Il posticipo del lunedì sera ha sostanzialmente sancito l'approdo in Serie C del Treviso, che con la vittoria ottenuta contro l'Union Clodiense ha consolidato un margine di sedici punti sulle inseguitrici, ipotecando di fatto la promozione nella categoria superiore.
Al termine dell'incontro, il tecnico della formazione ospite Roberto Vecchiato ha offerto una disamina approfondita della prestazione dei suoi, chiamati ad affrontare quella che lui stesso aveva definito una "corazzata" alla vigilia del match. L'allenatore aveva sollecitato dai propri giocatori una dimostrazione di maturità per arginare lo strapotere della capolista, e la squadra ha risposto presente, almeno in parte.
Vecchiato non ha nascosto le difficoltà incontrate nel primo tempo, quando la differenza di intensità ha fatto la differenza. «Eravamo meno intensi di loro, abbiamo preso un gol pazzesco dal punto di vista calcistico, un tiro bellissimo in cui si poteva fare poco. Quella rete ha cambiato le carte, si poteva recuperare, ma dopo il 2-0 la montagna è diventata più alta», ha dichiarato il mister nel post-gara.
La rete d'apertura, realizzata con una conclusione di pregevole fattura tecnica, ha quindi modificato l'economia della partita, rendendo ancora più ardua la rimonta per l'Union Clodiense. Il raddoppio dei padroni di casa ha poi reso l'impresa praticamente impossibile.
Tra i rimpianti maggiori della serata c'è sicuramente l'opportunità sprecata da De Paoli, episodio su cui Vecchiato si è soffermato con particolare enfasi. «Abbiamo avuto l'occasione con De Paoli che pensava di essere in fuorigioco e lì doveva pensare più a calciare che a guardare l'assistente», ha sottolineato l'allenatore, evidenziando come in determinate circostanze sia fondamentale privilegiare l'istinto offensivo rispetto all'attesa della decisione arbitrale.
Nonostante un avvio caratterizzato da cautela eccessiva, la compagine ospite ha saputo reagire nel secondo tempo, dimostrando capacità di lettura e adattamento alle circostanze del match. «Abbiamo perso un po' le distanze l'ultimo quarto d'ora del primo tempo, sapevamo che ci poteva essere un momento in cui dovevamo soffrire. Dovevamo arrivare al 60' in equilibrio, sapevamo e speravamo che anche con i cambi il Treviso potesse calare», ha spiegato Vecchiato, rivelando quella che era stata la strategia studiata per provare a mettere in difficoltà gli avversari.
L'idea era di mantenere il punteggio in bilico fino all'ora di gioco, sperando che le sostituzioni e la stanchezza potessero influire sulla prestazione della capolista. Un piano ragionevole, considerando che, come ha ricordato lo stesso tecnico, «la partita si conta sempre in 95', anche noi abbiamo avuto le occasioni per pareggiare».
L'allenatore dell'Union Clodiense ha anche posto l'accento sulla natura tattica dello scontro, caratterizzato dal confronto tra due retroguardie organizzate e solide. «Era complicato trovare spazio lì davanti, si affrontavano due difese forti, gli attaccanti hanno fatto fatica, si doveva arrivare con altre soluzioni», ha ammesso Vecchiato, suggerendo come forse sarebbero state necessarie alternative diverse per scardinare la compattezza difensiva avversaria.
La prestazione offerta dalla sua squadra ha comunque confermato quella crescita e quella solidità che rappresentano un patrimonio importante per il prosieguo del campionato, nonostante la sconfitta contro una formazione ormai lanciata verso il salto di categoria.
Con questo risultato, il Treviso continua la propria marcia trionfale verso la Serie C, mentre l'Union Clodiense dovrà metabolizzare la battuta d'arresto e ripartire con rinnovate energie nelle prossime sfide stagionali.
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