La sconfitta subita dal Chisola contro il Vado ha lasciato un retrogusto amaro non solo per l’andamento del match, sfuggito di mano proprio nei minuti conclusivi, ma anche per l’episodio che ha portato all’espulsione dei due allenatori. Mister Ascoli, pur mantenendo un tono pacato, ha espresso chiaramente il suo disappunto per il comportamento del collega Sesia durante i festeggiamenti per il gol vittoria.
«Sapevamo che sarebbe stata una partita tesa, perché noi vogliamo restare nei play-off e loro si giocano il titolo» ha spiegato il tecnico del Chisola analizzando la sfida. «Col passare del tempo le difficoltà per il Vado aumentavano, e noi abbiamo cercato di palleggiare e rallentare proprio per farli innervosire, vedendoli in certi momenti in totale confusione».
Nonostante la strategia avesse quasi portato i frutti sperati, il finale ha ribaltato ogni prospettiva, lasciando il Chisola a mani vuote dopo una prestazione ordinata. «Perderla così fa male, perché al quarantatreesimo vincevamo ancora. Sarebbe stato giusto portare a casa almeno un punto, ma i miei ragazzi hanno fatto comunque quello che dovevano».
Il tecnico ha voluto sottolineare con orgoglio la linea verde adottata dalla società, che continua a dare spazio a giovanissimi talenti anche in partite di alta classifica. «Continuiamo a far giocare tantissimi giovani, nel secondo tempo sono entrati Manduca, un 2008, e Muzum, un 2006. Questo fa parte del nostro percorso di crescita costante».
Proprio la valorizzazione del vivaio resta uno dei pilastri del club, come confermato dai risultati ottenuti extra-campo. «Oggi abbiamo vinto il premio giovani, siamo arrivati primi. Su tre anni lo abbiamo vinto due volte, a dimostrazione che il Chisola continua a puntare forte su questo aspetto, pur rimanendo competitivo in classifica».
Tornando agli episodi di nervosismo che hanno caratterizzato il triplice fischio, Ascoli ha spiegato la sua versione dei fatti riguardo al faccia a faccia con Sesia. «Capisco il momento e l'adrenalina della partita, e so che sono arrivate delle scuse, ma con Marco ho un bel rapporto e non ci stava esultarmi in faccia in quella maniera».
Secondo il mister del Chisola, il gesto è stato percepito come una provocazione gratuita in un momento di estrema tensione sportiva. «Il gol è dall'altra parte, tu ti giri verso di noi: l'ho vista come una mancanza di rispetto nei miei confronti. Io personalmente non l'avrei mai fatto al contrario, perché sono una persona molto rispettosa».
Il chiarimento in campo è costato il rosso a entrambi, una decisione arbitrale che Ascoli ha accettato con rassegnazione. «Gli ho solo detto: "va bene, hai vinto, ma non mi esultare in faccia". L’arbitro ci ha visti insieme e ci ha buttati fuori entrambi, ma credo che ci siano sempre dei limiti a tutto, anche nella gioia più grande».
Passando all'analisi dei singoli, il tecnico ha rivolto un pensiero particolare a Cavallotti, giocatore di grande talento ma talvolta discontinuo. «È un giocatore che, se avesse continuità, potrebbe stare in un’altra categoria. Alterna forza ed esplosività a momenti in cui si addormenta calcisticamente, ma resta un elemento forte che ci sta aiutando».
Le difficoltà strutturali della rosa hanno costretto l'allenatore a soluzioni tattiche inedite per sopperire alle assenze pesanti nel reparto avanzato. «Per infortuni abbiamo dovuto cambiare modulo, non abbiamo più prime punte dato che Catania è fuori. Ci siamo ridisegnati con un 4-3-1-2 che non avevo mai fatto prima».
Il confronto con la corazzata Vado ha messo in luce anche le diverse possibilità economiche e di profondità delle due squadre. «In panchina nel Vado esce uno ed entra Ciccone, noi invece abbiamo tanti giovani che non hanno mai fatto la categoria. Spesso soffriamo in quegli incastri, ma siamo contenti di dare fastidio a squadre costruite con cifre importanti».
Guardando indietro, resta un pizzico di rammarico per un girone di ritorno meno brillante rispetto a una prima parte di stagione da record. «Abbiamo fatto quasi due campionati diversi. All'andata eravamo l'unica squadra in Italia a non subire gol per sette partite, poi nel ritorno gli infortuni e un po' di calo fisiologico ci hanno penalizzato».
Nonostante la flessione nei risultati, l'obiettivo stagionale resta a portata di mano e il tecnico non ha intenzione di mollare proprio ora. «Siamo quinti e ancora in lotta per i play-off. Mancano quattro partite e faremo di tutto per arrivarci, credo che questi ragazzi lo meritino ampiamente per tutto il lavoro svolto».
La testa è già proiettata alla prossima sfida, un altro scontro di altissimo livello che richiederà massima concentrazione. «Domenica ci aspetta il Ligorna, un'altra squadra che punta al vertice. Sarà dura e tosta, ma il Chisola ha dimostrato di essere vivo e di non farsi mettere sotto da nessuno».
La chiusura è un richiamo alla voglia di riscatto dopo un periodo non fortunatissimo sotto il profilo degli episodi. «Ci manca la vittoria da tre partite, tra il rigore sbagliato domenica scorsa e la sfortuna di oggi siamo un po' in credito. Domenica faremo il massimo per tornare a gioire».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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