Al termine del confronto tra Alcione Milano e Giana Erminio, l'allenatore dei padroni di casa, Giovanni Cusatis, ha analizzato con grande equilibrio una sfida che ha lasciato in dote un pareggio difficile da digerire. Il tecnico ha sottolineato le oggettive difficoltà nell'affrontare un match preparato in tempi estremamente ristretti, appena quarantotto ore, fattore che lo ha spinto a operare diverse rotazioni per garantire brillantezza atletica alla squadra.
Uno dei momenti chiave individuati dal mister è stato senza dubbio il penalty fallito nelle battute iniziali, un episodio che avrebbe potuto indirizzare la contesa su binari ben diversi. «È stata una partita complicata, preparata in soli due giorni, ho inserito forze fresche proprio per avere energia, e mi dispiace perché il rigore iniziale avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match», ha spiegato Cusatis, rammaricato per l'occasione sprecata.
Nonostante l'episodio sfortunato, l'Alcione era riuscito a mantenere una gestione ordinata della gara, concedendo quasi nulla alle iniziative degli avversari. Tuttavia, la beffa è arrivata proprio sul traguardo, con un pareggio subito in pieno recupero che ha ribaltato le sensazioni vissute solo pochi giorni prima in terra vicentina, quando la sorte aveva invece sorriso ai milanesi.
«Avevamo la gara in controllo, subendo pochissimo, ma il calcio è fatto di episodi: noi abbiamo vinto a Vicenza nel recupero, e oggi nel recupero abbiamo subito il pareggio», ha ammesso il tecnico con grande onestà. Per Cusatis, la priorità ora è lavorare sulla gestione dei secondi finali e sulla solidità di reparto: «Dobbiamo analizzare meglio la situazione difensiva del gol, dove solitamente siamo molto forti, e crescere ancora in maturità».
Un passaggio interessante della sua analisi ha riguardato l'impatto della tecnologia e delle lunghe pause forzate che caratterizzano il calcio moderno. Secondo l'allenatore, le interruzioni prolungate per il ricorso al supporto video possono spezzare il ritmo e, soprattutto, la concentrazione dei protagonisti in campo, portando a cali di tensione fatali.
«Le lunghe interruzioni per l’FVS possono condizionare la tensione nervosa. Dobbiamo imparare a restare ‘collegati’ mentalmente anche quando il gioco è fermo per 3 o 4 minuti, evitando di disperdere energie in situazioni che non possiamo controllare», ha ammonito Cusatis, chiedendo ai suoi un ulteriore sforzo di tenuta psicologica per evitare black-out improvvisi.
In merito a chi ha sollevato dubbi sui ritmi non eccelsi della sfida, il mister ha risposto con una disamina tattica approfondita, spiegando che la prudenza vista in certi frangenti era una scelta precisa per limitare i pericoli. Contro squadre capaci di muovere molto la palla e i propri interpreti, restare compatti diventa infatti l'unico modo per non offrire spazi letali alle imbucate centrali.
«Non parlerei di ritmi bassi, ma di strategia: contro squadre che fanno molte rotazioni devi restare compatto per non farti imbucare, il che può dare l’impressione di una minore aggressività che in realtà è solo attenzione tattica», ha puntualizzato l'allenatore, rivendicando la bontà dell'impostazione data alla sua compagine per gran parte dei novanta minuti.
Nel secondo tempo la squadra ha provato ad alzare la pressione, trovando giocate più incisive, ma è emerso inevitabilmente il peso dei troppi impegni ravvicinati. La stanchezza, non solo muscolare ma anche nervosa, ha iniziato a farsi sentire, rendendo ogni scelta meno lucida e ogni scatto più faticoso per i calciatori coinvolti in questo tour de force.
«Nella ripresa abbiamo alzato i giri, ma giocare ogni due giorni è logorante sia fisicamente che mentalmente», ha concluso Cusatis, ricordando quanto sia difficile mantenere standard elevatissimi quando il calendario non concede tregua. L'Alcione ora dovrà ricaricare le pile velocemente, facendo tesoro degli errori commessi per non farsi più sorprendere sul più bello.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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