Il Renate continua a correre e a stupire, confermando una condizione fisica e mentale invidiabile che ha permesso di superare anche l'ostacolo Lecco. Al termine della sfida, Luciano Foschi ha analizzato con estrema lucidità la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando come il punteggio finale sia stato la naturale conseguenza di un gioco espresso ai massimi livelli.
Secondo il tecnico, la squadra è scesa in campo con la serenità di chi attraversa un periodo magico: «Abbiamo fondamentalmente giocato bene, il risultato è venuto dietro la prestazione: avevamo la serenità di venire da un periodo buono, stiamo facendo di cose eccezionali».
Foschi ha poi ammesso con onestà intellettuale di aver probabilmente beneficiato del momento complicato che stanno attraversando i blucelesti. Una volta sbloccata la gara, infatti, le incertezze dei padroni di casa sono emerse in modo evidente, permettendo al Renate di gestire il ritmo senza mai abbassare la guardia o smettere di proporre calcio.
Nonostante l'entusiasmo per i tre punti, l'allenatore nerazzurro ha voluto mantenere i piedi ben saldi a terra, evitando voli pindarici legati alla posizione in graduatoria. La sua priorità rimane il lavoro quotidiano e la qualità della manovra: «Sono contento, della classifica non me ne può fregare di meno, oggi, e faccio fatica a guardarla».
Un passaggio significativo dell'intervista è stato dedicato a un episodio avvenuto a bordocampo, per il quale Foschi ha sentito il dovere di fare pubblica ammenda. Si è trattato di un momento di tensione che ha coinvolto Battistini, scaturito da un suggerimento arrivato dai suoi collaboratori che l'allenatore ha poi riconsiderato.
«Mi dispiace solo che dalla panchina mi abbiano fatto giocare la carta contro Battistini e sono stato sollevato quando l’arbitro ha detto che non c’era niente: mi dispiace e chiedo scusa», ha dichiarato il mister, dimostrando grande signorilità e augurando contemporaneamente al Lecco di ritrovare presto lo smalto mostrato durante la prima parte della stagione.
L'attenzione si è poi spostata sulla gestione del gruppo, un tema spesso associato alle squadre di Foschi ma che il tecnico preferisce declinare in chiave tattica e tecnica. Pur sorridendo di fronte a chi etichetta i suoi successi solo come frutto dell'armonia dello spogliatoio, ha rivendicato i meriti sportivi dei suoi calciatori.
Per l'allenatore, che vanta un'esperienza quasi trentennale, il bel gioco e i gol di pregevole fattura sono la base di tutto: «Che le mie squadre facciano gruppo a me fa ridere, alleno da 28 anni e me lo dicono tutti gli anni: vedo, però, anche giocare bene e fare gol di qualità».
Il suo metodo di lavoro si basa sulla creazione di un ambiente sano dove ogni atleta possa sentirsi a proprio agio, condizione necessaria affinché lo spirito di sacrificio emerga naturalmente nei momenti di difficoltà: «Se i ragazzi li faccio star bene loro sono più portati a sacrificarsi per il bene comune; al contrario, è facile che mi mollino alla prima difficoltà».
La crescita del Renate, secondo Foschi, passa soprattutto attraverso l'impegno di chi trova meno spazio la domenica, ma che durante la settimana garantisce un'intensità tale da far alzare l'asticella a tutto il collettivo. Questo miglioramento costante è visibile nel percorso dei singoli rispetto all'annata precedente.
Infine, un plauso è andato alla società per la gestione della sessione invernale di riparazione, che ha permesso di puntellare l'organico in modo efficace: «Dobbiamo continuare e il mercato di gennaio ci ha dato sicuramente forza in tutti i reparti», ha concluso il tecnico, pronto a godersi il momento senza distrazioni.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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