Con il pareggio a reti bianche contro la Novaromentin, la Sanremese ha ufficialmente archiviato la stagione, garantendosi la permanenza nel quarto campionato nazionale per il quinto anno consecutivo.
Un traguardo minimo, come ammesso dallo stesso presidente Alessandro Masu, intervistato dal portale Svsport.it, che in una lunga e articolata analisi ha espresso il suo rammarico per un'annata al di sotto delle aspettative e ha delineato un futuro incerto per il club, strettamente legato alle decisioni che verranno prese a livello amministrativo.
«E' mancata la giusta fame. Il futuro? Sono le strutture a decidere se puntare alla C o alla Promozione», ha sentenziato Masu, sintetizzando in poche parole il suo pensiero sulla stagione appena conclusa e sulle prospettive future della Sanremese.
Il presidente non ha nascosto la sua delusione per non aver centrato l'obiettivo di migliorare il decimo posto della passata stagione, pur riconoscendo che la salvezza matematica è stata raggiunta.
Riavvolgendo il nastro all'estate scorsa, le aspettative erano ben diverse, come ha ammesso lo stesso Masu: «E’ così, ma paradossalmente le prestazioni contro le squadre d’alta classifica hanno confermato la bontà del nostro organico. Con il Vado abbiamo pareggiato due volte, come contro la Novaromentin, mentre al Chisola abbiamo strappato quattro punti. Penso anche alla partita con il Bra, dove dopo la nostra clamorosa traversa ci hanno punito in contropiede».
Il presidente ha sottolineato come, nonostante buone prestazioni contro le formazioni di vertice, sia mancata la continuità e, soprattutto, l'atteggiamento giusto per fare il salto di qualità. «Abbiamo avuto delle manchevolezze, ed è corretto fare autocritica, ma non puramente tecniche, a mio modo di vedere siamo stati insufficienti a livello di atteggiamento. Di certo non si può paragonare la rosa della Sanremese alle squadre che occupano la zona playoff», ha ammesso con onestà.
Le critiche da parte di una frangia della tifoseria non sono mancate, ma Masu ha dichiarato di voler rimanere concentrato sulla gestione del club come una vera e propria azienda, con l'obiettivo di raggiungere un equilibrio economico. Pur accettando le critiche costruttive, ha ricordato i risultati ottenuti sotto la sua gestione, sottolineando la continuità della presenza in Serie D e i punti conquistati nelle ultime stagioni, pur evidenziando la scarsa risposta del pubblico, con presenze allo stadio spesso molto limitate.
«Ho rilevato la Sanremese per mantenerla come una vera azienda, per ricavarne utile o per avere un livello di passività quanto meno limitato. Non cerco gli osanna, una critica costruttiva è anzi ben accetta, ma credo sia corretto ricordare come dai tempi di Borra nessuno abbia garantito cinque anni consecutivi in D, raccogliendo 151 punti in due stagioni. Siamo arrivati secondi contro due armate come Novara e Sestri Levante, ma anche all’epoca i tifosi paganti si contavano quasi sulle dita di una mano. Ricordo la gara interna col Bra che ci poteva rimettere in corsa per il primato: abbiamo contato 40 biglietti staccati. E’ fisiologico che poi le ambizioni si siano ridimensionate, tenendo conto della scarsa risposta della città».
Il futuro della Sanremese appare strettamente legato alle infrastrutture. Masu ha chiarito che, in mancanza di risposte concrete da parte del Comune riguardo a strutture adeguate, potrebbe non avere senso investire ulteriormente per puntare a categorie superiori. «Non vedo il senso nel buttare soldi per arrivare quarti e disputare playoff che servono a poco o nulla. Molto dipenderà anche dalle risposte che avremo dal Comune: se la Sanremese avrà le strutture adeguate per sopravvivere in D o magari fare il salto in Serie C ben venga, in caso contrario meglio ripartire dalla Promozione e schierare i ragazzi locali, abbandonando di conseguenza lo stadio comunale per i notevoli costi di gestione.
Le risposte servono a breve, entro giugno: direi che è giunto il momento di dire basta alla disputa degli allenamenti a Pian di Poma e il trasferimento successivo al Comunale per poter fare una semplice doccia calda…». Il presidente ha sottolineato l'urgenza di avere risposte concrete entro giugno per poter pianificare il futuro del club.
Dopo la bocciatura del progetto dell'Arena Sanremo, Masu ha espresso le sue sensazioni riguardo alla ristrutturazione del Comunale, auspicando un confronto costruttivo con l'amministrazione comunale per capire le esigenze e le richieste. Per quanto riguarda una possibile cessione della società, il presidente ha confermato la sua disponibilità, pur non vedendo al momento investitori pronti a farsi avanti.
«La cessione societaria è una possibilità sul piatto? Assolutamente sì, ma non vedo sceicchi pronti a subentrare». Infine, interrogato su un possibile ritorno di Del Gratta, Masu ha preferito non commentare, alludendo alle negative ripercussioni di passate gestioni. «C’è chi vorrebbe il ritorno di Del Gratta. No comment. Stiamo ancora subendo l’eco negativo delle passate stagioni, soprattutto quella dell’ultima serie C, per chi lo ha dimenticato la famosa cronaca nera che ha visto protagonista lui e Sosa»….
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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