Al termine del successo per 2-0 ottenuto contro la Pontenurese, che vale la terza vittoria consecutiva in campionato, l'allenatore della SPAL Carmine Parlato ha commentato con soddisfazione la prestazione fornita dai suoi uomini in sala stampa. Il tecnico estense ha voluto al contempo mantenere altissima la concentrazione del gruppo per evitare cali di tensione in vista dei prossimi impegni ravvicinati.

«I nuovi arrivati si sono inseriti bene, la partita l’abbiamo presa subito per le corna, dando intensità e qualità al gioco. Abbiamo provato più volte a fare gol prima e poi sono arrivati a fine primo tempo, nonostante loro ci abbiano creato qualche preoccupazione. Nel secondo tempo abbiamo abbassato leggermente il ritmo di gestione della palla, però direi che abbiamo fatto partita con grande intensità e qualità, ma serve farlo per 90 minuti. Sono molto contento per il gol di Aliu, che lo cercava da tanto tempo. Mi auguro sia il primo di una lunga serie».

Rispondendo a qualche critica sul gioco espresso nelle ultime uscite e sottolineando il lavoro portato avanti quotidianamente con la rosa, il mister biancazzurro ha voluto fare chiarezza con fermezza.

«Ognuno ha il suo parere sul calcio che esprimiamo. Sono tutti bravi a vedere e scrivere, poi bisogna sedersi in panchina e far giocare la squadra. Sono contento dei miei ragazzi, le voci che arrivano entrano ed escono. Meglio tardi che mai nel vedere giocare la SPAL in questo modo. Serve dare continuità, perché abbiamo fatto 60-65 minuti molto bene, poi la condizione di Kujabi si è abbassata e l’uscita di Valenti ha contribuito a non avere quella qualità offensiva. Ma siamo stati bravi a soffrire fino alla fine, che è un grande merito».

Tra i protagonisti del match figurano sicuramente i nuovi innesti, con una menzione speciale riservata dal tecnico alla prestazione di Kujabi e al lavoro che lo staff sta svolgendo per portarlo al top della forma.

«Kujabi non c’entra niente con questa categoria: ora stiamo cercando di dargli il giusto minutaggio per farlo rendere al meglio. Oltre al discorso di testa c’è il lavoro settimanale, che aiuta a oliare i meccanismi. Poi sono i giocatori che vanno in scena e devono mettere in pratica quanto provato: mi auguro che possano avere più minutaggio, perché se lo meritano».

Proseguendo nella disamina dell'incontro, l'allenatore ha evidenziato il valore dell'avversario affrontato e la fame agonistica palesata dal gruppo dal primo all'ultimo minuto di gara.

«Sicuramente si sono viste determinazione e fame, che è quello che ho detto venerdì. Se giochiamo con la fame poi dobbiamo farlo aumentando le qualità umane e tecniche, e i ragazzi lo hanno fatto con intensità alta. Sono satisfied della prestazione perché non abbiamo battuto una squadretta: la Pontenurese ha preso 3 gol nelle ultime 4-5 partite e ne ha fatti 13-14. Però sappiamo che dobbiamo continuare e fare sempre meglio».

L'analisi dell'allenatore si è poi spostata sulla disposizione tattica adottata sullo scacchiere di gioco, spiegando la scelta del modulo e la collocazione dei singoli nell'impianto offensivo.

«Il 4231 è il modulo con cui si trovano bene i ragazzi, credo sia il vestito tattico giusto. Se vediamo intensità, qualità, tiri in porta, equilibrio e consapevolezza della propria forza, perché cambiare? Negli allenamenti, cercando di capire gli inserimenti di Gomez, ho pensato che il trequartista potesse essere una soluzione. Le prime partite ci giocava Monza, che però è più un centrocampista, mentre Gomez e Valenti sono più riferimenti avanzati. Ci sono enormi margini di miglioramento anche in quella zona di campo. Avendolo già lì, viene più semplice il passaggio immediato».

Il tecnico della SPAL ha infine proiettato la testa della squadra al turno infrasettimanale in trasferta sul terreno dell'Arcetana, prima di chiudere il suo intervento con un momento di forte commozione personale.

«Sul prossimo avversario, sta a me trasmettere che giocare in casa ti porta a esaltarti troppo, per poi non ricaricarsi per le altre partite, come quella di mercoledì, che è altrettanto importante. Mi auguro di non commettere passi falsi, da domani mattina penseremo alla prossima partita. Volevo dedicare la vittoria a un caro amico che è mancato, dico ciao a Ferruccio. Non so nemmeno io cosa sia successo, è un amico di Padova, me l’ha detto mia moglie. Un amico che mi è sempre stato vicino, come persona e come collaboratore. Mi dispiace moltissimo, faccio sentire le condoglianze alla famiglia».

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 15:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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