Langhe e Roero: ipotesi di progetto calcistico unitario tra Bra e Albese
I presidenti Germanetti e Pioggia illustrano l'idea di una collaborazione tra le due società per creare una realtà sportiva più forte e rappresentativa del territorio
Nel pomeriggio del 5 marzo, presso l'Hotel Calissano di Alba, si è tenuta una conferenza stampa che potrebbe segnare un punto di svolta per il panorama calcistico locale. Giacomo Germanetti e Maxim Pioggia, rispettivamente presidenti di Bra e Albese 1917, hanno convocato i giornalisti per illustrare un'ipotesi di collaborazione tra le due compagini, mettendo fine alle speculazioni circolate nelle ultime settimane.
L'incontro ha chiarito sin da subito la natura preliminare dell'iniziativa: non si tratta di un accordo definito, bensì di una riflessione strategica nata dalla convinzione che l'area tra Langhe e Roero disponga delle risorse necessarie per sostenere un ambizioso progetto sportivo. Pioggia, alla guida dell'Albese da pochi mesi, ha manifestato grande fiducia nelle potenzialità di sviluppo del comprensorio. L'obiettivo sarebbe quello di valutare un cammino comune finalizzato alla costituzione di un soggetto calcistico in grado di rappresentare non una singola città, ma l'intero bacino territoriale che abbraccia Langhe e Roero.
Germanetti ha condiviso questa visione, ricordando i successi conseguiti dalla società giallorossa negli anni recenti, ma evidenziando al contempo l'esigenza di pianificare con lungimiranza. Secondo il presidente del Bra, garantire stabilità e sostenibilità nel medio-lungo periodo richiede necessariamente di considerare alleanze tra realtà limitrofe, specialmente in un contesto economico dove molte società rischiano di dipendere eccessivamente dall'impegno individuale dei propri dirigenti.
Le opzioni sul tavolo comprendono diverse formule organizzative: dalla fusione vera e propria alla costituzione di una struttura societaria inedita che incorpori entrambe le entità. Nelle settimane a venire, i dettagli verranno esaminati con il supporto di consulenti e professionisti, prestando particolare attenzione ai vincoli imposti dai regolamenti federali. L'ambizione è dar vita a un'organizzazione calcistica più robusta e strutturata, capace di fungere da punto di riferimento per l'intero comprensorio.
Un aspetto determinante per la configurazione del progetto riguarda la collocazione del Bra nel sistema delle categorie nazionali. Qualora la squadra mantenesse la Serie C, la nuova entità calcistica partirebbe direttamente dal professionismo. I due presidenti hanno tuttavia precisato che questa non rappresenta una condizione vincolante: l'elemento cruciale rimane la sostenibilità finanziaria e la capacità di edificare un'architettura organizzativa solida, coinvolgendo sponsor, enti pubblici e tessuto sociale del territorio.
Il coinvolgimento delle istituzioni locali è emerso come uno dei punti cardine dell'incontro. Pioggia ha espresso pubblicamente gratitudine al sindaco e all'amministrazione comunale di Alba per l'apertura dimostrata nei confronti dell'iniziativa. Il Comune ha infatti assunto l'impegno di destinare risorse pubbliche per interventi sullo stadio "Augusto Manzo", necessari all'adeguamento della struttura. Si tratta di lavori significativamente meno onerosi rispetto a quelli richiesti per l'omologazione dell'impianto braidese. Gli interventi previsti riguardano principalmente l'illuminazione, la sistemazione di alcuni spogliatoi, la sostituzione dei seggiolini della tribuna e l'adeguamento della tribuna stampa. Opere impegnative ma fattibili, che permetterebbero all'impianto di ospitare competizioni anche di livello superiore.
La questione infrastrutturale ha infatti rappresentato uno degli stimoli principali al dialogo tra le due società. L'"Attilio Bravi" di Bra presenta alcune criticità legate all'omologazione, mentre la struttura albese può essere adeguata con maggiore rapidità alle normative federali. In questo quadro, l'"Augusto Manzo" si candiderebbe a diventare la sede della nuova entità calcistica qualora il progetto si concretizzasse.
Un capitolo rilevante della discussione ha riguardato il settore giovanile. Complessivamente, le due società gestiscono un movimento che coinvolge circa mille giovani calciatori. Per i dirigenti si tratta di un patrimonio fondamentale da tutelare e valorizzare, benché eventuali processi di integrazione dovranno necessariamente conformarsi alle disposizioni federali relative alle iscrizioni ai campionati di categoria.
Durante la conferenza è stato affrontato anche il tema delle reazioni dei sostenitori, tradizionalmente molto legati alle identità cittadine. I presidenti hanno riconosciuto che inizialmente potrebbero verificarsi resistenze, ma hanno evidenziato come il calcio stia attraversando una fase di trasformazione e come progetti territoriali di respiro più ampio siano ormai una realtà consolidata in diverse regioni italiane, dove l'unificazione di più realtà ha consentito di creare società più solide e competitive.
Al termine dell'incontro, Germanetti e Pioggia hanno ribadito il carattere embrionale del percorso intrapreso. Le squadre rimangono concentrate sul completamento delle rispettive stagioni agonistiche, mentre parallelamente prosegue l'attività di studio sull'eventuale configurazione societaria. Il confronto tra Bra e Albese è comunque avviato e potrebbe aprire prospettive inedite per il futuro del calcio ad Alba, Bra e nell'intero comprensorio di Langhe e Roero.
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