Attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, il patron del L.R. Vicenza, Renzo Rosso, ha tracciato un bilancio profondo della sua esperienza calcistica, toccando temi che spaziano dalla gestione del club berico alle dinamiche del calcio nazionale. La visione dell'imprenditore parte da una riflessione sull'eccessiva presenza di atleti stranieri nei nostri campionati, auspicando un ritorno alla valorizzazione delle risorse locali.
Secondo Rosso, la ricetta vincente è quella applicata nel contesto vicentino, dove il legame con il territorio e la crescita interna rappresentano i pilastri del progetto. «Bisognerebbe rimediare come abbiamo fatto noi a Vicenza, educando i giovani sin dai settori giovanili, facendoli attaccare al proprio territorio», ha spiegato il patron, ricordando come la promozione in Serie B sia arrivata con ben sei elementi provenienti dal vivaio.
L'investimento nel settore giovanile non è solo un fatto tecnico, ma una vera e propria missione sociale che la famiglia Rosso porta avanti dal 2018. Con una base che coinvolge circa quattromila ragazzi e un impegno economico di un milione e mezzo di euro, il Vicenza punta sulla collaborazione capillare con le realtà della provincia, riconoscendo premi alle società che segnalano i talenti più promettenti.
Uno dei simboli di questa filosofia è lo Sporting 55, considerato da Rosso uno dei centri sportivi d'eccellenza in Italia, un luogo che funge da aggregatore per la squadra e per la comunità intera. L'atmosfera che si respira è quella di una grande famiglia, dove momenti conviviali aiutano a cementare il gruppo: «Capitan Costa ogni giovedì organizza lo spritz e ci ritroviamo tutti insieme a parlare di qualsiasi cosa», ha raccontato l'imprenditore.
Il patron ha avuto parole di grande affetto per le icone storiche del club, ricordando Paolo Rossi come una figura integrata totalmente nella realtà vicentina e ammettendo il desiderio, rimasto finora nel cassetto a causa della riservatezza dell'interessato, di coinvolgere anche Roberto Baggio nelle attività della società.
Sul piano della gestione tecnica, Renzo Rosso ha voluto sottolineare l'autonomia del figlio Stefano, elogiandone la fermezza nel puntare su figure come Zamuner e Gallo. Si tratta di scelte in cui il fondatore di Diesel preferisce non interferire, mantenendo una netta separazione tra la proprietà e le decisioni di campo: «Io sulle scelte tecniche non intervengo mai», ha tenuto a precisare.
In vista della prossima stagione nel campionato cadetto, l'obiettivo è mantenere l'armonia dello spogliatoio evitando l'inserimento di personalità ingombranti che possano minare l'unione del gruppo. «Per la serie B non voglio prime donne, bisogna salvare gli equilibri», ha ammonito Rosso, guardando contemporaneamente a una crescita societaria che renda il club indipendente dalla sua famiglia.
Tra i progetti più ambiziosi spicca il rifacimento dello stadio, un piano già pronto che attende solo di essere attuato. Il coinvolgimento dell'imprenditoria locale resta un punto fermo, ma Rosso non chiude affatto le porte a possibili capitali esteri: «La competenza di fondi esteri unita alla nostra passione potrebbe essere un buon binomio per portare avanti tutti i nostri progetti».
Il rapporto con la tifoseria ha vissuto momenti di tensione, specialmente in occasione delle celebrazioni per i 120 anni del club. Una maglia celebrativa dal design innovativo non è stata gradita dai sostenitori più legati alla tradizione, scatenando polemiche a cui il patron ha replicato con la sua consueta schiettezza: «Mi hanno insultato ed io ho risposto per le rime», ha ammesso, pur sottolineando il feeling attuale.
Nonostante le critiche, l'approccio stilistico di Rosso sembra aver fatto scuola nel mondo del calcio, con altri club che hanno iniziato a richiedere collaborazioni per il design delle proprie divise. Il legame emotivo con il Vicenza resta però impareggiabile, come dimostrato dalla commozione vissuta durante le fasi finali della cavalcata verso la promozione.
«Sul secondo gol di Stückler mi è scesa una lacrima e Stefano mi ha abbracciato forte», ha confessato Rosso, descrivendo l'intensità dei festeggiamenti finali, tra l'abbraccio vigoroso di mister Gallo e il momento in cui capitan Costa lo ha condotto per la prima volta proprio sotto il cuore del tifo biancorosso, nella Curva Sud.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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