La dirigenza dell'Acr Messina ha deciso di ricorrere al ritiro blindato in vista della trasferta di domenica prossima sul campo della Vibonese, sfida cruciale per le ambizioni salvezza dei giallorossi. Una scelta maturata all'indomani della sconfitta casalinga contro la Nissa, che ha confermato le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni circa un possibile cambio di strategia nella preparazione delle partite.
La squadra peloritana lascerà oggi la città dello Stretto per trasferirsi in una struttura calabrese, la cui ubicazione non è stata resa pubblica per motivi di sicurezza. Il gruppo resterà in ritiro fino alla giornata di domenica, quando affronterà i padroni di casa allo stadio "Razza" in un confronto che si preannuncia determinante per la corsa alla permanenza in categoria.
Nonostante la gravità del momento, la proprietà del club non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla situazione della squadra. Il presidente Justin Davis, che si trovava a Messina nei giorni scorsi, ha lasciato la città nella giornata di ieri senza commentare pubblicamente l'attuale fase critica attraversata dal team.
La decisione del ritiro rappresenta un tentativo di isolare il gruppo dalle pressioni esterne e di favorire la massima concentrazione in vista di un impegno dal quale potrebbero dipendere le sorti stagionali. L'obiettivo è chiaro: interrompere il digiuno di vittorie che perdura dal primo febbraio, quando i giallorossi espugnarono il campo del Paternò. Ma l'esigenza più profonda riguarda il recupero di quella determinazione combattiva indispensabile quando si è coinvolti in una lotta serrata per la salvezza.
Al momento il tecnico Vincenzo Feola mantiene saldamente la panchina giallorossa, anche se le voci su possibili scelte coraggiose nell'undici titolare si fanno sempre più insistenti. L'allenatore avrebbe studiato alcune soluzioni alternative, già testate in allenamento ma poi accantonate in occasione del match contro la Nissa.
Prima della gara di domenica scorsa, lo stesso Feola aveva esortato i suoi uomini a scendere in campo senza timori, a dare il massimo e soprattutto a non commettere errori di atteggiamento. Le sue parole, però, non hanno prodotto gli effetti sperati. È evidente che in questo momento qualcosa non funziona: diversi elementi della rosa sembrano condizionati psicologicamente, incapaci di esprimersi con serenità e di rendere secondo il proprio valore tecnico.
L'esperto allenatore, che domenica ha scelto di non presentarsi in conferenza stampa lasciando il compito ai "capitani" Garufi e Trasciani, viene accusato da alcuni osservatori di aver peccato di eccessiva prudenza, privilegiando scelte di "equilibrio" anziché osare con soluzioni più offensive. Secondo questa lettura, dovrebbero trovare spazio in campo gli elementi più pronti non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto sotto il profilo mentale: giocatori che non avvertano il peso della rincorsa e che si trovino nelle migliori condizioni fisiche.
Poco importa se si tratta di elementi più giovani: ragazzi come Giardino e Oliviero stanno dimostrando di essere tra i pochi ad aver garantito continuità di rendimento nella fase più recente della stagione. Il loro contributo potrebbe rivelarsi prezioso proprio nei momenti di maggiore difficoltà.
È comprensibile che anche per lo staff tecnico non sia semplice mantenere la compattezza del gruppo e costruire certezze in una fase in cui l'urgenza principale consiste nell'accumulare punti e nel conquistare quella vittoria che a Feola, da quando siede sulla panchina messinese, è finora sfuggita. Tuttavia, dopo due settimane di preparazione rese possibili dalla sosta per la "Viareggio Cup", ci si attendeva una prestazione più convincente rispetto a quanto mostrato nell'ultimo turno casalingo al "Franco Scoglio".
La trasferta di domenica rappresenta dunque uno snodo fondamentale. Il ritiro blindato è il segnale di una società che, pur nel silenzio ufficiale, intende reagire con decisione a un momento di crisi. Resta da capire se questa mossa sortirà gli effetti desiderati o se sarà necessario intraprendere strade diverse per invertire la rotta e salvaguardare la categoria.
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