La vigilia della sfida tra Siena e Ghiviborgo porta con sé il carico di riflessioni tipico di chi sa che ogni dettaglio può spostare l'equilibrio di un campionato. Il tecnico bianconero Gill Voria ha analizzato il momento della sua squadra con grande onestà, mettendo subito in chiaro quale debba essere l'approccio mentale per affrontare l'imminente impegno casalingo.
L'obiettivo dichiarato è quello di centrare il bottino pieno, una mentalità che deve accompagnare il gruppo in ogni singola uscita stagionale. «La speranza è di vincere. Si scende sempre in campo per quello, e quindi anche domani la mentalità dovrà essere proiettata verso questo obiettivo» ha spiegato l'allenatore, pur mantenendo un profilo di assoluto rispetto verso una compagine avversaria descritta come ostica e dotata di giovani di valore.
Il Ghiviborgo arriva a questo appuntamento dopo un periodo di cambiamenti, segnato in particolare dall'avvicendamento sulla panchina. Voria però non vuole cali di tensione legati ai problemi altrui, preferendo guardare ai risultati recenti che descrivono una squadra estremamente pericolosa e in grado di segnare caterve di gol.
«Hanno cambiato anche l’allenatore, quindi sicuramente qualche problematica l’hanno avuta. Però noi ora non dobbiamo guardare a quello che è stato o ai fatti loro» ha ammonito il tecnico, ricordando come gli avversari siano reduci da un roboante 6-2 contro il Gavorrano e da un pareggio prezioso su un campo complicato come quello di Terranuova. Per Voria, si tratta senza dubbio di una squadra in piena salute.
Uno dei temi più caldi in casa senese riguarda la gestione dell'abbondanza. La rosa sta rispondendo bene alle sollecitazioni del mister, rendendo però sempre più complicato il compito di stilare la lista dei titolari. È un paradosso felice per ogni allenatore, ma che dal punto di vista umano porta con sé un inevitabile carico di amarezza per chi viene escluso.
«Il problema è sempre lo stesso: scegliere chi scende in campo dall’inizio e purtroppo dover scegliere anche chi va in panchina o in tribuna» ha confessato Voria, aggiungendo che «fa parte del gioco, lo so, però è un dispiacere perché i ragazzi sono tutti sul pezzo, meriterebbero di andare in campo dall’inizio». La compattezza del gruppo e la voglia di protagonismo dei singoli sono visti come un valore aggiunto per la volata finale.
Il tecnico ha poi dedicato un passaggio importante al legame con il settore giovanile, sottolineando come il monitoraggio dei ragazzi della Juniores sia costante, nonostante le difficoltà logistiche legate agli impegni scolastici dei giovani atleti che spesso coincidono con gli allenamenti mattutini della prima squadra.
«Ho sempre chiamato i ragazzi della Juniores ad allenarsi. Appena c’è l’opportunità io li chiamo con noi, vengono monitorati e seguiti» ha spiegato, evidenziando come la proprietà stessa sia molto sensibile alla crescita interna dei talenti, sperando che qualcuno possa compiere il salto definitivo tra i professionisti.
Entrando nel merito delle scelte tattiche individuali, Voria ha spiegato l'intuizione avuta su Ciofi, un giocatore che ha deciso di schierare in una posizione più avanzata rispetto al passato. Una scelta dettata dall'esperienza personale del tecnico, che da difensore temeva particolarmente le caratteristiche di calciatori rapidi e tecnici.
«Ogni allenatore ha le sue idee. Io ho pensato che Ciofi, con quelle qualità, è un giocatore che se è più vicino alla porta può essere un grattacapo per gli avversari. Sarà che ho fatto il difensore, sarà che quelli come lui io li soffrivo» ha ammesso candidamente, etichettando il ragazzo con un paragone suggestivo: «Io lo chiamo il Miccoli dei poveri».
Anche per Lipari il giudizio è estremamente positivo, soprattutto per l'evoluzione mentale e il sacrificio mostrato nelle ultime uscite. Il tecnico ha notato una partecipazione maggiore, specialmente in quella fase di ripiegamento difensivo che per un calciatore con le sue doti offensive non è mai immediata né semplice da digerire.
«Si intravedevano da prima le sue qualità, forse aveva bisogno di liberarsi anche lui di qualche cosa che aveva dentro e lo vedo partecipe, si sta impegnando anche nella fase di non possesso» ha sottolineato Voria, dicendosi soddisfatto dell'impegno messo in campo dal giocatore nonostante le naturali resistenze tattiche.
Per quanto riguarda Conti, la sua collocazione tattica rimane per ora ancorata alla linea difensiva. Nonostante il desiderio del calciatore di tornare a calpestare le zone centrali del centrocampo, le necessità del momento e l'ottimo rendimento offerto nel nuovo ruolo spingono l'allenatore a non cambiare rotta, almeno per il momento.
«Da centrocampista ancora non l’ho visto e nemmeno ho avuto modo di provarlo. Sono soddisfatto di quello che sta facendo da difensore» ha chiarito il mister, pur conoscendo le ambizioni del ragazzo. Secondo Voria, l'impostazione attuale è quella che garantisce i migliori risultati per l'economia del gioco bianconero.
Infine, una menzione per Vari, descritto come un elemento fondamentale per dare ampiezza alla manovra sulla corsia laterale. Anche in questo caso, la concorrenza e le contingenze come le squalifiche hanno pesato, ma la stima nei confronti del calciatore resta intatta, confermando la qualità generale di una rosa che mette l'allenatore in costante difficoltà.
«Per caratteristiche è un giocatore che ha proprio bisogno della fascia. Assolutamente si sta dimostrando un giocatore di grande qualità» ha concluso il tecnico del Siena, ribadendo ancora una volta il rammarico di non poter premiare contemporaneamente tutti i suoi effettivi con una maglia da titolare.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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