Massimo Drago, ex allenatore con una lunga carriera in Serie C culminata nella promozione in B con il Crotone, ha offerto un'analisi approfondita dello scenario attuale della terza serie italiana durante il suo intervento a A Tutta C, trasmissione di TMW Radio e Il 61.
Al centro del dibattito, l'inaspettato avvicendamento sulla panchina del Catania, dove Mimmo Toscano è stato sollevato dall'incarico nonostante il secondo posto in classifica, con William Viali chiamato a sostituirlo. Una decisione che ha suscitato perplessità nel tecnico, che non ha risparmiato critiche sulla tempistica della scelta.
"Per qualità della rosa ed esperienza, il Catania non è inferiore al Benevento, quindi fa specie vedere un allenatore esonerato mentre è secondo in classifica. Secondo me sono stati sbagliati i tempi: se si voleva cambiare, c'erano altri modi e altri momenti. Non siamo abituati ai cambi in panchina quando l'allenatore vince", ha dichiarato Drago, sottolineando come la squadra siciliana fosse stata allestita con ambizioni da primato, salvo imbattersi in un Benevento di livello superiore.
Il vero tallone d'Achille degli etnei, secondo l'analisi dell'allenatore, risiede nella fase offensiva: "Il vero problema degli etnei è che, nonostante i tanti giocatori abituati a segnare molto, quest'anno sono rimasti con le polveri bagnate, faticando in fase di realizzazione".
Proprio il Benevento, ormai lanciato verso la Serie B, rappresenta per Drago l'esempio perfetto di pianificazione a lungo termine. Il tecnico ha riservato parole di grande ammirazione per il progetto campano, evidenziando l'importanza degli investimenti nel vivaio.
"Ci tengo a spendere parole importanti per il Benevento: è l'esempio di cosa significhi 'programmare'. Hanno 5 o 6 ragazzi in rosa provenienti dal vivaio; investono tanto nel settore giovanile e i frutti si vedono. Penso a Nunziante, portiere giovanissimo venduto per un milione e mezzo, o a Talia e Prisco", ha spiegato Drago, con particolare enfasi sul centrocampista Prisco: "Prisco, per me, è un 'professorino' della categoria, davvero straordinario; con Maita forma una coppia eccezionale a centrocampo, dettano i tempi e fanno girare la squadra".
L'elenco dei talori non si ferma qui: "Se poi aggiungi gente come Scognamillo o Tuminello e un attacco devastante, capisci il valore del progetto". La visione a lungo termine della società sannita ha indotto Drago a un paragone ambizioso: "Vedo il Benevento come l'Empoli di un tempo: crescono i giocatori in casa e, dopo la B, nei prossimi anni lotteranno per la Serie A".
Nel Girone A, il Vicenza ha già conquistato matematicamente la promozione grazie a una stagione straordinaria. Drago ha riconosciuto il merito al tecnico Stefano Gallo, pur precisando che il contesto competitivo potrebbe aver facilitato il compito.
"Forse il Girone A è meno impegnativo del C, ma bisogna togliersi il cappello davanti a Gallo: un allenatore top che non perde mai da un anno e ha vinto il campionato per due stagioni consecutive. Lì si vede la bravura del tecnico", ha affermato l'allenatore.
La lotta nel Girone B rimane aperta, con l'Ascoli a riposo e l'Arezzo impegnato contro il Bra con la possibilità di allungare a +5 in attesa dello scontro diretto. Drago ha elogiato entrambe le realtà, seppur per ragioni differenti.
"L'Arezzo è allenato da un bravissimo tecnico come Cristian Bucchi e sta facendo un ottimo campionato", ha osservato, prima di concentrarsi sull'Ascoli: "Dall'altra parte c'è l'Ascoli, la cui storia è chiara a tutti. Hanno cambiato proprietà e investito, ricreando entusiasmo".
Il fattore campo, secondo l'ex tecnico, può fare la differenza in questa categoria: "Quando si accende una piazza come quella di Ascoli, può succedere di tutto: lo stadio aiuta tantissimo, in Serie C c'entra davvero poco. Molte piazze meriterebbero categorie superiori".
Proprio parlando di playoff, Drago ha sollevato critiche alla formula attuale, ritenuta penalizzante e poco funzionale. Il confronto con il passato è inevitabile.
"Forse andrebbero rivisti i piani, specialmente per i playoff. 28 squadre per un solo posto sembra quasi degradante. Ricordo quando andammo in Serie B con il Crotone di Moriero: facemmo semifinale con l'Arezzo e finale col Benevento. Bastavano due partite", ha ricordato Drago, evidenziando le contraddizioni del sistema attuale: "L'attuale formula crea svantaggi per tutti: chi arriva in fondo deve giocare tantissime gare, mentre chi arriva secondo o terzo deve mantenere la forma per un mese senza partite ufficiali. Non è facile restare al top senza match veri".
Sul Crotone, squadra che ha guidato in passato, Drago ha espresso ottimismo in vista dei playoff, apprezzando le scelte operate nella finestra invernale di mercato.
"Hanno fatto un mercato di gennaio intelligente, diminuendo il monte ingaggi e prendendo giovani di prospettiva. Hanno trovato il giusto equilibrio: più che il modulo, è cambiato l'atteggiamento", ha spiegato, entrando nel dettaglio tattico: "Adesso aspettano l'avversario con una pressione più bassa per creare spazi agli esterni d'attacco, che sono bravissimi nell'uno contro uno. È una squadra molto più difficile da affrontare rispetto al passato".
L'intervista si è conclusa con una riflessione su Federico Bernardeschi, giocatore lanciato proprio da Drago e oggi protagonista con il Bologna, impegnato contro la Roma in Europa League.
"Me lo aspettavo perché a Bologna c'è un direttore come Sartori, che valuta i giocatori a 360 gradi. Hanno capito che Federico aveva ancora tanto da dare e hanno fatto un ottimo acquisto", ha commentato l'allenatore, che vede nell'ex esterno della Juventus una risorsa anche per la Nazionale: "Penso sia utile anche per la Nazionale: in un momento in cui c'è poca qualità, la sua esperienza può servire molto alla causa azzurra".
Un'analisi a tutto campo quella di Drago, che ha saputo coniugare competenza tecnica e visione strategica, offrendo spunti di riflessione sul presente e sul futuro del calcio italiano.
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