La Reggiana volta pagina e affida le proprie speranze di permanenza in categoria a Pierpaolo Bisoli, chiamato dal presidente Salerno per sostituire Rubinacci in un momento estremamente complesso della stagione.

Il nuovo tecnico si è presentato alla città con la consueta schiettezza, indossando immediatamente la tuta sociale come simbolo di un impegno che promette di essere totale e senza sosta.

«Conoscete il mio carattere: sono stato antipatico a molti di voi, forse… Ma oggi sono un grande tifoso della Reggiana» ha esordito l'allenatore, chiarendo di voler vivere il centro sportivo h24 per centrare l'obiettivo.

La sfida che attende il mister è di quelle che tolgono il sonno, ma la fiducia nelle potenzialità dell'ambiente emiliano sembra averlo già conquistato dopo i primi giorni di contatto diretto con la realtà granata.

«A mia moglie ho detto: se non faccio l’impresa di salvarci, dovrò sbattere la testa contro il muro perché c'è l'opportunità di fare qualcosa di importante» ha confessato Bisoli sottolineando la bellezza delle strutture trovate.

Il tecnico ha promesso un rapporto di assoluta lealtà con la stampa e i tifosi, rifiutando la strategia dei pre-tatticismi o delle formazioni nascoste, convinto che i successi passino solo attraverso il sudore e la trasparenza.

L'obiettivo immediato è quello di scalare posizioni per garantirsi almeno l'accesso ai playout, per poi puntare, se il lavoro collettivo darà i frutti sperati, alla conquista di una salvezza senza passare dagli spareggi.

«Il primo obiettivo è il quartultimo posto, poi se saremo bravi potremo arrivare quintultimi e, se saremo bravissimi tutti insieme, centrare la salvezza diretta» ha spiegato tracciando la rotta per le prossime gare.

Bisoli ha ereditato uno spogliatoio provato dai risultati negativi, descrivendo i suoi calciatori come uomini che necessitano di sostegno psicologico prima ancora che di accorgimenti tattici.

Secondo il mister, la squadra deve ritrovare quella cattiveria agonistica necessaria per imporsi nei duelli individuali, aspetto che è parso carente nelle ultime uscite stagionali della compagine granata.

«Ho trovato un gruppo depresso. Hanno qualità importanti, ma manca qualcosa che in Serie B è fondamentale: vincere i contrasti» ha osservato il tecnico analizzando le recenti prestazioni collettive.

Dal punto di vista tattico, l'allenatore ha già annunciato il ritorno alla difesa a quattro, con l'obiettivo prioritario di blindare una retroguardia che finora ha concesso troppi spazi agli avversari.

Nonostante l'etichetta di difensivista, Bisoli ha chiarito di voler costruire una squadra compatta ma capace di offendere, a patto che ogni elemento sia disposto a sacrificarsi in fase di non possesso.

«Chi vuole stare dentro è il benvenuto e io farò la guerra per lui. Chi non è pronto a faticare lo dica subito» ha avvertito il mister, ponendo il bene della Reggiana sopra ogni interesse individuale.

La situazione dell'infermeria resta una nota dolente, con molti titolari fuori causa per il finale di stagione, ma il tecnico non vuole alibi e punta forte sulla fame di chi scenderà in campo.

La prima tappa di questo nuovo corso sarà la sfida interna contro il Pescara, un match dove l'allenatore si aspetta di vedere una squadra che esca dal terreno di gioco con la maglia sporca di fatica.

«Dobbiamo essere noi a dimostrare al pubblico che qualcosa è cambiato. La gente vuole vedere una squadra che lotta» ha concluso Pierpaolo Bisoli chiamando a raccolta tutta la piazza reggiana.

Sezione: Serie B / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 22:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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