Il calcio ligure ha celebrato una data destinata a restare impressa nella memoria collettiva, quella del 25 marzo 2026, giorno in cui il Millesimo ha ufficialmente staccato il pass per la Serie D. Il piccolo centro della Val Bormida si prepara dunque ad affrontare un palcoscenico nazionale, un traguardo che il direttore sportivo Antonio Marotta accoglie con la consapevolezza di chi ha visto crescere un progetto solido.
Secondo il dirigente, la chiave di volta è stata la costruzione di un organico che potesse esprimere competitività pur rispettando i parametri economici del club. «Ci siamo messi subito al lavoro per creare una squadra il più competitiva possibile, in base alle nostre possibilità e con tanta voglia», ha spiegato Marotta, sottolineando come l'unione d'intenti abbia permesso di superare ogni ostacolo.
Il direttore ha voluto ripartire i meriti del successo tra tutte le componenti societarie, riservando però un plauso speciale ai calciatori che sono stati i veri protagonisti in campo. «Il merito è di tutti: della società, dell’allenatore e soprattutto dei ragazzi, che hanno sempre dato il 110%, anche nelle situazioni più complicate. A loro va davvero un grande applauso», ha dichiarato con orgoglio.
Ripercorrendo il cammino che ha portato alla promozione, Marotta ha individuato alcuni momenti simbolici, citando in particolare le sfide contro Campomorone e Rivasamba. Se nel primo caso è stata la qualità della prestazione a colpire, nel secondo è stato il dominio tecnico e fisico a fare la differenza. «In quella gara abbiamo dominato, pressato alto e non ci siamo mai fermati», ha ricordato il direttore.
Oltre all'aspetto tattico, il DS ha messo in luce la straordinaria tempra psicologica mostrata dalla squadra durante tutto l'arco del campionato. La capacità di restare in partita fino all'ultimo secondo è stata determinante per accumulare punti preziosi. «Vincere partite al 95’ o al 96’ significa avere un gruppo che crede sempre in quello che fa e che dà tutto fino all’ultimo», ha aggiunto Marotta.
Passando all'analisi dei singoli, pur ribadendo l'importanza della forza collettiva, il dirigente ha menzionato alcuni elementi che hanno compiuto un percorso di crescita evidente. Tra questi spiccano i nomi di Facello, Latini e Nacci, oltre al prezioso contributo fornito dai numerosi giovani che si sono integrati perfettamente nel tessuto della prima squadra.
«Facello ha fatto un salto di qualità importante, sia dal punto di vista tecnico che mentale», ha osservato il DS, evidenziando come l'adattabilità tattica di molti interpreti sia stata una risorsa fondamentale per lo staff tecnico. L'armonia dell'ambiente ha facilitato l'inserimento di Marotta in una realtà che arrivava già da due precedenti successi consecutivi.
Il futuro, che ora si chiama Serie D, è già nei pensieri della dirigenza giallorossa, che può godere del vantaggio di aver chiuso i giochi in anticipo. «Aver raggiunto l’obiettivo in anticipo ci permette di programmare con più tranquillità. Stiamo iniziando a fare le prime valutazioni per la prossima stagione, cercando sempre i profili giusti», ha svelato il direttore sportivo.
La filosofia per il prossimo mercato rimarrà fedele ai valori che hanno portato il Millesimo tra i semiprofessionisti: la priorità sarà data alle qualità umane dei futuri innesti. «Per noi è fondamentale scegliere non solo giocatori, ma soprattutto persone: questo è stato uno dei segreti del gruppo», ha ribadito Marotta, tracciando la linea guida per le prossime mosse.
Infine, un pensiero speciale è stato dedicato a mister Macchia, figura centrale nel miracolo della Val Bormida. Marotta si è detto colpito dalla dedizione e dalla preparazione metodica dell'allenatore. «È un grande lavoratore, uno che studia e non lascia nulla al caso. In questa stagione c’è sicuramente tanto del suo lavoro», ha concluso il dirigente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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