Il tecnico del Casarano, Di Bari, ha voluto analizzare la pesante sconfitta interna subita per mano del Brescia nella gara di andata dei playoff, esprimendo un mix di amarezza per il verdetto del campo e profondo orgoglio per il cammino dei suoi uomini.
«Intanto parto dal ringraziare questo fantastico pubblico, oggi è stato veramente qualcosa di magico, qualcosa di bello, in poco tempo organizzare una coreografia così bella rappresentando il patrono del paese e uscire con gli applausi perché comunque tutti hanno riconosciuto quello che noi abbiamo fatto».
«È normale che il tre a zero secondo me è un po' pesante, soprattutto dopo il primo tempo che abbiamo fatto, abbiamo fatto un grande primo tempo, se vado ad analizzare i gol che abbiamo preso siamo stati un po', lasciatemi passare il termine, un po' polli, al di l'a del secondo che può essere un infortunio, il primo su palla inattiva troppo, troppo facile hanno fatto gol, però abbiamo avuto anche noi le nostre occasioni, abbiamo giocato».
«È normale che arrivi anche un po' stanco contro una squadra più riposata, una squadra comunque forte che ci ha messo anche in difficoltà, però oggi come non mai ho una serenità incredibile perché comunque quello che è stato fatto oggi va al di là del risultato, oggi bisogna parlare del percorso, di quello che hanno creato questi ragazzi all'interno di questa società, di questo paese, hanno fatto parlare tutta Italia».
«È normale che ci credevamo, volevamo ancora scrivere un'altra pagina bella, però bisogna essere anche obiettivi, si è vista una squadra anche un po' stanca, avevamo anche delle defezioni e anche i ragazzi stanno stringendo tantissimo i denti, quindi io come ho detto loro a fine partita non è che sono orgoglioso, di più, questo è un gruppo straordinario che va al di là dei risultati, al di là della tecnica, della tattica, qui si è creato qualcosa di magico che porto dentro il mio cuore».
Il mister si è poi soffermato sulla straordinaria unione che si è venuta a creare all'interno dello spogliatoio rossoblù durante l'intera stagione, un fattore che reputa fondamentale per qualsiasi allenatore.
«Io l'ho detto sempre, lo dico tutti i giorni a loro, ora sono quindici giorni, venti giorni che stiamo sempre insieme, non andiamo più a casa, quindi si vive perennemente insieme e quindi si sta bene insieme, e per un allenatore è fondamentale questa energia che si crea all'interno dello spogliatoio, tra di loro stanno bene, sognavano, sognavano in grande».
«Io dico sempre, se i risultati sportivi tutto, però sarà un'annata secondo me che sarà ricordata per tanti anni qui a Casarano, sarà un'annata che porteremo dentro il nostro cuore, e dispiace aver lasciato il nostro pubblico con un'altra sconfitta, però ora il futuro faccio fatica a pensare al futuro, faccio fatica a pensare a quello che può essere, ora è giusto onorare e cercare di fare qualcosa di bello a Brescia, uno stadio importante, uno stadio di Serie A, e cercare di fare la nostra partita, ma come sempre l'abbiamo fatto».
«C'è dispiacere oggi della partita perché in casa forse il troppo entusiasmo, la troppa voglia di voler dimostrare subito, si è troppo frettolosi, invece fuori casa vedo una squadra un po' più tranquilla nel palleggio, e secondo me oggi il Brescia ci ha lasciato anche, tra virgolette, a volte giocare, soprattutto il primo tempo dovevamo essere meno frettolosi, però niente, come ho detto prima è un percorso fantastico».
Sollecitato sulle considerazioni dell'ambiente bresciano e sul clima trovato allo stadio, l'allenatore ha voluto rimarcare la portata storica del progetto calcistico che sta guidando.
«Oggi potrebbe essere anche l'ultima partita della stagione in casa, quindi ci tenevo ad andare oltre a quello che è il discorso calcistico, voglio esaltare quello che è il discorso del percorso perché tante volte uno si sofferma su quello che può essere una giocata di un giocatore, quindi per me è fondamentale, è normale che noi come abbiamo fatto a Renate daremo tutto, sappiamo che è differente perché troveremo un ambiente diverso, una squadra completamente diversa».
«E per quanto riguarda il pubblico io la ringrazio perché comunque noi sappiamo benissimo quello che abbiamo fatto, noi siamo arrivati qui il dodici dicembre l'anno scorso e giocavamo a Ugento, a Gravina, oggi abbiamo finito giocando col Brescia, per noi un onore, e quindi siamo arrivati che c'erano milleduecento persone, oggi ci sono seimila persone, la gente, i bambini riconoscono quello che è questo progetto».
«Sicuramente a Brescia siete abituati diversamente perché comunque Brescia la Serie C è il punto forse più basso e merita la Serie A, invece per noi che siamo partiti da ventisei anni che non facevamo la Serie D questo può essere anche un punto molto alto e quindi non bisogna secondo me dimenticare, io sono uno che nel calcio si fa presto a dimenticare, però sono uno che vuole ricordare quello che è stato fatto ed è stato fatto qualcosa che va oltre l'aspetto calcistico».
«Questi ragazzi qua hanno fatto innamorare un paese, hanno fatto innamorare delle famiglie, e oggi c'era un sacco di bambini che non vedevo, quando vai in giro in un paese di diciottomila persone e vedi dei bambini con la maglia del Casarano io penso che quella sia la vittoria più grande».
Infine, Di Bari ha risposto con fermezza a chi gli chiedeva se le speranze di qualificazione fossero ormai del tutto svanite e cosa fosse mancato nello scontro odierno.
«Sappiamo che se era quasi impossibile, è quasi impossibile pure ora, non è che uno deve essere ipocrita, è normale che io ho sempre creduto fino all'ultimo, ho iniziato ad allenare con situazioni disastrose e quindi anche questa volta noi ci alleneremo, ci crediamo, però sappiamo che è quasi impossibile, però quello che ti sto dicendo è, e ci tengo, va oltre l'aspetto calcistico, io oggi faccio fatica a parlare dell'errore, del gol, della cosa, oggi c'è stato qualcosa di bello e quindi questo pubblico è stato qualcosa di straordinario».
«Non ti nego che andremo a Brescia a fare la nostra partita, ma noi siamo questi, noi anche oggi secondo me abbiamo fatto la nostra partita, non siamo una squadra che si mette lì e aspetta e specula, siamo una squadra che comunque se la gioca, andremo a Brescia a giocarcela».
«Dire cosa è mancato secondo me è mancare di rispetto ai miei giocatori, è mancare di rispetto ai miei giocatori e io non me la sento perché comunque il calcio è fatto di episodi, oggi gli episodi hanno portato un po' a favore del Brescia, io parlo di episodi che può essere il secondo gol, la palla inattiva, il calcio è fatto di questo».
«Quindi cosa è mancato, non è mancato niente perché questi ragazzi anche oggi, nonostante la stanchezza, nonostante tutto, hanno dato, hanno dato il cuore, e quando una squadra dà il cuore è giusto che si prenda questi applausi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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