Dopo un biennio trascorso nel purgatorio dell'Eccellenza, la Tritium torna a respirare l’aria della Serie D. La storica compagine lombarda, con sede a Trezzo sull'Adda nel cuore della città metropolitana di Milano, ha centrato nuovamente il salto di categoria, ristabilendo la propria presenza nel panorama dell'Interregionale.
Un traguardo non casuale, ma figlio di una visione societaria che ha saputo far tesoro delle esperienze passate per costruire un modello di successo più solido e sostenibile. Per fare il punto della situazione e analizzare i segreti di questa cavalcata trionfale, la redazione di Notiziariocalcio.com ha intervistato in esclusiva Giuseppe Pardeo, il 38enne direttore sportivo del club, protagonista dietro le quinte della rinascita biancoazzurra.
Direttore, che sapore ha questa promozione? «È una sensazione bellissima. Vincere regala sempre grandi emozioni, ma questa volta c'è un gusto diverso, sentiamo molto più entusiasmo. Avevamo già vinto il campionato nell'annata 2022-2023, ma stavolta abbiamo riprogrammato tutto in due anni per tornare in Serie D con un percorso simile, ma caratterizzato da maggiore programmazione e oculatezza. È da un anno e mezzo che portiamo avanti la stessa guida tecnica ed è gratificante vedere oggi i frutti di un raccolto che parte proprio dalla base della programmazione».
Qual è stato il momento più decisivo della stagione? «Per tutto il girone di andata siamo rimasti nel gruppone di testa, racchiusi in pochi punti, ma avevamo lasciato per strada troppo, subendo ben cinque sconfitte in diciassette gare. Nonostante fossimo secondi al termine dell'andata, non era il ruolino di marcia di una squadra che vuole vincere il campionato. Poi abbiamo trovato più solidità e maggiore impermeabilità difensiva. In questo il mister è stato tatticamente bravissimo: infatti non abbiamo più perso dalla prima giornata di ritorno, collezionando undici vittorie e quattro pareggi. Abbiamo inserito quella marcia in più necessaria per portare a casa un campionato del genere. Devo dire che è stato un torneo di altissimo livello, con sette o otto club che puntavano dichiaratamente al salto di categoria. Una situazione diversa rispetto alla vittoria di tre anni fa, quando c'erano solo due pretendenti. Qui abbiamo fatto la differenza in un contesto difficilissimo; va dato un grande merito al lavoro dello staff e dei calciatori».
Parliamo di giovani: Mawa Oscar (2005) e Gabriele Amoruso (2007) sono andati entrambi in doppia cifra. Un bel segnale. «Loro fanno parte della linea verde della nostra rosa. Abbiamo uno zoccolo duro di ragazzi esperti, ma programmando lo scorso anno abbiamo scelto di abbassare l'età media, puntando su profili come i loro. Avere due calciatori under in doppia cifra, tra cui Amoruso che è un 2007, è un orgoglio. Su Oscar è stata brava la nostra rete scouting a pescarlo in Puglia quando arrivò dall'Africa; giocava in Promozione nonostante fosse giovanissimo. Amoruso, invece, è un prodotto del nostro vivaio: si è messo subito in mostra quest'anno, segnando molto e partecipando anche al Torneo delle Regioni con la rappresentativa della Lombardia. In questo va dato un merito immane a mister Serafini per come ha lavorato con i giovani. Oltre a loro ce ne sono tanti altri che meriterebbero una citazione, ma non faccio nomi solo per non rischiare di dimenticare qualcuno».
Quali sono le prospettive per il futuro della Tritium? «Sicuramente Trezzo ha il fascino del retaggio della Serie C vissuta dieci o quindici anni fa; è rimasta quella scia del professionismo e le esigenze della piazza sono alte. Dobbiamo però ricordarci che siamo una cittadina di dodicimila abitanti. Spesso veniamo considerati una grande piazza, il che è bello, ma devono verificarsi le condizioni giuste. Consolidarsi in Serie D significa avere un territorio che ti segue e ti sostiene, con sponsor che siano di supporto alla società e un grosso seguito allo stadio: queste sono le premesse che ci auspichiamo per vivere la categoria in maniera diversa rispetto alle ultime apparizioni. La storia e l'identità del club sono forti, rappresentano il nostro fregio e il fiore all'occhiello che vogliamo mantenere, ma vogliamo anche rafforzare tutti gli asset societari per ben figurare in D. Se in Eccellenza abbiamo partecipato tre volte negli ultimi quattro anni vincendo due volte, ora l'obiettivo è confermarci stabilmente anche nel piano superiore, pur sapendo che non sarà affatto facile».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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