C’è un vecchio adagio in Serie D: il mercato di dicembre serve a riparare i danni o a puntellare i sogni. Ma quello che è successo a Pistoia con l’arrivo di Kamal Rizq sfugge a queste definizioni. Non è stato un semplice acquisto, è stato un trapianto di cuore pulsante in una squadra, la Pistoiese, che, pur forte, cercava disperatamente il "killer instinct".
Leggendo i numeri freddi, si vede un attaccante prolifico. Ma leggendo tra le righe delle partite, si vede molto di più: un uomo che ha deciso di caricarsi una piazza storica sulle spalle.
Bisogna essere onesti: quanti avrebbero lasciato Vinovo dopo sette anni, cento gol sfiorati e lo status di "Re" incontrastato del Chisola? Rizq lo ha fatto. Ha lasciato la certezza del Girone A, dove nel 2024-25 guardava tutti dall'alto con 20 reti, per gettarsi nella tonnara del Girone D.
È qui che la narrazione cambia. Non è il solito mercenario di categoria in cerca dell'ultimo contratto; è un classe '92 che ha annusato l'odore del sangue e della gloria. L'adattamento "rapido" di cui parlano tutti non è tecnico, è caratteriale. Rizq non ha avuto bisogno di tempo perché parla l'unica lingua universale del calcio: quella della palla in rete quando scotta.
Dire che ha segnato 6 gol in 10 presenze è riduttivo. Bisogna pesare quando arrivano questi gol. La rete contro il Progresso, con la Pistoiese in inferiorità numerica, vale triplo. In quel frangente, una squadra normale si accontenta del pareggio e recrimina sull'arbitraggio. La Pistoiese di Rizq, invece, la vince. È qui che Lucarelli ha trovato la chiave di volta: fisicità per tenere palla quando la squadra soffre, esperienza per guadagnare falli, e la freddezza di chiudere i conti nell'unica occasione buona. Con un Lentigione capolista a +2 e il Desenzano a +1, avere un attaccante che trasforma i "mezzi palloni" in tre punti è l'unica via per sperare nel sorpasso finale.
Ma il vero capolavoro tattico e strategico della Pistoiese potrebbe non passare dal campionato. O meglio, non solo da lì. Sabato 7 marzo, lo stadio "Melani" ospiterà il ritorno della finale di Coppa Italia contro l'Ancona. Si riparte dal 2-0 dell'andata al Del Conero, firmato – guarda caso – anche da Rizq.
Attenzione, però: questa non è la "coppetta" di una volta. La società e i tifosi sanno benissimo cosa è successo l'anno scorso al Ravenna. Vincere la Coppa Italia Serie D significa avere in tasca un jolly clamoroso per il ripescaggio in Serie C. Significa saltare la fila.
Kamal Rizq è arrivato per questo. Per dare alla Pistoiese due strade verso il professionismo, non una sola. Se in campionato la battaglia è punto a punto, in Coppa l'arancione è padrone del proprio destino, forte di un 2-0 che porta la firma del marocchino.
Lucarelli ha trovato il suo totem. I tifosi hanno trovato il loro idolo. E le rivali, leggendo il tabellino, hanno capito che per fermare questa Pistoiese, ora, non basta più difendere bene: bisogna fare i conti con l'uomo venuto dal Piemonte per prendersi tutto.
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