La soddisfazione è palpabile nelle parole di Mario Tacchinardi al termine della sfida che ha visto la Pergolettese imporsi con un netto due a zero sulla Triestina, una vittoria che pesa tantissimo nell'economia del campionato.
Il tecnico ha esordito spiegando come la gara si sia sviluppata esattamente sui binari previsti durante la preparazione settimanale, conscio del valore tecnico e della capacità di palleggio della formazione avversaria.
Secondo l'allenatore, era fondamentale interpretare il match con un piglio diverso dal solito, mettendo da parte il fioretto per impugnare la sciabola nei momenti di massima pressione degli alabardati.
«Ci aspettavamo una partita di questo tipo, eravamo consapevoli che loro sono una squadra capace di dominare il gioco ma che, inevitabilmente, finisce per concedere spazi invitanti in campo aperto», ha osservato il mister.
Proprio su queste lacune difensive della Triestina la Pergolettese ha costruito il proprio successo, puntando tutto su una strategia che ha privilegiato l'efficacia immediata rispetto alla ricerca della bellezza stilistica.
Tacchinardi ha infatti ammesso di aver chiesto ai suoi uomini di badare al sodo, trasformando ogni recupero palla in una potenziale minaccia attraverso transizioni rapide e precise negli ultimi trenta metri.
«Abbiamo deciso di indirizzare l'incontro più sulla concretezza che sull'aspetto puramente estetico, pur mettendo grande qualità in ogni nostra ripartenza», ha aggiunto il tecnico analizzando la gestione del pallone.
Oltre alla fase offensiva, a fare la differenza è stata la tenuta stagna del reparto arretrato, chiamato a un lavoro straordinario per contenere le folate di una squadra costruita per stazionare stabilmente nelle zone alte.
La capacità di soffrire senza mai perdere la bussola è stato l'ingrediente segreto che ha permesso ai gialloblù di mantenere la porta inviolata, respingendo ogni tentativo di rimonta della compagine triestina.
«Sapevamo perfettamente che ci sarebbe stato da stringere i denti, ma all'interno della nostra area di rigore abbiamo lavorato in maniera eccellente, senza concedere nulla», ha sottolineato con orgoglio l'allenatore.
L'aspetto che più ha colpito Tacchinardi, tuttavia, non è stato solo tecnico o tattico, ma prettamente psicologico, considerando le insidie emotive che una partita del genere portava con sé alla vigilia.
Il rischio di un contraccolpo mentale era altissimo, dato che la pressione del risultato pendeva quasi interamente sulle spalle dei padroni di casa, obbligati a non fallire l'appuntamento con i tre punti.
«Si trattava di una sfida estremamente complicata sotto il profilo mentale, una di quelle classiche gare in cui avevamo praticamente tutto da perdere», ha confessato apertamente il timoniere della Pergolettese.
Proprio per questo motivo, il risultato finale viene visto come il segnale di una crescita definitiva del gruppo, capace di gestire i momenti di tensione con la calma tipica delle formazioni più esperte della categoria.
Il tecnico ha voluto chiudere il suo intervento tributando un lungo applauso virtuale ai suoi calciatori, veri protagonisti di una giornata che resterà impressa nel cammino stagionale del club cremasco.
«Quella di oggi è stata una prova di maturità davvero fantastica da parte di tutto il gruppo, e per questo non posso fare altro che rivolgere i miei più sentiti complimenti ai ragazzi», ha concluso Tacchinardi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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