Dopo il netto successo tennistico conquistato dal Catania, l'allenatore rossazzurro Emilio Longo è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento della sua squadra. Il tecnico ha espresso soddisfazione per la prestazione complessiva, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra e ponendo l'accento sulle sfumature da perfezionare in vista dei prossimi impegni di campionato.
«Io voglio essere felice ad aprile, non oggi. Dobbiamo migliorare ancora su vari aspetti: abbiamo rischiato troppo su alcuni loro palloni, l’impatto tra il primo e il secondo tempo poteva essere gestito meglio. Bisogna sempre cercare di perfezionare le nostre prestazioni. Non dobbiamo guardare la classifica. Da sette partite la squadra ha trovato una sua identità e cerca di dominare le partite, anche se con qualche breve parentesi negativa. Se continuiamo così, se siamo continui, a marzo potremo competere per il titolo. Noi ragioniamo nell’ottica del miglioramento una partita dopo l’altra».
Proseguendo nell'analisi dei singoli interpreti scesi in campo, il mister del Catania ha speso parole importanti per i protagonisti del match, sottolineando il contributo fondamentale fornito sia dai titolari sia da chi è subentrato a gara in corso.
«Cavuoti? Abbiamo un diamante grezzo da far diventare luminoso. Ha doti eccellenti, ma dobbiamo aiutarlo a non farlo sentire già arrivato. Prestazione molto vicina al primo Cavuoti che abbiamo visto. Ha fatto una buona gara, il primo gol è stato devastante. Anche Cicerelli è stato straordinario, Liguori ha impattato bene con la partita. Vorrei avere tutti i ragazzi con questa rabbia: sono soddisfatto per questo, tutti hanno determinato. Il gruppo è compatto. La rabbia di chi resta in panchina deve essere trasformata in risposte sul rettangolo di gioco».
Longo si è poi soffermato sull'aspetto tattico e sulla gestione dei ritmi di gioco, spiegando le mosse adottate per scardinare la resistenza avversaria e l'atteggiamento che il gruppo dovrà mantenere nelle prossime ore.
«Vallocchia o Quaini possono abbassarsi in difesa, abbiamo usato questa tattica per smuovere la squadra. La differenza di oggi rispetto ad altri primi tempi durante il campionato secondo me sta nella capacità che abbiamo avuto di occupare gli spazi. Abbiamo lavorato bene nelle settimane per correggere gli errori commessi in passato. Lo staff deve continuare ad operare in questo senso. Dobbiamo staccarci velocemente da questa vittoria e proiettarci in avanti. Oggi staremo già, come staff, ad analizzare questa partita. Dobbiamo essere assillanti. La squadra ha 24 ore, ma poi si riparte. La prossima partita è molto difficile».
Il percorso di crescita del gruppo passa anche attraverso le scelte della vigilia e il profondo legame che si sta creando con la tifoseria e con l'intera piazza etnea.
«Alleno una squadra forte, le esclusioni non sono giudizi sull’impegno. Scelgo in base a quello che vedo in settimana. Tutti devono farsi trovare pronti. Mi è piaciuta la maturità di Caturano. L’acquisizione del logo l’abbiamo vissuto come un ulteriore step di responsabilità. Dovevamo essere identitari oggi, per regalare la ciliegina sulla torta. Il peso che questa piazza ci dà, in realtà diventa leggerezza se noi abbiamo il coraggio di osare. La cosa che mi è piaciuta di più di questa settimana è stata la reazione dei tifosi dopo Potenza, ho sentito che hanno apprezzato il nostro impegno. L’ambiente è pronto».
Infine, l'allenatore degli etnei si è concentrato sulle prestazioni degli elementi di maggior esperienza della rosa, evidenziando gli obiettivi personali e la tenuta della linea difensiva.
«Coda? Lo abbiamo preso per segnare, deve diventare cinico. Noi dobbiamo essere ossessionati dal fatto che lui debba diventare il capocannoniere di questo campionato. Perrotta? Io lo devo dichiarare pubblicamente, lui è esemplare nei rapporti dentro la squadra. Abbiamo diverse soluzioni. In difesa abbiamo lavorato bene, la settimana è sempre lo spartiacque per me».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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