Il clima attorno al derby tra Ancona e Maceratese si fa incandescente, non solo per il blasone della sfida ma per le parole cariche di aspettativa del direttore sportivo biancorosso Nicolò De Cesare. Alla vigilia di questo ventiseiesimo turno del Girone F di Serie D, il dirigente ha voluto tracciare una linea netta tra chi si accontenta e chi, invece, punta a un salto di qualità definitivo, partendo proprio dal ricordo amaro della gara d'andata.
La ferita di quel precedente confronto non sembra essersi ancora rimarginata nei pensieri della dirigenza, che vede nel match di domani l'occasione ideale per una prova di carattere collettiva. «Sarà una partita molto sentita da entrambe le parti. All’andata è stata una brutta giornata per noi e vogliamo riscattarci: quella sconfitta deve ancora bruciare» ha dichiarato apertamente De Cesare, richiamando i suoi uomini a una prestazione d'orgoglio.
Secondo il direttore sportivo, la chiave della partita risiederà nella consapevolezza dei propri mezzi e nella capacità dei singoli di mettersi al servizio del gruppo. Sebbene la Maceratese disponga di individualità capaci di spostare gli equilibri, il ds ha sottolineato che nessuno può vincere da solo: «Mi aspetto orgoglio da parte dei ragazzi. In queste partite quelli forti salgono in cattedra, ma per farlo hanno bisogno dei compagni».
Il successo ottenuto contro il Notaresco ha lasciato in dote tre punti pesantissimi, arrivati al termine di una battaglia che ha messo a dura prova la resistenza della squadra. Proprio la natura di quella vittoria, ottenuta soffrendo e lottando su ogni pallone, viene vista da De Cesare come un passaggio fondamentale per la maturazione del gruppo, un segnale che la squadra può superare qualsiasi ostacolo se mossa dalla giusta determinazione.
«Con il Notaresco è stata una vittoria sofferta, soprattutto nel secondo tempo, ma proprio per questo ancora più bella. Le partite sporche, combattute fino all’ultimo, sono quelle che fanno crescere» ha spiegato il dirigente biancorosso, evidenziando come il carattere mostrato sia la base su cui costruire il futuro prossimo, a patto di non incappare in pericolosi cali di tensione dopo un risultato positivo.
Proprio sul tema della mentalità, De Cesare è stato categorico, rifiutando ogni forma di rilassatezza che potrebbe derivare dai recenti successi. Per il direttore sportivo, la continuità è l'unico parametro per valutare la grandezza di un progetto sportivo e la crescita di una classifica che deve essere sempre più ambiziosa, rifuggendo l'atteggiamento di chi si sente appagato troppo presto.
«Se pensiamo che con il Notaresco si vince e poi si può perdere ad Ancona è il pensiero più sbagliato che si possa fare. La leggerezza dopo le vittorie è per i mediocri» ha tuonato il ds della Maceratese, chiedendo il massimo impegno non solo ai calciatori ma a ogni singola componente societaria, dai magazzinieri fino allo staff tecnico, per creare un'identità di club solida e vincente.
Questa visione d'insieme richiede tempo e coesione, elementi che De Cesare considera essenziali per trasformare la Maceratese in una realtà d'eccellenza. «Il club deve ragionare con un’unica testa. È la cosa più difficile da costruire, serve tempo, ma è l’unica strada per fare un salto di qualità» ha aggiunto, ribadendo che la crescita strutturale deve viaggiare di pari passo con quella dei risultati ottenuti sul rettangolo verde.
Sul fronte dell'organico, la squadra dovrà fare a meno di una pedina importante come Ruani, fermato da un intoppo fisico che lo tormenta da qualche settimana. Nonostante il dispiacere per l'assenza del giocatore, il direttore sportivo ha mostrato totale fiducia nelle alternative a disposizione, convinto che chiunque verrà chiamato in causa saprà onorare la maglia e il compito assegnato.
«Non ci sarà Ruani. Mi dispiace per Edoardo, perché da qualche settimana convive con un problema fisico. Tornerà protagonista più in là, chi lo sostituirà farà bene, come è sempre successo quando qualcuno è stato chiamato in causa» ha rassicurato De Cesare, blindando la solidità di un gruppo che ha sempre dimostrato di saper sopperire alle emergenze con lo spirito di squadra.
Infine, un pensiero colmo di emozione è stato rivolto al ritorno dei tifosi in trasferta, un elemento che è mancato terribilmente nell'ultimo periodo e che rappresenta il vero valore aggiunto per la Maceratese. La vicinanza della piazza è vista come il motore trainante di un percorso iniziato tempo fa e che ora vede finalmente il ricongiungimento tra la squadra e la sua gente.
«Ci sono mancati tanto. Non averli al nostro fianco in questo percorso ha pesato» ha confessato il ds, concludendo con un auspicio che sa di promessa per il finale di stagione: «Fin dall’inizio si è creata un’unione di intenti che ha fatto la differenza. Adesso torniamo a camminare insieme, uniti fino alla fine».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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