Il trionfo ottenuto in condizioni di estrema emergenza ha dato una spinta decisiva al cammino del Barletta, ma l'allenatore Paci predica calma e concentrazione assoluta per il finale di stagione. «Questa è una vittoria che pesa tantissimo, inevitabilmente, perché è maturata giocando in dieci uomini dopo la seconda espulsione» ha esordito il tecnico nel post-partita «e se da un lato contano i tre punti, che sono la cosa più importante, dall'altro vale molto per quello che i ragazzi hanno dimostrato, facendoci capire davvero di che pasta sono fatti».
L'orgoglio per la prestazione del gruppo è evidente nelle parole dell'allenatore, che vede nella compattezza dei suoi l'arma in più per raggiungere l'obiettivo prefissato. «Dobbiamo essere fieri di loro, siamo una compagine solida e lo stiamo confermando sul campo, anche se sappiamo bene che non sempre sono i più forti a vincere» ha proseguito Paci «per questo motivo chiedo costantemente equilibrio: siamo in cima alla classifica, ma non siamo ancora arrivati in vetta, mancano ancora quattro passi fondamentali da compiere insieme».
La capacità di soffrire e adattarsi ai momenti critici della gara è stata la chiave del successo, trasformando un'inferiorità numerica in un'opportunità di crescita tattica ed emotiva. «Dopo l'episodio dell'espulsione la squadra si è compattata in modo incredibile, siamo passati al 3-5-1 per coprire meglio il campo» ha spiegato il mister «e nonostante il cambio di sistema non abbiamo smesso di proporre gioco, potendo contare su elementi di qualità come Piarulli e Giuliano Alma a supporto dell'unica punta Da Silva».
L'umiltà resta il mantra principale nello spogliatoio biancorosso, specialmente ora che ogni avversario raddoppia le energie per tentare di fermare la capolista. «Bisogna mantenere la calma perché essere primi significa che chiunque ci affronti lo fa con uno spirito agguerrito e fastidioso» ha ammonito Paci «non possiamo assolutamente permetterci di abbassare la guardia proprio ora. Se continuiamo ad approcciare le sfide su campi difficili con questa dedizione, allora potremo davvero ottenere grandi risultati fino alla fine».
L'analisi del tecnico si è poi spostata sulla gestione dei vari momenti del match, evidenziando come la squadra abbia saputo sporcarsi le mani quando il fioretto non bastava più. «Nel primo tempo abbiamo provato a scardinare la loro difesa con il possesso, ma su un terreno del genere era complesso» ha osservato «mentre nella ripresa siamo stati più efficaci andando a caccia delle seconde palle. Gli episodi oggi non ci hanno sorriso, tra traverse e contatti dubbi in area, ma credo che alla fine di un intero percorso le cose tendano sempre a equilibrarsi».
Un ringraziamento speciale è andato alla tifoseria, capace di trasformare ogni trasferta in un appuntamento casalingo grazie a un calore che non conosce soste. «Oggi sembrava di giocare tra le nostre mura, il pubblico ha risposto presente nonostante fosse un giorno feriale» ha dichiarato con gratitudine «ci hanno spinto con forza quando eravamo in inferiorità numerica, quindi questo successo è merito dei calciatori ma anche della nostra curva che crede nel traguardo esattamente come ci crediamo noi».
Il pensiero finale del tecnico è stato dedicato a chi soffre e a chi vive il Barletta con una passione che va oltre il rettangolo verde, rendendo la vittoria ancora più densa di significato. «Vogliamo dedicare questo risultato a Checco, un piccolo tifosissimo scomparso un anno fa, e a Vittorio, che ha avuto un brutto incidente proprio ieri» ha concluso Paci «speriamo che possa rimettersi al più presto. La squadra corre e lotta anche per loro, perché restare uniti è l'unico modo per andare avanti».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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