Il pareggio maturato nei minuti di recupero tra CastrumFavara e ACR Messina ha lasciato una scia di polemiche che non accenna a placarsi, spostandosi dal rettangolo di gioco alle sedi istituzionali e mediatiche. A farsi portavoce del malumore del club peloritano è stato direttamente il massimo dirigente, Justin Davis, che ha scelto i propri canali social per esprimere un disappunto profondo riguardo alla direzione di gara che ha influenzato l'esito della sfida domenicale.
Il rigore concesso ai padroni di casa in pieno extra-time, che ha fissato il punteggio sull'uno a uno, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso in casa biancoscudata. Il presidente Davis ha puntato il dito senza mezzi termini sulla gestione dei fischietti in questa categoria, sottolineando come l'arbitraggio dell'ultimo turno sia lo specchio di una problematica più ampia: «Quanto accaduto domenica evidenzia ancora una volta le difficoltà legate alla gestione arbitrale in questo campionato».
Secondo il numero uno della società messinese, la posta in palio durante determinati incontri è troppo alta per poter essere affidata a direttori di gara che non garantiscano un'adeguata solidità tecnica. Davis ritiene che il peso specifico di certe partite richieda un'attenzione particolare nelle designazioni: «Nelle partite decisive – quelle che determinano una stagione, il lavoro di tante persone e il futuro di una società – è fondamentale che vengano designati arbitri di comprovata esperienza e competenza».
La critica si fa ancora più stringente quando il presidente analizza quanto visto effettivamente in campo nell'ultimo match di campionato. Il riferimento alla mancanza di garanzie tecniche è esplicito e volto a tutelare gli investimenti fatti dalla proprietà e l'impegno quotidiano dei tesserati: «Purtroppo, questo standard non è stato rispettato. Da presidente dell’ACR Messina difenderò sempre questo club, i nostri calciatori e i nostri tifosi».
Nelle parole del patron traspare la volontà ferma di non lasciar passare inosservati episodi che potrebbero compromettere il cammino sportivo della squadra. La richiesta avanzata ai vertici arbitrali e alla lega è chiara e non ammette repliche, ponendo l'accento sulla necessità di un comportamento paritario per tutte le contendenti: «Chiediamo solo correttezza, professionalità e rispetto delle regole. La nostra tifoseria merita rispetto. La nostra città merita rispetto».
Il clima di amarezza è dettato dalla consapevolezza che il verdetto del campo sia stato pesantemente alterato da valutazioni arbitrali ritenute non all'altezza dell'importanza del club e della piazza rappresentata. Per Davis, il dovere di un presidente è proprio quello di esporsi quando l'equità viene meno: «E quando gare così importanti vengono condizionate da decisioni discutibili, è nostro dovere far sentire la nostra voce».
Nonostante la rabbia per il finale di gara a Favara, la società assicura che l'impegno sportivo resterà massimo, ma parallelamente si aspetta un cambio di passo da chi governa il sistema delle designazioni. Il messaggio finale è un monito verso il futuro della competizione: «Continueremo a lottare sul campo, ma ci aspettiamo che chi è chiamato a garantire l’equità del campionato faccia altrettanto».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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