La scalata della Pistoiese nel girone D di Serie D prosegue senza sosta, con un ritmo che inizia a farsi davvero impressionante. Il successo ottenuto sul terreno del Sasso Marconi non rappresenta soltanto la quarta affermazione consecutiva della gestione targata Lucarelli, ma è un segnale di forza brutale spedito a tutto il campionato. Un 1-4 esterno che permette agli arancioni di toccare quota 40 punti e di portarsi a una sola incollatura dal Lentigione, mettendo pressione massima alla capolista. Eppure, nonostante un tabellino che racconterebbe di un dominio assoluto e senza macchie, l'allenatore degli arancioni non vuole che la guardia venga abbassata nemmeno di un centimetro.
Analizzando la contesa attraverso le dichiarazioni rilasciate a pistoiasport.com, emerge chiaramente come il tecnico toscano sia un perfezionista, capace di guardare oltre il risultato largo per scovare quegli aspetti che ancora non lo soddisfano pienamente. Secondo l'allenatore, infatti, l'approccio dei suoi uomini è stato positivo ma con qualche riserva, poiché l'avvio di gara ha visto il Sasso Marconi pericoloso e vicino al vantaggio. In quella circostanza, è stato necessario un intervento provvidenziale dell'estremo difensore per evitare che la partita prendesse una piega diversa. Lucarelli ha sottolineato che, sebbene il punteggio finale possa suggerire una gara agevole, la realtà del campo ha mostrato insidie che non vanno sottovalutate, specialmente guardando alla rete incassata proprio nei minuti conclusivi.
Proprio quel gol subito nel finale sembra essere il dente avvelenato del mister, che ha spiegato come nella sfida contro il Sasso Marconi si sia visto un compendio perfetto di ciò che la squadra deve mettere in mostra e di quello che, invece, va assolutamente cancellato dal repertorio. «Mantenendo alta l’intensità sapevo che avremmo trovato spazi importanti, soprattutto sugli esterni», ha osservato il tecnico, aggiungendo però un monito severo ai suoi ragazzi: se l'obiettivo è quello di centrare il bottino pieno in ogni singola domenica, non ci si può permettere alcuna distrazione. «Prendere gol oggi mi è dispiaciuto», ha ammesso con schiettezza, ribadendo che la continuità di risultati passa inevitabilmente dalla capacità di restare ermetici e concentrati per tutti i novanta minuti.
Entrando nelle pieghe tattiche del match, Lucarelli ha notato alcuni momenti in cui la squadra ha perso le distanze, allungandosi un po' troppo sul rettangolo verde, ma ha promosso l'atteggiamento complessivo dei suoi calciatori. La spinta offensiva costante, con molti elementi pronti a invadere la metà campo avversaria, è il marchio di fabbrica che vuole consolidare. Un aspetto che lo ha reso particolarmente orgoglioso è stato il sacrificio degli attaccanti, i quali si sono trasformati nei primi difensori della squadra, un'attitudine che il tecnico considera fondamentale per mantenere l'equilibrio. Vincere è sempre un merito collettivo e vedere le punte rincorrere gli avversari è il segnale di un gruppo che rema compatto verso l'obiettivo finale.
Non è mancato poi un passaggio sui singoli protagonisti che stanno trascinando la Pistoiese in questa rincorsa al vertice. Lucarelli ha analizzato la gestione di Maldonado, spiegando che un giocatore con le sue qualità tecniche ha bisogno di essere protetto e supportato da compagni dotati di grande corsa per poter rendere al meglio. Parole di elogio totale sono arrivate anche per Russo, definito un elemento capace di spostare gli equilibri in questa categoria, attualmente nel pieno di una forma smagliante. Per quanto riguarda Saporetti, l'allenatore ha predicato pazienza, ricordando che il calciatore arrivava da un lungo periodo di inattività e che le condizioni del terreno di gioco non hanno favorito le sue caratteristiche, dicendosi però certo del suo impatto nel girone di ritorno.
In chiusura del suo intervento ai microfoni di pistoiasport.com, il tecnico ha voluto però fare uno strappo alla sua regola di non premiare i singoli, riservando una menzione speciale per chi ha tenuto in piedi la baracca nei momenti di incertezza. Nonostante le tante reti segnate, la palma del migliore è andata a chi sta tra i pali. «Se devo menzionarne uno oggi scelgo Giuliani», ha concluso l'allenatore, motivando la scelta con la capacità del portiere di farsi trovare pronto con due parate decisive che hanno evitato complicazioni in una giornata che, altrimenti, avrebbe potuto raccontare una storia differente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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