Ventiquattro anni dopo l’ultima volta, la città di Melfi può finalmente festeggiare il ritorno nel massimo campionato dilettantistico nazionale. Un traguardo storico per una piazza che, dopo aver vissuto quattordici stagioni consecutive tra i professionisti in Serie C, ha dovuto affrontare l'amaro calice del fallimento e la dolorosa ripartenza dai polverosi campi di Promozione ed Eccellenza.
La risalita del sodalizio gialloverde rappresenta non solo un successo sportivo, ma il coronamento di un percorso di rinascita fortemente voluto da una dirigenza determinata a riportare il club dove merita. Per analizzare questa straordinaria cavalcata e tracciare le linee guida del futuro, noi di Notiziariocalcio.com abbiamo intervistato in esclusiva Corrado Del Giudice, il presidente che ha saputo trasformare le promesse in realtà nel giro di una sola stagione.
Presidente, quali sono le sensazioni dopo questo traguardo? «Le sensazioni che stiamo vivendo sono esaltanti. Siamo già nel pieno dell'organizzazione per la prossima stagione, anche perché in città l'entusiasmo è alle stelle e i cittadini di Melfi sono comprensibilmente elettrizzati. Al mio arrivo avevo promesso la promozione in Serie D entro un massimo di due anni, ma siamo riusciti a centrare l'obiettivo già al primo tentativo. Abbiamo compiuto uno sforzo economico adeguato al risultato prefissato, ma senza mai avventurarci in spese folli. Ero convinto della nostra forza fin da subito: durante l’estate avevamo effettuato dei test amichevoli con squadre del girone H di Serie D e avevamo già dimostrato di poter figurare molto bene».
Qual è stata la sfida più complessa in questa stagione di Eccellenza? «L'unica vera difficoltà che ho riscontrato è stata legata alla gestione del gruppo. Più che un profilo puramente tecnico, ci occorreva un grande gestore, capace di amministrare i "mal di pancia" di alcuni elementi di spicco che finivano in panchina per lasciare spazio agli under. Con una rosa di 28 persone non è stato affatto semplice mantenere l'equilibrio. Alla fine ho trovato l'allenatore ideale che ha saputo dare la giusta armonia allo spogliatoio. Ci tengo a sottolineare che ho cambiato i tecnici mentre eravamo sempre primi in classifica: le sostituzioni sono state dettate esclusivamente da divergenze sulla gestione del gruppo, mai dai risultati sul campo».
Quali sono stati i momenti e le gare che hanno segnato la svolta definitiva? «Ci sono stati dei segnali chiari durante l'anno. Ricordo il rigore parato da Vinicius all'ultimo minuto mentre l'Oppido passava in vantaggio: quello è stato un momento simbolico. Successivamente, la vittoria nello scontro diretto a Oppido e quella contro l'Elettra Marconia a Pisticci ci hanno dato la quasi totale certezza della promozione, complici i passi falsi delle nostre inseguitrici in quelle stesse giornate. Vincere con quattro giornate d'anticipo, considerando che dovevamo ancora osservare il turno di riposo, è stato bellissimo. Qui ho trovato un ambiente splendido e mi sono trovato bene fin dal primo momento. I nostri tifosi sono fantastici: ci seguono con passione nonostante fossero abituati a categorie superiori e a un calcio diverso. La dirigenza mi ha conferito pieno potere, un grande segno di stima nei miei confronti. Dopo aver lottato tanto per riportare la squadra in Eccellenza, si sono affidati a me dopo appena un'ora di colloquio».
Guardando al domani, quali sono i progetti per la Serie D? «Molto dipenderà dalla reazione della cittadinanza, dalla risposta della campagna abbonamenti e dagli sponsor, che dovranno cambiare la propria linea di investimento pubblicitario. La Serie D è un campionato nazionale che accoglie piazze importanti che hanno fatto la storia recente del calcio italiano, dunque serve un salto di qualità collettivo».
Cosa può dirci, invece, sul futuro della guida tecnica e delle strutture? «Con l'attuale mister, Leo Dibenedetto, abbiamo una clausola che ne prevede la conferma, a meno del pagamento di una penale. Dobbiamo però capire tutti insieme quali siano i nostri obiettivi reali e comprendere come le autorità locali intendano porsi nei nostri confronti. Nei prossimi giorni verificheremo se avremo o meno l'affidamento dello stadio: gestire una struttura come il "Valerio" è fondamentale, specialmente per la costruzione di un settore giovanile solido. Attendiamo questo incontro con il sindaco e con i responsabili per definire la situazione. Dovremo valutare anche quale sarà l'apporto dei soci storici del Melfi. Se dovessi restare quasi da solo, faremo comunque un campionato dignitoso. Siamo abituati a ottenere ottimi risultati anche con budget ridotti; d'altronde, fare proclami non è mai positivo. Siamo gente di settore e non ci facciamo raggirare da quegli "pseudo" direttori sportivi che svolgono la duplice funzione di diesse e procuratore. Sono figure che non vogliamo nel nostro organico. Preferiamo gestire la società con persone di fiducia che hanno contribuito ai successi di quest'anno, uno su tutti Mauro Bousquet».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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