Fino al 9 maggio chi ama la Reggiana deve solo incitare e supportare la squadra incondizionatamente», sottolineando come eventuali critiche dovrebbero essere indirizzate alla società e non alla squadra. Il messaggio finale è stato un richiamo al senso di appartenenza: la Reggiana è un patrimonio collettivo che richiede il sostegno di tutti fino al termine della stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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