L'inattesa battuta d'arresto maturata sul terreno di gioco contro il Benevento non può e non deve in alcun modo ridimensionare la portata di un percorso che resta straordinario sotto ogni punto di vista, sebbene lasci un retrogusto amaro per le modalità con cui si è consumata.
Il tecnico Fabio Gallo ha voluto analizzare il momento con grande lucidità, sottolineando i reali valori emersi dal campo e spiegando come «una partita non può cancellare un’annata straordinaria, dispiace ma in modo velato avevi avvisato come poteva andare, non perché sono più forti ma più allenati».
La delusione per la mancata conquista del trofeo è evidente, ma l'allenatore preferisce mantenere lo sguardo ben saldo sul quadro generale di un'annata che ha visto i biancorossi recitare un ruolo da assoluti protagonisti assoluti in campionato.
Nelle parole dell'allenatore emerge la volontà di tutelare il percorso della squadra, ricordando a tutti che «mi dispiace per il trofeo ma ritengo che sia importante vedere la cavalcata, due mesi oggi abbiamo vinto il campionato anche prima e questa partita non può cancellare ciò che di memorabile abbiamo fatto».
Il legame umano e professionale che si è creato all'interno dello spogliatoio rappresenta il vero patrimonio da difendere, un valore che va ben oltre il singolo risultato negativo patito nell'ultimo match stagionale.
Proprio per questo motivo, la guida tecnica ha voluto ribadire la propria profonda gratitudine nei confronti dei calciatori, dichiarando apertamente: «ho ringraziato di nuovo i ragazzi perché non è questa partita che può cancellare ciò che di buono hanno fatto, ho detto loro che forse è il gruppo più forte che ho allenato e rimarrà dentro di me».
La consapevolezza di aver preso parte a un'impresa che resterà scolpita a lungo nella memoria collettiva della piazza si unisce al rammarico per alcuni episodi specifici che avrebbero potuto indirizzare la sfida sui binari della parità numerica.
La critica del mister si sposta poi sulla gestione complessiva della gara, evidenziando come l'ausilio tecnologico avrebbe potuto ristabilire i giusti equilibri sul terreno di gioco, dato che «sarà una stagione che rimarrà nella storia del Vicenza. Con l’FVS avremmo finito la partita in 11 noi e loro in 9».
Il valore emotivo dell'esperienza vissuta sulla panchina berica resta comunque altissimo, cementato dalle prestazioni e dal sacrificio di ogni singolo componente della rosa nel corso dei mesi passati.
L'affetto verso i propri uomini traspare chiaramente dalle sue successive considerazioni, in cui ammette che «questo gruppo mi ha emozionato sempre e ognuno di loro ha fatto qualcosa di importante», certificando l'unione totale tra staff e calciatori.
Tuttavia, il calcio costringe a guardare subito avanti e il tecnico sa bene che il futuro richiede decisioni programmatiche immediate e una totale assenza di sentimentalismi per poter pianificare al meglio i prossimi passi del club.
La conclusione dell'analisi di Gallo traccia la rotta per la programmazione futura, sancendo il passaggio dall'emozione alla razionalità con parole definitive: «adesso il cuore si spegne perché bisogna fare delle scelte per portare avanti il progetto: serve la testa in modo lucido e freddo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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