Seimila euro di multa e obbligo di disputare le prossime tre gare casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro. È stata impietosa la mano del Giudice sportivo, Aniello Merone, sulla Real Normanna in seguito ai gravi fatti verificatisi in occasione della finale di ritorno play-off di Eccellenza giocata col Modica al "Bisceglia". La società granata, che ha rinunciato a presentare ricorso, ha diramato successivamente un comunicato con cui il presidente Vincenzo Del Villano e il presidente onorario Mimmo Diana condannavano fermamente quanto accaduto prima e dopo il match coi siciliani.
"Sin da subito abbiamo condannato direttamente e internamente ogni forma di comportamento scorretto che nulla ha a che vedere con lo spirito dello sport e con i valori che il nostro club intende rappresentare. Come società, siamo già in contatto con le autorità competenti e stiamo collaborando affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto e vengano presi i provvedimenti opportuni. Stiamo già lavorando anche per tutelarci legalmente e ci costituiremo come parte civile in un eventuale procedimento contro gli autori della violenza. Invitiamo pertanto tutti i media a raccontare anche il lavoro silenzioso e costante che portiamo avanti fuori dal campo, nel rispetto dei tifosi veri, della città di Aversa e dei valori dello sport", si legge tra l'altro.
Fatti incresciosi che in casa Modica hanno generato rabbia e stupore, come racconta ai nostri microfoni il Direttore generale Marcello Pitino. "Ho assistito a scene che forse si vedevano decenni or sono sui campi e che oggi sono inconcepibili e non più ammissibili - le sue parole -. Per fortuna il comunicato con cui il Giudice sportivo ha sanzionato la Real Normanna è abbastanza esaustivo e racconta da solo dell'accoglienza che ci è stata riservata. Sotto questo aspetto, bisogna riconoscere il lavoro dei Commissari federali presenti che hanno garantito un'ottima ricostruzione dei fatti".
𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨
"Siamo arrivati al "Bisceglia" in ritardo sulla tabella di marcia per via dell'aggressione subita dal nostro pullman - che ha riportato danni ingenti al vetro anteriore - ad opera di una cinquantina di loro tifosi mentre ci stavamo dirigendo verso il parcheggio a noi assegnato. Eravamo scortati da una sola volante della polizia e la zona non era stata bonificata come dovrebbe avvenire normalmente al passaggio di un bus ospite. Siamo stati fatti transitare peraltro in una stradina stretta, circostanza che ha favorito l'aggressione. Proprio per quanto accaduto, prima di entrare nella struttura non siamo riusciti a prelevare dal pullman le borse, che ci sono state consegnate successivamente. E abbiamo dovuto rinunciare alla consueta passeggiata che di regola si fa prima di ogni riscaldamento per tastare le condizioni del terreno di gioco. Siamo stati intimiditi e minacciati da personaggi che probabilmente non avevano nemmeno il titolo per trovarsi in tutta la zona antistante gli spogliatoi. Non sono solito accampare scuse ma, a mio avviso, questo clima surreale ha condizionato anche il direttore di gara che nei primi 18 minuti ci ha rifilato tre ammonizioni per normalissimi interventi di gioco, una delle quali comminata ad Idoyaga che poi è stato espulso nel secondo tempo quando stavamo provando a rimontare. Le bombe carta lanciate dalla tribuna verso i nostri tifosi, costretti alla meglio a ripararsi per evitare guai peggiori, sono state la ciliegina finale. La moglie del nostro team manager è finita all'ospedale, mentre la nostra panchina veniva inondata da bottiglie di urina lanciate dalla tribuna. Scene di pura inciviltà. Anche a fine partita, quando siamo rientrati negli spogliatoi, ci siamo resi conto di trovarci in un autentico porto di mare con tantissima gente non autorizzata sul campo. Non ci sono state le condizioni per giocare serenamente al calcio. Ho preso atto con piacere che la società si è voluta dissociare pubblicamente dai comportamenti dei propri tifosi, anche se ciò è avvenuto in modo intempestivo in quanto tutto questo poteva essere evitato".
𝐀𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢.
"A me, oltre che per i nostri tifosi, sempre civili ed encomiabili, dispiace soprattutto per la proprietà, composta da persone perbene che vogliono fare solo calcio pulito e certi comportamenti non riescono nemmeno ad immaginarli. A Modica ci siamo sempre distinti per correttezza ed ospitalità, è nel nostro DNA, chiunque lo può testimoniare. Ed è logico che nei presidenti oggi ci sia un po' di sconforto e tante riflessioni sull'opportunità di continuare ancora a far parte di questo mondo".
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