La certezza matematica è arrivata lontano dalle mura amiche, ma con la forza di chi ha saputo gestire il proprio destino. Vincendo per 3-2 sul difficile campo del Montespaccato, il Latte Dolce ha blindato la permanenza in Serie D, tagliando il traguardo della salvezza diretta con due giornate di anticipo rispetto alla chiusura del campionato. Un successo che permette alla compagine biancoceleste di affrontare gli ultimi impegni stagionali — il match casalingo contro il Cassino, già retrocesso, e la trasferta finale a Budoni — con la serenità di chi ha centrato l'obiettivo primario.
Il percorso verso la permanenza nella categoria non è stato privo di insidie. A confermarlo è il direttore generale del club, Adriano Fantoni, che sottolinea la complessità del girone: «In tutta onestà spero che arrivasse anche prima, ma è stato un campionato difficilissimo, livellato e per questo più complicato, con una classifica corta e una quota salvezza davvero alta», come riportato da "La Nuova Sardegna".
Con i suoi quarantaquattro punti, il Latte Dolce ha costruito una classifica solida, frutto di un cammino decisamente più lineare rispetto alle passate stagioni. Il bilancio parla di una squadra capace di imporsi sia in casa (7 vittorie e 2 pareggi) che fuori, dove ha collezionato ben 6 successi e 3 pari. La vittoria a Roma contro il Montespaccato è stata la sesta affermazione esterna, arrivata al termine di quella che Fantoni definisce «una bella battaglia, come all’andata in cui era finita 3-3. Stavolta l’abbiamo spuntata per 3-2, su un campo caldissimo, contro una squadra che era all’ultima spiaggia e che perdendo è scivolata al penultimo posto».
Il dirigente ha voluto evidenziare la reazione caratteriale dei suoi ragazzi nel momento decisivo: «C’è stata grande determinazione, si è vista la qualità della squadra e anche quella "cattiveria" che altre volte era mancata. Nel momento chiave della stagione poteva subentrare un po’ di timore, invece sono arrivati quattro risultati utili di fila, figli di una inaspettata personalità, considerando la giovane età della squadra».
Dietro la conquista della salvezza c'è un lavoro corale che vede in mister Fini il principale architetto tattico e umano. Nelle parole del DG Fantoni, emerge un riconoscimento esplicito per l'allenatore: «vanno riconosciuti i meriti di mister Fini, che con i ragazzi ha fatto un gran lavoro riuscendo a instaurare un bel rapporto e dimostrando capacità tecniche e umane».
Un contributo fondamentale alla causa è arrivato anche dal mercato di riparazione con l'innesto dell'attaccante bosniaco Tokic, autore di sei reti, l'ultima delle quali proprio nell'ultimo turno. «È arrivato a gennaio per rinforzare il reparto avanzato e con la sua fisicità si è rivelato subito affidabile, integrandosi bene e soprattutto "vedendo la porta". Era quello che mancava, come hanno detto anche i risultati», ha commentato il dirigente sassarese.
La vittoria del Latte Dolce ha avuto ripercussioni positive anche per le altre compagini sarde, in particolare per l'Olbia, che resta così in corsa per i playout. Nelle conclusioni affidate alla cronaca di Sandra Usai, Fantoni ha voluto allargare l'orizzonte a tutto il movimento isolano: «Abbiamo fatto anche un bel favore all’Olbia, che rappresenta una piazza importante per il calcio sardo e resta in corsa per i playout, spero che possa rimanere in serie D».
Il commento finale del DG riflette un senso di appartenenza sportiva che va oltre i colori biancocelesti: «Nel bene e nel male abbiamo tenuto un passo più regolare e ora festeggiamo questa meritata salvezza. Spero che possano farcela tutte, complimenti al Monastir che da matricola ha fatto un gran campionato e un incoraggiamento al Budoni che è vivo ma dovrà ancora lottare».
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