La Torres ufficializza l'arrivo di Gianmaria Zanandrea, un innesto di spessore per il reparto difensivo che arriva in Sardegna con un bagaglio di esperienze importanti e una determinazione feroce.
Il difensore, presentato ufficialmente alla stampa, ha già iniziato a respirare l'aria del gruppo rossoblù, completando la sua prima settimana di allenamenti sotto la guida dello staff tecnico. Un approccio positivo che ha permesso al calciatore di calarsi immediatamente in una realtà che, pur vivendo un momento complesso dal punto di vista della classifica, esprime una vitalità e una compattezza che hanno colpito fin da subito l'ex Legnago e Perugia.
Le prime sensazioni raccolte sul campo confermano l'ottimismo del nuovo arrivato, nonostante il periodo di inattività forzata dovuto a alcuni intoppi fisici subiti nella passata stagione. Zanandrea ha voluto rassicurare tutti sulle sue attuali condizioni, sottolineando il grande lavoro svolto in sinergia con la società e i preparatori. «La prima settimana è andata bene e, nonostante abbia avuto un anno particolare l'anno scorso con gli infortuni, ora sto bene», ha esordito il difensore, evidenziando come l'accoglienza ricevuta sia stata fondamentale per il suo rapido inserimento. Il calciatore ha descritto lo spogliatoio come un amalgama perfetto tra elementi di prospettiva e veterani carismatici, un equilibrio che ritiene essenziale per affrontare le sfide che attendono la compagine sassarese da qui al termine del campionato.
L'approdo alla Torres rappresenta per Zanandrea una vera e propria chiusura di un cerchio, dato che i contatti con il club sardo risalgono a diverso tempo fa. Il richiamo dei colori rossoblù è stato forte e la gratitudine verso i vertici societari per la fiducia accordata è evidente nelle sue parole. «Ringrazio il direttore, il mister e il presidente per questa grande opportunità. La voglia di riscatto è tanta anche perché vengo da quasi un anno di inattività», ha ammesso il centrale, manifestando un'impazienza positiva nel voler dare il proprio contributo concreto alla causa. Il lungo periodo lontano dal terreno di gioco sembra aver agito come un volano per la sua motivazione, alimentando il desiderio di tornare protagonista in una categoria impegnativa come la Serie C.
Analizzando il momento della squadra, Zanandrea ha mostrato di avere già le idee chiare sulle dinamiche del girone e sulle potenzialità ancora inespresse del gruppo guidato da Alfonso Greco. Sebbene non abbia seguito ogni singola gara del girone d'andata, l'impatto con il sistema di gioco e con la mentalità del tecnico è stato immediato. «Il mister ha delle grandi idee di gioco e sappiamo tutti che la Serie C è difficile; anche quando inizi male è molto complicato ritornare a vincere, però la squadra la vedo bene», ha spiegato il difensore, invitando l'ambiente a guardare avanti con fiducia. Per il neo acquisto, il calendario non concede distrazioni, trasformando ogni impegno ufficiale in una tappa decisiva per la salvezza e il rilancio delle ambizioni del club. «Ci aspettano 15 partite, 15 finali e daremo tutto», ha promesso con fermezza.
Dal punto di vista tattico, Zanandrea si è messo a completa disposizione delle necessità dell'allenatore, confermando una duttilità che potrà rivelarsi preziosa nel corso della stagione. Pur identificando nel ruolo di braccetto sinistro della difesa a tre la sua collocazione naturale, non ha chiuso le porte a soluzioni differenti, avendo già ricoperto ruoli da centrale puro o terzino in una linea a quattro. «Il ruolo che reputo mio è il braccetto a sinistra dei tre, ma ho giocato anche a quattro. L'importante è dare aiuto alla squadra e dare tutto», ha ribadito, confermando la sua attitudine al sacrificio e alla flessibilità. Ritrovare vecchi compagni come il portiere Zaccagno ha sicuramente agevolato il suo inserimento, ma è la forza collettiva della Torres a convincerlo maggiormente: per Zanandrea, la qualità dei singoli è fuori discussione e servono solo piccoli aggiustamenti per tornare a correre.
Il tema del recupero della forma partita resta centrale, ma il percorso di riatletizzazione procede senza intoppi. Il calciatore ha ammesso che, nonostante le risposte incoraggianti delle gambe, servirà ancora qualche settimana di lavoro specifico per raggiungere il top della condizione e garantire un impatto duraturo durante i novanta minuti. «Le sensazioni sono buone, le gambe rispondono bene, ma secondo me ancora due o tre settimane con il prof e con la squadra mi servirebbero», ha concluso con onestà, dimostrando professionalità nel gestire le aspettative e garantendo che, quando sarà chiamato in causa, sarà pronto a onorare la maglia con la grinta che lo contraddistingue.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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