L'attaccante del Crotone sigla la rete decisiva contro il Catania e guarda avanti con equilibrio: «Siamo una grande squadra, ma non abbiamo ancora fatto nulla»
È stato il gol di Antonino Musso a chiudere i conti e a consegnare al Crotone i tre punti nella sfida casalinga contro il Catania. Un sigillo che porta la firma di un attaccante in grande spolvero, capace di incidere nei momenti che contano e di farlo davanti al proprio pubblico. A caldo, nel corridoio della mixed zone, Musso ha ripercorso la prestazione e tracciato il quadro di un gruppo che corre, crede e — soprattutto — lavora.
«È stata una grande partita, una bella prestazione davanti ai nostri tifosi», ha esordito l'attaccante rossoblù, senza nascondere la soddisfazione per una serata riuscita sotto ogni aspetto. Il riferimento al pubblico non è retorico: Musso ha un debito sentimentale con l'ambiente crotonese, che lui stesso ha evocato risalendo alla propria prima intervista in maglia pitagorica. «Mi ricordo la prima intervista che ho fatto qui contro l'Atalanta: quel gol vittoria al 95' mi ha lasciato delle emozioni grandissime. Come ho detto allora, ho ringraziato tutto l'ambiente Crotone perché senza l'ambiente Crotone non sarebbe stato possibile fare tutto questo».
Un legame costruito sul campo, partita dopo partita, e alimentato da una città che riconosce l'impegno e lo ricambia in calore.
Interrogato sul proprio rendimento e sull'ambientamento in Calabria, Musso ha spostato il fuoco dal singolo al collettivo. «Mi sto trovando benissimo. Questi risultati arrivano grazie a un grande gruppo, a un grande lavoro e alla fiducia che mi danno i miei compagni». Una risposta che la dice lunga sulla filosofia con cui il calciatore vive l'esperienza al Crotone: nessun protagonismo individuale, ma la consapevolezza che i meriti vanno condivisi.
Sul fronte strettamente personale, Musso sta attraversando un momento di notevole continuità realizzativa. Eppure, anche su questo capitolo, la prospettiva rimane collettiva e — curiosamente — quasi distaccata dai numeri. «Fa piacere, fa tanto piacere per un attaccante, soprattutto perché si guardano tanto i numeri e la media gol. Però devo dire che io non ci ho pensato da quando sono arrivato qui». La spiegazione arriva subito dopo, con una formula che suona quasi come un mantra personale: «La parola magica è stata "divertirsi con entusiasmo". Penso che quando una persona si diverte ed è nel posto giusto, questi risultati arrivano di conseguenza. Quindi sono felice di questo».
Con il Catania sconfitto sul campo, la tentazione di proiettarsi già alla fase successiva della stagione sarebbe comprensibile. Musso, però, invita alla cautela e alla lucidità. «I playoff penso che siano un torneo a parte. Il Catania è una grandissima squadra che potremmo ritrovare ai playoff, però è chiaro che questo è il campionato e i playoff sono una storia diversa. Quindi non possiamo trarre conclusioni da questa partita».
Una distinzione netta tra la regular season e la fase a eliminazione diretta, che riflette la maturità di chi sa che i risultati di marzo e aprile non si trasferiscono automaticamente in giugno. Il campionato, ricorda il centravanti, non è ancora chiuso: «Ci sono ancora due partite con punti importanti per cercare di piazzarci nel modo migliore possibile».
Il messaggio conclusivo di Musso è forse il più significativo, perché va oltre l'analisi tattica e tocca la dimensione mentale del calcio. «Non bisogna esaltarsi nelle vittorie e non bisogna deprimersi nelle sconfitte. Questa vittoria ci deve dare consapevolezza della grande squadra che siamo. Però è chiaro che i playoff sono un torneo a parte. Mancano due partite: ci godiamo quello che stiamo facendo, dobbiamo essere consapevoli della nostra forza, ma non bisogna esaltarsi. Bisogna lavorare con umiltà».
Entusiasmo sì, dunque, ma temperato dalla consapevolezza che il lavoro non si ferma mai. È questa la cifra di un Crotone che — come sottolinea lo stesso Musso — «sta facendo un grande percorso», ma che non intende bruciare le tappe. Due partite per chiudere al meglio la stagione regolare, poi l'incognita playoff: un torneo a parte, appunto, dove tutto potrà ricominciare da capo.
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