La stagione calcistica 2024-2025 ha riservato un epilogo amaro per la Turris, storica squadra di Torre del Greco, costretta all'esclusione dal girone C del campionato di Serie C lo scorso 12 marzo, diretta conseguenza di una profonda crisi societaria che ha minato la stabilità del club campano.
Tra passaggi di proprietà falliti, debiti accumulati e una gestione ritenuta lacunosa, la Turris ha visto svanire le proprie ambizioni sportive, lasciando nello sconforto i suoi tifosi. Per fare luce su questa complessa vicenda e provare a delineare i possibili scenari futuri, Notiziariocalcio.com ha intervistato Bruno Galvan, esperto giornalista torrese che segue da vicino le vicende della squadra corallina.
Bruno, ripercorriamo le tappe che hanno portato all'esclusione della Turris. Quando si sono manifestati i primi segnali di crisi?
Bruno Galvan: «Il primo passaggio di proprietà, da Colantonio a Capriola a metà luglio 2024, ha rappresentato un momento cruciale. Già allora Capriola si è trovato a gestire una situazione debitoria importante, un campanello d'allarme significativo. Bisogna ricordare che precedentemente, il 29 gennaio, Colantonio aveva tentato di vendere il club a Guardascione, ma l'operazione non si concretizzò per dinamiche che oggi sono ancora sconosciute agli addetti ai lavori, perché non è mai stata fatta una conferenza stampa per far luce sull'accaduto. Il vero problema è che dal 29 gennaio in poi, la Turris ha iniziato una fase di declino. La tifoseria si aspettava chiarimenti rapidi e trasparenti su quella cessione lampo, annunciata con un comunicato notturno, ma Colantonio non ha mai fornito spiegazioni.»
Qual è stata la situazione che ha trovato Capriola al suo arrivo?
Bruno Galvan: «Capriola si è trovato a fronteggiare un fardello debitorio importante che pensava fosse sostenibile. Visti i tempi ristretti di acquisizione (parliamo di metà luglio), è come se avesse acquistato a "scatola chiusa". I primi scricchiolii ci sono stati già con la fideiussione da 350 mila euro estiva, rilasciata last-minute. Detto ciò, c'è da dire che non ha portato avanti i pagamenti ordinari, quindi sono arrivate le penalizzazioni che, poi, hanno portato alla penalizzazione della squadra»
L'esclusione è stata quindi l'inevitabile conseguenza?
Bruno Galvan: «Sì, l'esclusione è arrivata perché Capriola non ha ottemperato alla cosiddetta gestione ordinaria. Inevitabilmente, questa inadempienza ha portato alla decisione dell'esclusione dal campionato. Personalmente, ritengo che le responsabilità siano da attribuire a entrambi: Colantonio ha generato i debiti e Capriola non è riuscito a mettere in atto un piano efficace per salvare il club e non ha adempiuto al pagamento delle spese correnti.»
Qual è stata la reazione della piazza di Torre del Greco di fronte a questa situazione?
Bruno Galvan: «La piazza era già provata da gennaio 2024, quando si era chiesta chiarezza sulla cessione fallita, senza mai ottenerla. Con le successive penalizzazioni, anche i tifosi più ottimisti hanno compreso che il baratro era imminente. La tifoseria è stanca e profondamente delusa dagli ultimi mesi, dalle gestioni di Colantonio e Capriola e dalle loro reciproche accuse. Ora Torre del Greco si ritrova senza calcio.»
Nonostante la delusione, si intravedono spiragli per il futuro della Turris?
Bruno Galvan: «In questi giorni si parla con insistenza di un trio di imprenditori composto da Umberto Raiano, Francesco Mango e Ciro Borrelli, che avrebbero manifestato interesse per il club corallino. So anche di altri imprenditori potenzialmente interessati alla Turris. Si ripartirebbe inevitabilmente dal campionato di Eccellenza, ma è ancora prematuro fare previsioni concrete. Mi auguro che nessuno possa sfruttare questo momento di difficoltà calcistica di Torre del Greco per farsi pubblicità. È necessaria molta cautela, perché i tifosi sono già feriti. Chiunque voglia prendere in mano le sorti della Turris deve presentare un progetto serio e sostenibile dal punto di vista economico. La categoria di partenza non è la priorità, ciò che conta è la solidità del progetto.»
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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