Si chiude dopo pochi mesi l'esperienza di Ettore Meli come direttore sportivo della Digiesse PraiaTortora. La notizia è stata resa nota il 26 ottobre 2026 attraverso un comunicato firmato dal presidente della società, Giorgio De Rosa, che ha scelto la forma di una lettera indirizzata direttamente al dirigente per salutarlo e ringraziarlo.

Alla base dell'addio ci sono ragioni di natura familiare. Secondo quanto riferito dal presidente, Meli gli aveva già prospettato in precedenza la possibilità di dover interrompere il rapporto per sopraggiunte esigenze personali. De Rosa spiega di aver sperato fino all'ultimo in una soluzione e di aver cercato, nei limiti delle proprie possibilità, un assetto organizzativo più flessibile, che permettesse al direttore sportivo di dedicare più tempo ai propri cari senza rinunciare al progetto avviato. Nella mattinata di oggi, tuttavia, è arrivata la comunicazione definitiva: in questa fase della sua vita, la famiglia ha bisogno di lui più di quanto ne abbia bisogno il club. Il presidente riferisce di non aver ritenuto di dover insistere ulteriormente.

Il comunicato ricostruisce anche l'impostazione del lavoro svolto insieme. Al momento di affidare a Meli la costruzione della rosa, De Rosa gli aveva chiesto di privilegiare le qualità umane prima di quelle tecniche. L'obiettivo non era assemblare fuoriclasse o giocatori motivati soltanto da ragioni economiche, bensì ragazzi con valori, ambizione, umiltà e voglia di affermarsi. La Digiesse Praia Tortora, nelle intenzioni del presidente, doveva rappresentare non un traguardo ma la prima tappa di un percorso di crescita, un trampolino verso categorie più importanti.

Secondo De Rosa, il direttore sportivo ha interpretato pienamente questa filosofia, mettendo insieme una squadra giovane, competitiva e sostenibile dal punto di vista economico. A guidare l'intesa tra i due, si legge, sono stati tre principi ritenuti fondamentali non solo nel calcio ma anche nella vita: sacrificio, sostenibilità e rispetto delle regole. Il progetto condiviso aveva un orizzonte triennale, pensato per portare il club il più in alto possibile senza compromettere l'equilibrio economico, la serietà societaria e il rispetto degli impegni assunti.

Nella lettera trova spazio anche una riflessione più ampia sul momento attuale del movimento calcistico. Il presidente sostiene che il calcio sia sempre più spesso dominato da interessi personali, pretese economiche, opportunismo e dalla ricerca del risultato immediato, a discapito dei valori che dovrebbero costituirne le fondamenta. Si dice convinto che lui e Meli appartengano a un modo di intendere questo sport che oggi sembra avere meno spazio: fatto di strette di mano che valgono quanto una firma, di promesse mantenute, di giovani da valorizzare e di una riconoscenza che non è considerata una debolezza.

Particolarmente sentito il passaggio dedicato al rapporto personale. De Rosa racconta di provare profonda tristezza non soltanto per la perdita di un dirigente preparato, serio e competente, ma soprattutto perché, in pochi mesi, il direttore sportivo era diventato un amico e, a tratti, un confidente con cui condividere idee, progetti e preoccupazioni. Un sostegno prezioso, osserva, per chi guida una società sportiva e porta responsabilità che spesso restano invisibili agli occhi degli altri.

Il presidente ringrazia Meli a nome proprio, della società, dei calciatori, dello staff tecnico e di tutto il popolo biancazzurro, per la professionalità, la lealtà e il rispetto dimostrati. Gli augura di ritrovare presto la serenità familiare che oggi rappresenta la sua priorità e di poter tornare a mettere a disposizione del calcio le proprie qualità quando le circostanze lo consentiranno. Alla lettera è affidato anche un messaggio di apertura: le porte del club, assicura De Rosa, resteranno sempre aperte, e un'eventuale futura stretta di mano basterà per riprendere il discorso da dove oggi è costretto a interrompersi.

Nel congedo, il presidente scrive che la Digiesse perde un grande direttore sportivo ma che lui non perde un amico. Chiude con un saluto che richiama le origini del dirigente, ricordando che la sua Sicilia lo attende ma che a Praia a Mare e a Tortora avrà sempre una seconda casa.

Sezione: Serie D / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 07:15
Autore: Alessandra Galbussera
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