Fano, Alessandrini: «Chi ci dà la certezza che ripartendo il campionato non ricomincino i contagi?»

31.03.2020 12:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Fano, Alessandrini: «Chi ci dà la certezza che ripartendo il campionato non ricomincino i contagi?»

Un compleanno anomalo quello festeggiato ieri da Marco Alessandrini, allenatore dell'Alma Juventus Fano. Ai canali ufficiali del club granata ha parlato proprio il tecnico.

Mister, come sta vivendo questo periodo?
"Come tutti quanti noi italiani, rispettando le direttive governative, rimanendo in casa e coltivando il proprio lavoro attraverso corsi, aggiornamenti, video. E’ importante non farsi prendere dalle preoccupazioni che realmente ci sono, ma cercare di avere un occhio ottimista. Tempo fa nessuno di noi avrebbe mai potuto pensare ad una situazione di questo tipo, invece, di giorno in giorno, di mese in mese, negli ultimi due in particolare, è peggiorata. Dal punto di vista psicologico non è facile però bisogna cercare di vivere la quotidianità nel miglior modo possibile. E’ pur vero che non godiamo di quella libertà di cui disponevamo prima, siamo limitati nel nostro lavoro che ci dava continui stimoli e motivazioni. E’ una circostanza negativa che speriamo di poter superre al più presto guardando con speranza al nostro futuro”.

Come si tiene in contatto con dirigenti, staff e giocatori?
“Con il prof. Giovannelli siamo in contatto quotidianamente per confrontarci sui programmi individuali che i ragazzi, molto diligentemente, svolgono a casa. Cerco ogni giorno di chiamare qualche giocatore per tenere vivo il nostro spirito di appartenenza alla società cercando di avere una visione prospettica positiva anche se non è affatto facile. Siamo consapevoli che, sportivamente parlando, il nostro futuro è nebuloso, in questo momento il calcio passa in secondo piano. La priorità è rappresentata dall’elevato numero di morti che si registrano giornalmente e dalle misure da adottare per poter debellare al più presto questa emergenza. Il calcio per noi è lavoro ma, così come tutti i lavori, dinanzi a tale pandemia è bene essere consapevoli di quello che sta accadendo al Nord ma anche qui da noi nelle Marche, una delle regioni più colpite. I contatti costanti con giocatori, staff e dirigenti servono a rafforzare l’aspetto positivo nel quale dobbiamo credere, ovvero che prima o poi finirà tutto. E’ importante avere fiducia in questa idea che tutti noi dobbiamo sviluppare individualmente per poter andare avanti ed affrontare al meglio, senza scoraggiarsi, una situazione che al momento non è chiara nè di facile previsione”.

Secondo lei come e quando riprenderà il campionato?
“Penso che nessuno sia in grado al momento di stabilire con precisione quando si riprenderà. L’augurio è quello, se lo augurano tutti e ce lo auguriamo anche noi. Al di là dell’aspetto sportivo che è quello che ci compete di più, se si riprenderà a giocare vorrà dire che la situazione sarà nettamente migliorata, cosa che al momento non sembra così vicina. E’ vero che ci sono delle grandissime responsabilità in gioco: al di là dell’ambito economico, c’è di mezzo la vita delle persone. Per poter ripartire è necessario che il virus non sia più in circolazione altrimenti i rischi chi se li assume? E’ una grandissima responsabilità che mette in apprensione tutti i nostri organi federali, la nostra società, ma credo che saranno le istituzioni nazionali a prendere tale decisione. Se da un lato gli enti sportivi, dal punto di vista lavorativo ed economico, spingono per la ripresa, dall’altro c’è l’aspetto medico-sociale che è deputato a decidere come è meglio agire per la salvaguardia della nostra salute. Per me giocare a calcio significa avere contatti ravvicinati, riprendere gli allenamenti con 20-30 persone al seguito, avere incontri ravvicinati tra giocatori della stessa squadra e quelli avversari, fare trasferte e quindi frequentare luoghi come hotel e ristoranti affollati. Chi ci dà la certezza che ripartendo il campionato non ricomincino i contagi? Credo che ci siano tanti fattori non compatibili con le direttive attualmente in vigore e che, quindi, senza un ritorno completo alla normalità, non si possa procedere con lo start del campionato”.