La marcia del Benevento verso la ventinovesima giornata di campionato fa tappa a Potenza, in un clima di grande fervore agonistico che il tecnico Antonio Floro Flores sta cercando di gestire con la consueta saggezza. Alla vigilia del match del Viviani, l'allenatore giallorosso ha descritto una settimana di allenamenti particolarmente vibrante, al punto da dover quasi frenare l'entusiasmo dei suoi calciatori, ormai totalmente proiettati verso l'obiettivo finale.
«Come sempre è stata una settimana bella intensa, anzi questa settimana ho dovuto rallentarli, ormai sono mentalizzati, quindi non ho nulla da dire su questo» ha esordito il mister, evidenziando come la squadra abbia raggiunto una maturità tale da non richiedere ulteriori sollecitazioni motivazionali. La concentrazione è massima, ma la gestione delle energie diventa fondamentale in un calendario che si fa sempre più serrato.
Proprio la profondità della rosa e la necessità di gestire i diffidati in vista dei tre impegni ravvicinati rappresentano il tema centrale delle scelte tecniche di queste ore. Floro Flores non ha nascosto di aver valutato con attenzione ogni incastro, consapevole che per mantenere alta l'intensità sarà necessario attingere a tutte le risorse a disposizione, garantendo riposo a chi ha speso di più nelle ultime uscite.
«Sarei ipocrita a dire di non aver pensato di risparmiare qualche diffidato, del resto abbiamo tre gare in una settimana e qualcuno gioco forza dovrà riposare» ha ammesso con sincerità, aggiungendo però di avere le idee chiarissime sull'undici titolare: «Non ho dubbi, la formazione è già fatta come ogni settimana. C'è tempo e spazio per più calciatori. La rosa è importante, il mio dovere è di far stare bene tutti».
L'approccio alla trasferta lucana non ammette però cali di tensione o sottovalutazioni legate alla classifica. Il Potenza, infatti, è una compagine che tra le mura amiche ha costruito un vero e proprio fortino e che, nelle parole del tecnico sannita, possiede valori tecnici di assoluto rilievo, essendo stata progettata per occupare i vertici del girone fin dall'inizio della stagione.
«Sarebbe da stupidi sottovalutare un Potenza che è stato costruito per un campionato di vertice» ha ammonito Floro Flores, ricordando come ogni avversario raddoppi le forze quando si trova di fronte la capolista. «Sappiamo che siamo la squadra che tutti vogliono battere, l'ha detto anche il loro allenatore. I ragazzi sanno che domani dobbiamo vincere, non c'è altro» ha poi incalzato, definendo la vittoria come unico risultato accettabile.
La ricetta per superare l'ostacolo rossoblù risiede, secondo il mister, in un mix di umiltà e carattere. L'imbattibilità interna dei lucani è un dato che non spaventa il Benevento, ma che anzi funge da stimolo per una squadra che vuole continuare a dettare legge in ogni stadio, consapevole che il destino del campionato è ancora saldamente nelle proprie mani.
«Il Potenza non ha mai perso in casa, quindi vorrà mantenere l'imbattibilità ma noi non ci stiamo, vogliamo vincere perché dipende tutto da noi» ha dichiarato con fermezza, ponendo l'accento sul concetto di umiltà intesa come spirito di sacrificio collettivo: «Nella mia vita sono stato sempre molto umile e ho cercato di trasmettere gli stessi principi ai miei calciatori. L'umiltà è mettersi a disposizione dei propri compagni».
Dal punto di vista tattico, Floro Flores ha voluto fare chiarezza sulla mancata adozione del 4-3-3, spiegando come la sua filosofia di allenatore sia orientata alla valorizzazione degli uomini a disposizione piuttosto che all'integralismo di un modulo predefinito. Al momento, la scarsità di centrocampisti con determinate caratteristiche impone scelte diverse per non snaturare l'equilibrio della squadra.
«Non ho ancora attuato il 4-3-3 semplicemente perché non ho gli uomini adatti, oggi come oggi ho solo quattro centrocampisti e non tutti adatti, devo adeguare il modulo alle caratteristiche di chi ho a disposizione e non viceversa» ha puntualizzato, sigillando il concetto con una frase che spiega molto del suo metodo di lavoro: «Non amo il modulo ma i miei calciatori».
Infine, uno sguardo alla concorrenza e al confronto a distanza con colleghi più esperti come Toscano. Se da un lato il tecnico del Benevento ammette di guardare con interesse ai risultati degli scontri diretti altrui, dall'altro preferisce concentrarsi sulla cultura del lavoro piuttosto che sulla scaramanzia o sulle statistiche storiche, rigettando ogni tipo di polemica superficiale.
«Quando finirà la partita di domani, guarderò Salernitana-Catania e spero in un risultato positivo per me» ha confessato, chiudendo poi con un tributo al valore degli avversari ma ribadendo la propria strada: «Toscano ha vinto più campionati? Ho grande rispetto per lui, non credo nella fortuna ma nel lavoro. Spero di vincerne almeno uno o due, ma non mi metto a perdere tempo dietro queste chiacchiere da bar».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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