A undici giorni dall’inizio della nuova stagione sportiva, la Serie D da il benvenuto alle società in arrivo nel massimo campionato dilettantistico. Il Dipartimento Interregionale della LND ha riunito oggi a Roma i rappresentanti delle neopromosse e dei club provenienti dalla Lega Pro per il consueto incontro conoscitivo, nel corso del quale sono stati toccati diversi temi inerenti l’iscrizione al campionato e i regolamenti.
Con l’imminente apertura delle finestre temporali per presentare domanda (4-10 luglio per le aventi diritto, 3-7 luglio per le richieste di ammissione), ecco come la riunione si è rivelata particolarmente utile per guidare i club attraverso le procedure e gli adempimenti previsti, con un’occhio di riguardo anche a tesseramento, impiantistica e disciplina dei diritti audiovisivi.
In apertura dei lavori è arrivato il saluto del Presidente LND Giancarlo Abete: «La Serie D è diventata da alcuni anni il quarto campionato nazionale, rafforzando il suo ruolo strategico all’interno del sistema calcistico italiano. Per altro la riforma dell’ordinamento sportivo ha determinato un cambio epocale con la nascita dei contratti di lavoro che, seppur con cifre diverse dal professionismo, determinano un aumento di costi significativo per le società». Il presidente della LND ha poi ricordato le decine di migliaia di contratti di lavoro tra campionati nazionali e regionali che certificano il ruolo crescente del mondo dilettantistico e ha confermato la volontà di sottoscrivere in breve tempo il rinnovo dell’accordo collettivo con l’AIC e l’AIAC, finalizzato a individuare con chiarezza diritti e doveri delle società e dei tesserati e a mantenere all’interno del sistema sportivo, attraverso il ricorso ai collegi arbitrali, gli eventuali contenziosi che dovessero maturare. Tenendo conto che si è registrata una riduzione per il sistema calcio degli introiti dei diritti televisivi significativa - all’interno per altro di un fenomeno che ha valenza internazionale - Abete ha ribadito l’importanza di una equilibrata gestione economica: «Operando in questo contesto, bisogna essere prudenti e non fare il passo più lungo della gamba. La continuità è un valore più importante del risultato sportivo immediato».
L’occasione è servita, inoltre, a presentare la struttura degli uffici e i dipendenti del Dipartimento Interregionale che assisteranno i club durante la stagione. «Dopo l’emergenza Covid abbiamo riprogrammato stabilmente questo appuntamento per creare un primo contatto con le società che si affacciano alla Serie D e al Dipartimento. Un momento formativo importante riconosciuto dalla larga partecipazione» ha sottolineato il Coordinatore Luigi Barbiero che, prima di illustrare nel dettaglio i passaggi normativi e dare risposta diretta ai quesiti posti dai dirigenti in sala, ha ribadito l’importanza dell’interlocuzione con le società nelle direzioni da intraprendere: «Tutte le decisioni importanti sono state scelte condivise, come ad esempio l’obbligo dei tre under anche dopo abolizione del vincolo. La Serie D si è sempre dimostrata sensibile alla valorizzazione dei talenti, non a caso abbiamo recentemente portato il fondo destinato a Giovani D Valore da 450.000 a 1.035.000 euro». Ricordando le date di inizio e fine del campionato stabilite ieri in Consiglio Federale (7 settembre 2025-3 maggio 2026), il dirigente LND ha poi fatto chiarezza sul format: «L’obiettivo di questa stagione è di poter ripartire da 162 società, tenendo conto dei club esclusi che non potranno iniziare dalla D oltre al posto non assegnato dalla Coppa Italia Dilettanti. In futuro vedremo se ci sarà spazio per una riforma con dei playoff che garantiscano la promozione diretta e un meccanismo di retrocessioni diverso».
Per il Dipartimento sono intervenuti anche il segretario Mauro de Angelis, il vice Renato Marini e il Coordinatore della Giustizia Sportiva Marco Ferrari. Presenti i Consiglieri Massimo Caldaroni, Maria Teresa Montaguti, Pietro Bertapelle, Giacomo Diciannove, Giuseppe Dello Iacono e Giuseppe Pandolfini oltre al selezionatore della Rappresentativa Serie D Giuliano Giannichedda e il suo collaboratore tecnico Gianfranco Tosoni.
Tra grandi e piccole realtà, piazze in cerca di riscatto, prime volte e ritorni attesi, la nuova Serie D si prospetta ancora una volta come il campionato più rappresentativo d’Italia. Se Barletta e Giulianova hanno registrato nella scorsa stagione in Eccellenza numeri di pubblico da Serie A, sarà la prima volta in D per Milan Futuro, Heraclea, Tropical Coriano, Celle Varazze, Rovato Vertovese, Athletic Club Palermo, Obermais, Unione La Rocca Altavilla e Monastir. Si riaffacciano a distanza di tanto tempo Valmontone (32 anni), Ferrandina (26), Valenzana Mado (24), Biellese (15), Milazzo (15) e Camaiore (11). In attesa anche del completamento dell’organico in Serie C che potrebbe portare a dei cambiamenti, queste le quarantadue società in arrivo da altri campionati che prenderanno parte alla Serie D 2025/2026:
Retrocesse Lega Pro
Sestri Levante, ACR Messina, Union Clodiense Chioggia, Legnago Salus, Caldiero Terme, Pro Patria e Milan Futuro.
Vincitrici Eccellenza
Abruzzo: Giulianova; Basilicata: Ferrandina; Calabria: Vigor Lamezia; Campania: Arpaise e Heraclea; Emilia-Romagna: Correggese e Tropical Coriano; Friuli Venezia Giulia: San Luigi; Lazio: Valmontone e Unipomezia; Liguria: Celle Varazze; Lombardia: Mapello, Pavia e Rovato Vertovese; Marche: Maceratese; Molise: Vastogirardi; Piemonte Valle d’Aosta: Biellese e Valenziana Mado; Puglia: Barletta; Sardegna: Budoni; Sicilia: Athletic Club Palermo e Milazzo; Toscana: Camaiore e Scandicci; Trentino: Obermais; Umbria: Vivi Altotevere Sansopolcro; Veneto: Unione La Rocca Altavilla e Conegliano.
Vincitrici Spareggi Seconde di Eccellenza
Leon, Scanzorosciate, Cannara, Castelnuovo Vomano, Monastir, Real Normanna, Città di Gela
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