La Calcio Lecco 1912 non potrà contare sul sostegno dei propri sostenitori nella trasferta di campionato contro l'Arzignano Valchiampo. Lo ha stabilito la Prefettura di Vicenza con un provvedimento notificato al club lombardo lo scorso 5 marzo, che vieta la vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Lecco per l'incontro valido per la trentunesima giornata del girone A di Serie C Sky Wifi 2025/26, in programma sabato 7 marzo alle ore 14:30 presso lo stadio Dal Molin di Arzignano Valchiampo.

La decisione dell'autorità prefettizia si basa sulla determinazione numero 8/2026 del 17 febbraio scorso adottata dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS), organo tecnico che valuta i profili di rischio connessi agli eventi calcistici. Secondo quanto comunicato dalla società bluceleste, il divieto trova origine negli episodi che si sarebbero verificati l'11 febbraio a Gorgonzola, al termine dell'incontro tra Giana Erminio e Lecco. Tali fatti, secondo le valutazioni delle autorità competenti, configurerebbero un rischio concreto di turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica, estendibile anche alla fase di movimentazione dei tifosi in occasione della partita contro l'Arzignano.

Il club lecchese ha diffuso una nota ufficiale nella quale, pur dichiarando il proprio rispetto verso le valutazioni degli organi preposti alla tutela dell'ordine pubblico, manifesta disappunto per l'impossibilità di individuare misure alternative che avrebbero potuto conciliare le esigenze di sicurezza con i diritti della società e dei suoi sostenitori. La dirigenza bluceleste sottolinea in particolare un aspetto rilevante: nelle motivazioni del provvedimento prefettizio non vengono menzionati rischi specifici legati a possibili contrapposizioni tra le due tifoserie in occasione del match con l'Arzignano Valchiampo, circostanza che rende ancor più difficile accettare la decisione adottata.

"Pur nel rispetto delle valutazioni delle Autorità competenti, spiace constatare che non si siano trovate le opportune misure idonee a contemperare le legittime ragioni di sicurezza pubblica con gli altrettanto legittimi diritti della società Calcio Lecco srl e della generalità dei propri tifosi di seguire e sostenere la propria squadra", si legge nel comunicato ufficiale del club. La nota prosegue evidenziando che il divieto colpisce un incontro "nel quale i rischi di contrapposizione tra le due tifoserie non sono stati evocati neppure nelle motivazioni del citato provvedimento di divieto".

La società conclude il proprio intervento con un messaggio di speranza per il futuro, auspicando che questa vicenda possa rappresentare uno stimolo verso comportamenti più responsabili. "La società è, comunque, certa che le decisioni, oggi penalizzanti per la Calcio Lecco e per i suoi tifosi, siano di auspicio a un atteggiamento proattivo da parte di tutti, che salvaguardi il valore dello sport", recita il documento diffuso dalla dirigenza bluceleste.

Il provvedimento rappresenta l'ennesimo caso di limitazione alla mobilità dei tifosi nel calcio italiano, strumento sempre più utilizzato dalle autorità di pubblica sicurezza per prevenire possibili episodi di violenza o disordini. La questione riaccende il dibattito sulla proporzionalità di tali misure e sulla necessità di trovare un equilibrio tra prevenzione e tutela dei diritti dei sostenitori che intendono seguire legittimamente la propria squadra del cuore.

Per i tifosi del Lecco si tratta di una beffa particolarmente amara, considerato che la partita contro l'Arzignano si inserisce in una fase cruciale della stagione, con la squadra impegnata nella rincorsa agli obiettivi stagionali nel competitivo girone A della terza serie nazionale. L'impossibilità di garantire il sostegno sugli spalti rappresenta un danno non solo emotivo ma anche potenzialmente sportivo, privando la formazione di quel supporto che spesso si rivela determinante nelle gare in trasferta.

Sezione: Serie C / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 11:15
Autore: Anna Laura Giannini
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