Il Barletta torna in Serie C. Dopo la conquista del campionato di Eccellenza nella stagione precedente, i biancorossi hanno completato il doppio salto che il club aveva pianificato con largo anticipo, approdando nuovamente nel calcio professionistico. A raccontare il progetto e la stagione appena conclusa è il direttore sportivo Vincenzo De Santis, intervenuto nel programma A Tutta C, il format di TMW Radio dedicato al mondo della Serie C.
La soddisfazione, nelle parole del dirigente, è proporzionale alla fatica sostenuta lungo il cammino. "Vincere quando è difficoltoso il tragitto è ancora più bello; quando arrivi a meta, poi, diventa tutto più soddisfacente. È stato duro, ma appunto altrettanto bello", ha dichiarato De Santis, sintetizzando con efficacia l'intensità di una cavalcata che ha richiesto pazienza, decisioni coraggiose e una visione chiara del futuro.
Il ritorno tra i professionisti non è frutto del caso. De Santis era già a Barletta nella stagione precedente, quella della promozione dall'Eccellenza, e fin da allora aveva delineato con il presidente Romano una traiettoria precisa. "Ero già l'anno scorso a Barletta, e abbiamo vinto il campionato di Eccellenza, programmando già allora con il presidente Romano di portare quanto prima la squadra nei professionisti", ha spiegato il dirigente.
Il percorso, tuttavia, non è stato privo di ostacoli. Una fase di ridefinizione societaria — con l'ingresso di nuovi soci, poi diventati soci di minoranza di Romano — aveva indotto De Santis a prendere le distanze temporaneamente, ritenendo le condizioni dell'area tecnica non adeguate. Il suo rientro è arrivato in seguito all'esonero del precedente direttore sportivo: da quel momento, il dirigente ha operato secondo la propria visione, completando una rosa costruita con criteri precisi. "Quando però è stato esonerato il precedente Ds, sono stati richiamato e da quel momento ho fatto mercato a modo mio, per come lo intendo io", ha sottolineato.
Se il mercato ha fornito le fondamenta, la vera accelerazione è arrivata con il cambio in panchina. All'allenatore Pizzulli è subentrato Paci, e la squadra ha cambiato volto. De Santis ha spiegato le differenze tra i due approcci tattici: "Ogni allenatore ha un modo di vedere le cose. Pizzulli ama più la costruzione dal basso, non che Paci non la voglia, però avevamo sempre gli attaccanti molto distanti dalla porta e con quel potenziale in avanti sfruttavamo molto poco le qualità di questi giocatori laddove serviva, cioè negli ultimi 20 metri".
Paci ha corretto questa tendenza alzando il baricentro della squadra e avvicinando il reparto offensivo alla porta avversaria. Ma non si è limitato alla dimensione tattica: "Paci non ha fatto altro che alzare il baricentro della squadra e portare gli attaccanti più vicino alla porta e, soprattutto, ricostruire mentalmente alcuni giocatori che non riuscivano a esprimersi al massimo, ma che alla fine sono diventate le armi migliori di questo Barletta."
I numeri parlano da soli: nelle 13 gare guidate da Paci, il Barletta ha raccolto 12 vittorie e un pareggio, quest'ultimo contro il Martina. Un rendimento straordinario, figlio anche di un atteggiamento mentale che non ha concesso nulla a nessuno. "Da quando è arrivato in panchina abbiamo fatto 12 vittorie e un pareggio con il Martina, ma non abbiamo mai mollato niente: anche quando abbiamo giocato con le squadre che erano nei bassifondi della classifica, abbiamo approcciato e affrontato le gare come se fossero sempre tutte sopra di noi, al primo posto", ha precisato De Santis.
Un momento simbolico nella corsa alla promozione è stato il successo esterno contro la Paganese, che all'epoca guidava la classifica. "Le maggiori consapevolezze sono arrivate poi quando abbiamo vinto a Pagani, lì abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte. In quel momento la Paganese era in testa, ma abbiamo vinto a casa loro dominando per lunghi tratti il match", ha ricordato il direttore sportivo.
Continuità come pilastro del progetto
Uno degli elementi più significativi emersi dalle parole di De Santis riguarda la scelta consapevole di costruire continuità, sia in panchina che nella dirigenza. La decisione di affidare la guida tecnica a Paci non era dettata dall'emergenza, ma da una strategia a medio-lungo termine. "La scelta di Paci è stata fatta proprio per questo motivo. Abbiamo deciso di prendere un allenatore che venisse già da esperienze di categorie superiori proprio per avere un progetto a lungo e medio termine anche a livello tecnico, e non prendere la persona per poter vincere il campionato di Serie D da esperto della categoria e poi ricambiare di nuovo", ha chiarito il ds.
Sul rinnovo con Paci per la Serie C, De Santis lascia trasparire ottimismo pur riconoscendo che restano da definire gli aspetti contrattuali: "Ovviamente con il mister dobbiamo risederci per una questione puramente contrattuale, ma diciamo che in linea di massima abbiamo tutta la volontà e l'unità d'intenti tra le parti per continuare assieme".
Anche il futuro dello stesso De Santis sembra tracciato. Con due promozioni consecutive all'attivo e un rapporto consolidato con la proprietà, il dirigente ha dichiarato la propria intenzione di restare: "Nel calcio direi 'mai dire mai', ci sono continue evoluzioni, però sì, rimarrò. Innanzitutto credo di meritarlo per le due vincenti stagioni, nelle quali ho dimostrato di saperci fare, poi comunque ho esperienza anche in Serie C. Non solo, si sono creati anche ottimi rapporti con il presidente Romano, con il quale abbiamo deciso di continuare questo matrimonio".
Con la promozione in tasca, il pensiero si sposta già alla costruzione della rosa per il campionato professionistico. De Santis delinea una strategia che guarda sia all'esperienza che alla gioventù. La base già esiste, costruita attraverso scelte mirate anche nella stagione appena conclusa: "Come per il mister, la scelta fatta sui giocatori che sono scesi di categoria dalla C alla D per vincere il campionato era per puntare su profili che hanno già calcato questo tipo di palcoscenico ed essere quindi pronti per l'anno prossimo".
Il prossimo mercato punterà su un mix equilibrato: "Diciamo che uno zoccolo duro ce lo abbiamo, ma interverremo su tutti i reparti facendo un mix di giocatori importanti, affermati nella categoria, e giovani di grandi prospettive; stiamo lavorando anche sotto questo punto di vista, e stiamo già da tempo guardando con la rete scouting che ho io personalmente una serie di giovani interessanti da poter portare avanti e valorizzare".
Il Barletta si appresta dunque ad affrontare la Serie C con le idee chiare: una guida tecnica confermata, una dirigenza che ha già dimostrato di saper vincere e una rosa da costruire con metodo. Le fondamenta di un progetto che, tappa dopo tappa, sta prendendo sempre più forma.
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