Il Perugia espugna l'Armando Picchi con una prestazione di carattere e Giovanni Tedesco può finalmente tirare un sospiro di sollievo, celebrando tre punti che pesano come macigni per il prosieguo della stagione. Al termine del match vinto contro il Livorno, l'allenatore biancorosso è apparso visibilmente emozionato e sollevato ai microfoni di Umbria Tv, rivolgendo un ringraziamento speciale ai suoi calciatori.
«Si tratta di un successo di un'importanza vitale, che ha un valore doppio per noi» ha esordito il tecnico del Grifo, lodando l'approccio dei suoi uomini che hanno interpretato la sfida con un'intensità fuori dal comune. Per Tedesco, la prova offerta dalla squadra è stata una chiara dimostrazione di affetto e attaccamento alla maglia e alla sua guida tecnica, un segnale che va oltre il semplice risultato sportivo.
«Vedere questa risposta dai ragazzi è la soddisfazione più grande, sono felice per me, per il gruppo e soprattutto per la nostra gente» ha proseguito l'allenatore, sottolineando come l'abbraccio finale con i giocatori sia stato il momento più significativo della serata. Un gesto che sembra spazzare via, almeno per il momento, le nubi che si erano addensate sulla sua panchina nelle ultime settimane.
Entrando nel merito delle scelte tattiche, il passaggio al 4-2-3-1 si è rivelato la chiave di volta per scardinare le certezze del Livorno. Tedesco ha spiegato di aver studiato attentamente le recenti difficoltà degli amaranto, prendendo spunto proprio dal match tra Sambenedettese e Livorno, dove il sistema di gioco con le ali larghe aveva messo in seria crisi la retroguardia toscana.
«L'idea di utilizzare il 4-2-3-1 è nata proprio osservando come il Livorno soffrisse la spinta sulle fasce» ha confessato il mister, evidenziando come Lisi e Canotto fossero gli interpreti ideali per garantire quel tipo di pressione costante. Anche l'inserimento di Bartolomei dall'inizio è stato ponderato con cura: «Mi ha fatto capire chiaramente di voler dare il suo contributo e l'ho premiato. Ogni tanto capita anche a me di indovinare la mossa giusta!».
Tuttavia, nonostante la felice intuizione tattica, Tedesco ha preferito dare maggiore risalto al temperamento mostrato in campo piuttosto che ai numeri dei moduli. Richiamando un concetto spesso espresso da Massimiliano Allegri, il tecnico ha ribadito che quando il traguardo è così delicato, ciò che conta davvero è l'attitudine mentale con cui si affrontano i duelli.
«Darei molta meno importanza agli schemi e molta più all'atteggiamento, che stasera è stato a dir poco straordinario» ha dichiarato con fermezza. Il riferimento alla sua posizione contrattuale e alle voci di un possibile esonero è stato inevitabile: «Molti sostenevano che questa potesse essere la mia ultima spiaggia. Era già pronta la nave per riportarmi a Palermo!».
Il legame con la società, rappresentata da figure come Riccardo e Walter, non è però mai venuto meno secondo il tecnico, che ha sempre sentito la fiducia dell'ambiente dirigenziale. L'abbraccio con Borras a fine partita ha suggellato questa unità d'intenti, anche se Tedesco invita tutti a non abbassare la guardia: «Non abbiamo ancora ottenuto nulla, ora dobbiamo proiettarci immediatamente alla sfida contro il Pontedera».
Il programma del Perugia prevede ora un breve riposo per ricaricare le pile, prima di iniziare il ritiro a Cascia a partire da venerdì. L'obiettivo primario resta la ricerca di quella continuità di risultati che è mancata per gran parte della stagione. «Dobbiamo lavorare sodo e restare uniti per uscire da questa situazione di classifica, io per primo devo dare qualcosa in più» ha ammesso con onestà.
Analizzando l'andamento del match, l'allenatore ha riconosciuto un leggero calo nella ripresa, dovuto probabilmente a una flessione fisica che ha portato il baricentro della squadra ad abbassarsi. Nonostante questo, il Perugia ha rischiato pochissimo: «In fase difensiva siamo stati impeccabili, l'avevamo preparata nei minimi dettagli e avremmo persino potuto chiuderla con il terzo gol».
In chiusura, Tedesco ha voluto rispondere anche alle critiche ricevute recentemente, lamentando una certa mancanza di equilibrio nel giudicare il suo operato e quello della squadra. «Forse in molti hanno dimenticato troppo in fretta quali fossero le condizioni del Grifo al mio arrivo. C'è stato un po' di accanimento mediatico, ma il mio unico pensiero deve essere la salvezza del Perugia».
Il tecnico si è assunto le proprie responsabilità per gli errori commessi, ma ha ribadito la necessità di un ambiente più sereno per portare a termine la missione. «L'unica cosa che conta davvero è condurre questa squadra in porto, lavorando a testa bassa e con la massima concentrazione» ha concluso l'allenatore siciliano prima di lasciare il campo del Picchi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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