Il Potenza si prepara ad affrontare una delle tappe più significative della sua stagione, la semifinale d'andata di Coppa Italia Serie C contro la Ternana, in un clima di profonda riflessione interna. La squadra lucana approda alla sfida dello stadio Liberati portando con sé le scorie di una sconfitta pesante maturata nell'ultimo turno di campionato, un risultato che ha spinto il tecnico Pietro De Giorgio a un'analisi cruda e senza filtri. Nonostante il silenzio della vigilia, le parole espresse dall'allenatore subito dopo il rovescio di Cerignola risuonano come un monito per tutto l'ambiente rossoblù, chiamato a una reazione immediata in una competizione definita "vitale" per le ambizioni del club.

L'amarezza di De Giorgio nasce soprattutto dalla natura degli errori commessi, giudicati inaccettabili per una compagine che punta a traguardi importanti. Il tecnico ha puntato il dito contro la scarsa concentrazione palesata in fase di non possesso, sottolineando come la mole di lavoro tattico non sia stata supportata dalla necessaria cattiveria agonistica nei momenti chiave del match. «A questo punto è bene che sia arrivato uno schiaffo così forte, perché ci dobbiamo dare una sveglia tutti», ha dichiarato l'allenatore, evidenziando come la sconfitta possa paradossalmente trasformarsi in un'opportunità per resettare la mentalità del gruppo prima di un impegno così prestigioso contro i rossoverdi umbri.

Il j'accuse del mister potentino si è fatto ancora più incisivo quando ha analizzato i dettagli delle reti subite, mettendo i suoi calciatori di fronte ai propri limiti caratteriali mostrati in campo. Se fino a questo momento De Giorgio aveva sempre agito da scudo per lo spogliatoio, la gravità delle disattenzioni difensive lo ha spinto a chiedere una maggiore maturità ai singoli. «Prendere gol da cross innocui, a squadra schierata, con otto persone in area di rigore, io che ci ho messo sempre la faccia per difendere i ragazzi, oggi dico che devono prendersi anche loro qualche responsabilità», ha sottolineato con fermezza, evidenziando come la densità numerica in area non sia servita a evitare errori grossolani su situazioni che avrebbero richiesto soltanto una gestione più attenta e diligente.

In vista della trasferta di Terni, il tecnico non ha cercato alibi o aspetti positivi a cui aggrapparsi, preferendo una tabula rasa psicologica per ricostruire l'identità della squadra. Secondo De Giorgio, la prestazione di Cerignola ha rappresentato un punto di rottura che non permette analisi parziali o giustificazioni di sorta. «Non c’è nulla da salvare, dobbiamo ripartire con un’altra mentalità», è stato il commento laconico ma emblematico della volontà di voltare pagina drasticamente. Il passaggio del turno nei centottanta minuti contro la Ternana richiede infatti un approccio diametralmente opposto, fatto di solidità e orgoglio, per evitare che le lacune difensive possano compromettere il cammino verso la finale.

La sfida del Liberati diventa dunque il banco di prova definitivo per misurare la capacità di reazione del Potenza. Con due dubbi di formazione ancora da sciogliere, legati probabilmente alla ricerca di nuovi equilibri dopo le critiche pubbliche del mister, la squadra è chiamata a dimostrare di aver recepito il messaggio del proprio condottiero. La Coppa Italia non è solo un obiettivo sportivo, ma rappresenta ora il terreno ideale per dimostrare che lo schiaffo ricevuto in campionato è servito a ridestare un collettivo che, a detta del suo stesso allenatore, non può più permettersi cali di tensione così evidenti.

Sezione: Serie C / Data: Mar 13 gennaio 2026 alle 21:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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