Il post-partita di Crotone-Cosenza ha lasciato in dote un’analisi amara e priva di filtri da parte di Antonio Buscè. Ai microfoni di Rai Sport, il tecnico dei lupi non ha cercato scuse dopo la sconfitta per 2-0 maturata nel derby calabrese, valido per la ventiduesima giornata del campionato di Serie C. La delusione dell'allenatore non è legata soltanto al risultato numerico, ma soprattutto alla gestione emotiva e psicologica di una squadra che, a suo dire, è sparita dal campo nel momento del primo vero ostacolo. La cronaca di una serata storta inizia proprio da quella fragilità che ha trasformato una partita equilibrata in un monologo avversario.
Secondo la visione del tecnico, il gruppo ha mostrato un’arrendevolezza preoccupante che ha compromesso ogni piano tattico prestabilito. Il Cosenza sembra aver perso la bussola proprio quando la tensione agonistica richiedeva maggiore compattezza: «Siamo rimasti in gara fino al loro gol, poi ci siamo letteralmente dilaniati», ha ammesso Buscè con estrema onestà. L'episodio del vantaggio dei padroni di casa, arrivato intorno al trentacinquesimo minuto della prima frazione di gioco, ha rappresentato un punto di non ritorno che l'allenatore non riesce ad accettare, convinto che in questa categoria nessuna sfida sia mai realmente chiusa prima del tempo.
Oltre all'episodio specifico, Buscè ha voluto porre l'accento su un limite caratteriale che sembra riemergere ciclicamente nel percorso della squadra. Il rammarico più grande risiede nel non aver saputo contrastare la fame degli avversari, finendo per agevolare il loro compito proprio nel momento di massima necessità per il Crotone. «Non è la prima volta che rianimiamo avversari in difficoltà. Subiamo la cattiveria agonistica che gli altri mettono in campo quando sono in crisi. Per ripartire, dobbiamo ritrovare l’umiltà che ci ha contraddistinto finora», ha sottolineato il mister, richiamando i suoi giocatori ai valori che avevano permesso di ottenere risultati importanti nella prima parte del torneo.
Anche il contesto ambientale, caratterizzato da uno stadio deserto, è finito sotto la lente d'ingrandimento, pur senza diventare un paravento dietro cui nascondere le colpe tecniche. Buscè ha riconosciuto che l'assenza della spinta del pubblico si faccia sentire soprattutto nelle fasi di flessione, ma ha ribadito che la prestazione odierna resta comunque ingiustificabile sotto il profilo dell'atteggiamento. «Siamo stati bravi a isolarci finora, ma stasera la delusione è grande. Perdere contro il Crotone può capitare, ma non nel modo in cui è successo oggi», ha proseguito l'allenatore, ribadendo che è stata la modalità della sconfitta a fare più male del punteggio stesso.
Il cammino futuro del Cosenza passa ora da un necessario quanto urgente esame di coscienza. Il tecnico vuole ritrovare quel pragmatismo che si era visto fino alla sfida di Salerno, cercando di individuare le cause di questo improvviso blackout che ha spento la luce in una serata così sentita dalla piazza. Il messaggio inviato alla squadra è un invito alla riflessione e al sacrificio quotidiano: «Dobbiamo guardarci in faccia e tornare a lavorare a testa alta per capire cosa si sia rotto». Solo attraverso l'analisi degli errori e il ritorno alla fatica sul campo i rossoblù potranno mettersi alle spalle questa brutta parentesi e riprendere la marcia in classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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