Il Renate si appresta a vivere una delle pagine più significative della propria storia recente, sospeso tra le ambizioni di gloria in Coppa Italia e una programmazione societaria che guarda lontano. Il direttore sportivo Oscar Magoni, intervenuto ai microfoni di TuttoC.com, ha tracciato la rotta per il club nerazzurro, sottolineando come la squadra stia attraversando un momento di grande fermento. L'attenzione immediata è rivolta al campo, dove domani andrà in scena un appuntamento che potrebbe spalancare le porte di un traguardo senza precedenti: «Speriamo di riuscire a ottimizzare tutta la rosa e cercare di fare risultati importanti, a cominciare da domani che abbiamo una semifinale per noi storica», ha esordito il dirigente, evidenziando il valore del match casalingo contro il Latina.

La sfida contro i pontini viene descritta come un ostacolo complesso, una di quelle partite dove i dettagli e la tenuta mentale faranno la differenza. La volontà del sodalizio brianzolo è quella di recitare un ruolo di primo piano fino all'ultimo atto della competizione: «La giochiamo in casa contro il Latina, è una partita sempre complicata e difficile. Vogliamo essere protagonisti fino alla fine, speriamo di fare le cose al meglio e guadagnarci la finale», ha proseguito Magoni, ribadendo l'impegno totale di un gruppo che non vuole porsi limiti.

In parallelo agli impegni agonistici, il lavoro del direttore sportivo sul fronte delle trattative è incessante. La filosofia del Renate rimane coerente con la sua storia: puntare su profili emergenti o su elementi in cerca di riscatto, mantenendo sempre un occhio di riguardo per l'equilibrio dei bilanci. Magoni ha confermato la volontà di puntellare l'organico, partendo da un innesto già formalizzato per sopperire alle deficienze numeriche nel settore nevralgico del campo. «Come tutti vorremmo migliorare la squadra, stiamo cercando di ottimizzare per quello che è possibile con la nostra filosofia che è quella di inserire giovani o calciatori che devono affermarsi. In questo momento siamo alla ricerca di una seconda punta e abbiamo già inserito Muhameti, un centrocampista che è arrivato dall'Atalanta per riempire il centrocampo perché abbiamo avuto dei problemini lì», ha spiegato il DS.

L'identikit del prossimo rinforzo è dunque chiaro, ma ogni movimento dovrà incastrarsi alla perfezione in un progetto che non deraglia mai dai propri binari di sostenibilità. La ricerca della seconda punta rappresenta l'ultimo tassello per consegnare al tecnico una squadra completa e competitiva su entrambi i fronti. Per Magoni, il successo sportivo deve necessariamente passare attraverso la valorizzazione del capitale umano: «Vogliamo essere protagonisti sia in coppa che in campionato passando dalla nostra filosofia che è quella di tenere i conti a posto e far giocare i giovani che hanno voglia di emergere e devono dimostrare ancora appieno il loro valore».

Ma la notizia che ha scosso maggiormente l'ambiente riguarda l'imminente trasloco della squadra. Dalla prossima stagione, il Renate saluterà Meda per iniziare un nuovo capitolo a Carate, una scelta dettata dalla volontà di radicarsi maggiormente nel proprio territorio d'appartenenza. Il direttore sportivo ha espresso parole di gratitudine per la città che li ha ospitati finora, ma ha accolto con entusiasmo il nuovo corso che durerà quasi un decennio. «Tutte le cose iniziano e finiscono: dopo Meda che dobbiamo ringraziare per come ci hanno accolto e per quello che hanno fatto per noi nella vita ci sono altre opportunità e le abbiamo colte. Abbiamo siglato un accordo per i prossimi otto anni», ha annunciato Magoni con orgoglio.

Questo trasferimento non è solo una questione logistica o burocratica, ma nasconde il desiderio di riabbracciare i propri sostenitori e di favorire una partecipazione più calda e numerosa. Giocare in un impianto più vicino al comune di Renate è una promessa mantenuta nei confronti della base del tifo. «Speriamo di avere gli stessi successi e di stare bene in un posto più vicino a Renate: è stato fatto anche per aiutare i nostri tifosi a essere più numerosi ed essere sul territorio, più vicini a quella che è la nostra realtà. Siamo fiduciosi, ambiziosi», ha concluso il direttore sportivo, delineando un futuro dove identità locale e competitività nazionale potranno finalmente viaggiare di pari passo.

Sezione: Serie C / Data: Mar 13 gennaio 2026 alle 22:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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