Il clima in casa Nocerina è tesi dopo la brutta battuta d'arresto subita contro il Monterotondo, una sconfitta che ha spinto il direttore sportivo Amodio a presentarsi davanti ai microfoni per un'analisi tanto cruda quanto onesta. Il dirigente non ha cercato alibi, decidendo di esporsi in prima persona per tutelare l'immagine del club e rispondere del rendimento deludente della squadra.
«Io sono qui a metterci la faccia perché sono abituato in questo modo. Dopo prestazioni del genere davanti ai tifosi, bisogna solo chiedere scusa», ha esordito il direttore sportivo, visibilmente amareggiato per l'atteggiamento mostrato in campo. Secondo Amodio, la prestazione collettiva è stata inaccettabile e richiede una profonda riflessione interna da parte di tutti i componenti della rosa.
Il dirigente ha sottolineato come la società abbia provato a intervenire sul mercato per correggere il tiro, cercando un equilibrio diverso tra costi e freschezza atletica, ma i risultati faticano ad arrivare. «Una squadra che gioca in questo modo deve fare un esame di coscienza. Abbiamo cambiato dei calciatori, alleggerito il budget e preso dei giovani ma il problema sta nella testa», ha spiegato con estrema chiarezza.
La diagnosi di Amodio riguarda principalmente l'aspetto psicologico e caratteriale di un gruppo che, specialmente tra le mura amiche, sembra smarrire la propria identità. Il direttore ha ammesso di aver forse sottovalutato alcune dinamiche interne al suo arrivo: «Da martedì cambieremo registro, a partire da me. Secondo me non ho capito tante cose».
Analizzando la composizione della squadra, emerge un paradosso tra il curriculum dei singoli e il loro apporto attuale alla causa molossa. «A gennaio arrivi da fuori e vedi la rosa della Nocerina: giocatori che hanno fatto categorie importanti ma ad oggi purtroppo in casa soprattutto non abbiamo cattiveria, qualità», ha proseguito il ds, puntando il dito contro la scarsa verve agonistica mostrata al San Francesco.
Il sentimento prevalente nelle parole del dirigente è una rabbia profonda, unita alla volontà di agire immediatamente per evitare il tracollo definitivo. «Sono molto arrabbiato, ora andrò diritto al punto: chiedo scusa alla società e ai tifosi», ha ribadito Amodio, conscio del fatto che anche i nuovi innesti giovani stiano facendo fatica a emergere in un contesto così complicato.
Il direttore sportivo ha poi lanciato un monito preciso ai calciatori che sembrano brillare solo durante le sedute di allenamento infrasettimanali, svanendo poi nel momento della verità. «Mi preoccupa il fatto che in settimana si allenano bene e poi non rendono. Abbiamo bisogno dei calciatori della domenica, non del giovedì», ha sentenziato, evidenziando come la pressione dell'ambiente non possa più essere una giustificazione.
Amodio ha anche svelato alcuni retroscena legati al mercato invernale, spiegando come i vincoli contrattuali abbiano impedito una rivoluzione ancora più drastica della rosa. «A gennaio avrei cambiato tutta la squadra, avrei preso tutti giocatori nuovi ma ci sono i contratti da rispettare», ha confessato, citando i limiti imposti dai trasferimenti multipli e dai rapporti biennali in essere.
Nonostante la critica feroce, il ds resta convinto che ci siano i margini per invertire la rotta, a patto che tutti si assumano le proprie responsabilità. «Sono convinto che possiamo ripartire, dobbiamo farlo per i nostri tifosi e i presidenti», ha dichiarato, spiegando poi la gestione dei numerosi convocati come una scelta societaria volta a responsabilizzare chi percepisce uno stipendio.
Infine, il direttore ha espresso tutta la sua preoccupazione per la classifica attuale, non nascondendo il timore per il futuro della categoria. «Ad oggi voglio pensare partita per partite, se siamo questi ho paura di perdere la categoria», ha ammesso con sincerità, chiudendo con un'autocritica sul suo operato: «Ho sbagliato perché dovevo fare qualcosa di più sul mercato, mettendo giocatori esperti. Sono stato aziendalista».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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