L'impatto di Riccardo Boschetto sulla panchina del Celle Varazze ha il sapore di una vera e propria sterzata stagionale, con una squadra che in cinque turni è passata dal baratro a una posizione di classifica che oggi varrebbe la permanenza diretta in categoria. Il tecnico, intervenuto alla trasmissione Mixed Zone, ha voluto chiarire subito quale sia il segreto di questa risalita, partendo da un presupposto fondamentale: «Senza giocatori mentalizzati puoi chiamare anche Guardiola, ma non ottieni nulla».
Il mister piemontese non è nuovo a imprese del genere e ha tracciato un parallelismo con i suoi trascorsi: «Non è la prima esperienza di questo tipo: mi era già capitato a Saluzzo, dove subentrai a otto giornate dalla fine in Eccellenza, con una squadra penultima in classifica. Una situazione molto simile a quella del Celle Varazze». Nonostante il bagaglio personale, l'allenatore sposta l'attenzione sui suoi atleti: «L’esperienza può aiutare, ma i meriti sono soprattutto dei valori interni al gruppo, che i ragazzi si sono costruiti da soli».
La disponibilità del gruppo è stata la chiave di volta per invertire la rotta: «Fin da subito hanno dimostrato grande disponibilità e apertura mentale, recependo immediatamente il messaggio e allineandosi al percorso da fare. Senza valori morali, senza uomini veri, da queste situazioni non si esce». Il punto di partenza era tutt'altro che semplice: «Arrivavamo da una batosta pesante a Biella, con tanto malumore. Ma con valori forti si può ribaltare tutto».
Boschetto ha poi smontato la narrazione del tecnico salvatore della patria: «L’ho detto ai ragazzi: non esiste l’allenatore con la bacchetta magica, sono favole. L’allenatore si mette al servizio dei giocatori e, se loro hanno lo spirito giusto, si possono ottenere risultati importanti». Oltre alla solidità, è emersa anche una qualità estetica inaspettata: «Oltre ai risultati, stiamo sviluppando anche un buon calcio, ed è l’aspetto che mi sorprende di più. In una situazione del genere la priorità dovrebbe essere solo il risultato, invece i ragazzi stanno andando oltre».
La crescita quotidiana è sotto gli occhi di tutti: «Sono fantastici e lavorano in maniera eccezionale durante la settimana, con un’intensità molto alta. Sicuramente i risultati aiutano, ma la base è il lavoro». La fiducia per il finale di stagione è alta, pur mantenendo i piedi per terra: «Ci sono tutte le prospettive per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, ma sappiamo che è un’impresa e che ci sono anche gli avversari».
Analizzando le ultime uscite, il mister ha evidenziato la maturità della squadra: «Contro il Saluzzo abbiamo creato tanto e siamo riusciti a segnare in una delle ultime azioni, con lucidità e senza farci prendere dall’ansia. L’azione del gol di Insolito è nata da subentrati e due giovani, un 2007 e un 2006, e questo è forse l’aspetto più positivo: significa che tutti sono coinvolti e allineati». È proprio lo spirito collettivo a fare la differenza: «Mi fa piacere anche perché i protagonisti erano tutti subentrati: vuol dire che tutti credono nella salvezza».
Ora, però, non è tempo di bilanci definitivi: «Adesso conta solo una cosa: domenica dobbiamo assolutamente vincere per iniziare a vedere il traguardo. Nulla verrà ricordato se non riusciremo a raggiungere l’obiettivo». La solidità difensiva ritrovata è un altro pilastro della gestione Boschetto: «Prima bisognava agire sulla testa, poi anche dal punto di vista tattico. Evidentemente era una squadra che prendeva gol ad ogni starnuto. Abbiamo fatto alcune modifiche, poi però ci sono dei valori assoluti nel parco difensori e nella squadra».
Un elogio particolare è andato alla guida del gruppo in campo: «In questo una nota di merito va al nostro capitano, il numero uno per disponibilità. Nonostante la sua carriera professionistica, si è calato come un ragazzino nel nuovo ruolo. Sta facendo delle prestazioni importantissime, da grande uomo». La lotta salvezza, intanto, si fa sempre più serrata: «Oggi neanche chi è a 42 punti può considerarsi tranquillo. È una corsa entusiasmante, forse più per chi la guarda da fuori che per chi la vive in prima persona».
In vista del prossimo impegno, Boschetto non abbassa la guardia: «Sarà una partita difficile contro una squadra molto forte, il Sestri Levante. Arrivano da due sconfitte e avranno grande voglia di reagire. Noi però stiamo bene e abbiamo assolutamente bisogno di fare risultato». Il tecnico ha concluso con un appello alla piazza: «Giochiamo in casa e speriamo che il popolo delle civette venga a darci una mano: anche l’ambiente può fare la differenza».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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