La notizia del divieto di vendita dei tagliandi per i residenti nella provincia di Salerno, in vista della sfida tra Crotone e Cavese in programma allo stadio Ezio Scida, ha scosso profondamente l'ambiente metelliano. Il Prefetto della provincia di Crotone ha infatti adottato un provvedimento restrittivo che giunge quasi fuori tempo massimo, considerando che in una prima fase la vendita era stata dichiarata libera.
Questa inversione di rotta ha generato non poche difficoltà logistiche per i sostenitori biancoblu, molti dei quali avevano già finalizzato l'acquisto dei biglietti presso i punti vendita autorizzati. La società ha comunicato che chi ha già comprato il titolo d'ingresso potrà richiedere il rimborso integrale entro l'orario d'inizio del match di domani.
Tuttavia, il club di Cava de' Tirreni non ha intenzione di accettare passivamente questa limitazione e ha annunciato ufficialmente il deposito di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. L'obiettivo è ottenere l'annullamento dell'atto prefettizio tramite l'adozione di misure cautelari d'urgenza che possano restituire il diritto di trasferta ai tifosi.
Sulla vicenda è intervenuto con una nota ufficiale dai toni molto duri il presidente della Cavese 1919, l'avvocato Alessandro Lamberti, che ha manifestato tutto il suo disappunto per una scelta ritenuta ingiusta. Il numero uno del club ha parlato di un sentimento di incredulità di fronte a un dietrofront arrivato dopo i segnali positivi dei giorni precedenti.
«Esprimo profondo sconcerto e ferma contrarietà rispetto al provvedimento che dispone il divieto di trasferta per i nostri tifosi in occasione della gara di Crotone, dopo aver già ricevuto via libera nei giorni scorsi», ha dichiarato il presidente Lamberti, evidenziando come la decisione vada a colpire una platea di sostenitori corretta.
Secondo il massimo dirigente, il provvedimento colpisce indistintamente una comunità composta da persone oneste, nuclei familiari e giovani appassionati che, peraltro, vivono ormai da oltre un anno l'impossibilità di seguire la propria squadra del cuore lontano dalle mura amiche dello stadio Simonetta Lamberti.
Il danno non è solo morale ma anche economico e personale, poiché moltissimi tifosi si erano già attivati per essere presenti in Calabria: «Circa 150 tifosi con sacrifici, spese sostenute, permessi a lavoro ed altro erano pronti a sostenere la squadra all’Ezio Scida», ha proseguito il patron biancoblu nel suo sfogo.
Pur riconoscendo il difficile compito delle autorità preposte alla gestione dell'ordine pubblico e dichiarando rispetto per il loro operato, Lamberti ha sottolineato come tali misure restrittive generalizzate finiscano per svuotare il calcio della sua funzione sociale, allontanando le persone dagli stadi e mortificando la passione.
Per la società campana, il legame tra la città di Cava de' Tirreni e la tifoseria rappresenta un elemento identitario irrinunciabile che va difeso in ogni sede: «Privarla, ormai a tempo indeterminato, della possibilità di seguire la squadra in trasferta significa colpire la dignità di ciascuno di noi», ha ribadito con forza il presidente.
L'iniziativa legale intrapresa presso il TAR rappresenta dunque un atto necessario per tutelare l'onore della comunità metelliana, che secondo il vertice societario merita un trattamento differente e maggior rispetto per la serietà dimostrata nel tempo, evitando che le trasferte diventino un tabù permanente.
In chiusura, Lamberti ha rivolto un appello a tutto l'ambiente affinché la squadra non si senta sola nonostante l'assenza forzata dei propri sostenitori allo Scida, invitando tutti a compattarsi ancora di più in vista dei prossimi impegni casalinghi, dove il calore del pubblico sarà l'unica arma rimasta per sostenere i ragazzi in campo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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