Un pareggio a reti bianche che lascia l'amaro in bocca, soprattutto per le occasioni sciupate e per la superiorità numerica non sfruttata. Il Siena sbatte contro il muro dell'Aquila Montevarchi, non riuscendo ad andare oltre lo 0-0 al termine di una gara scorbutica. In sala stampa, il tecnico bianconero Gil Voria ha analizzato lucidamente la prestazione dei suoi ragazzi, toccando diversi temi chiave: dall'andamento del match al "mal di rigore", fino alle prospettive future e al settore giovanile.
Nonostante l'uomo in più, il Siena ha faticato a trovare varchi. Una dinamica che Voria spiega così: «Abbiamo trovato delle difficoltà, forse ancor di più quando c'è stata la loro espulsione. Si pensa sempre, in maniera semplicistica, che nel calcio in superiorità numerica si vinca facile, ma secondo me è stato peggio. Loro sono una squadra che subisce pochissimi gol e hanno un ottimo sistema difensivo. Rimanendo in dieci non potevano fare altro che abbassarsi ulteriormente e stare compatti. Era difficilissimo sfondare. Le nostre occasioni per sbloccarla le abbiamo avute, compreso il rigore, ma bisogna dare merito anche agli avversari: si sono difesi con le distanze e la cattiveria giuste. Forse, a tratti, siamo stati un po' troppo lenti nella fase di costruzione: volevo che la palla girasse più velocemente da un lato all'altro per prendere in controtempo i loro difensori, ma non sempre ci siamo riusciti».
A pesare sul risultato c'è l'ennesimo errore dal dischetto della stagione. Un dato che inizia a diventare preoccupante: «Una sindrome da rigore? Sei errori su dodici tentativi non sono una cosa normale. Il nostro rigorista non era in campo e Mastalli ha sbagliato, ma il portiere ha fatto una parata giustissima, dimostrando di essere un portiere importantissimo per questa categoria. Dico sempre, però, che chi non li tira non li sbaglia. Sicuramente, essendo diventati tanti, è un problema che dovrà essere valutato per il futuro».
Il tecnico ha poi fatto chiarezza sull'assenza dell'ultimo minuto di Somma nel reparto difensivo: «Ha preso una botta venerdì, girandosi un po' il ginocchio. Ieri si era allenato con una fasciatura, ma stamattina si è svegliato con la parte un po' gonfia e ha preferito non rischiare. Credo che per martedì, alla ripresa, sarà già a posto».
Con due sole partite al termine della regular season, il Siena guarda ai playoff. Voria ha le idee chiare su cosa preferirebbe in termini di piazzamento: «Se mentalmente cambierebbe qualcosa arrivare secondi o terzi? Personalmente preferirei arrivare terzo, se questo significa giocare in casa. Vorrei giocare le partite decisive nel mio stadio, davanti alla gente di Siena, affinché i tifosi possano vivere certi momenti insieme a noi. Sognare la promozione? Sognare non costa nulla. Questo lavoro l'ho fatto prima per il cuore e poi per i soldi, era più una passione. Ma il sogno che uno ha da bambino lo deve mantenere anche da adulto: il mio è provare a scalare le categorie. Personalmente e di squadra».
Inevitabile una domanda sul rinnovo di contratto per la prossima stagione, fortemente caldeggiato anche dalla tifoseria: «I tifosi mi vorrebbero ancora qui e la cosa mi fa piacere. La proprietà mi ha dimostrato fiducia, mi ha chiesto delle valutazioni su cosa pensavo e cosa farei per l'anno prossimo. Ne abbiamo parlato oggettivamente, vediamo cosa succede. Non andiamo oltre».
In chiusura, un passaggio denso di emozione e orgoglio legato alle belle parole spese nei suoi confronti da Michele Mignani, ex storico bianconero, e all'importanza del vivaio: «Le parole di Mignani? Colgo l'occasione per ringraziarlo. È un orgoglio e un vanto, lui è cresciuto qui a Siena, è uno degli allenatori che ho avuto per più anni. Aveva una fame incredibile, voleva migliorarsi per arrivare in alto e lo ha dimostrato negli anni senza mollare mai. Mi voglio collegare alle sue parole per ribadire un concetto: si può e si deve lavorare sui giovani. Negli ultimi dieci anni, con tre fallimenti alle spalle, siamo comunque riusciti a tirare fuori ragazzi che giocano stabilmente nei professionisti. La cosa che mi fa più piacere è che anche la proprietà attuale ha voglia di investire sui giovani. È la seconda volta che vedo i presidenti venire ad assistere alle partite del settore giovanile, cosa mai successa negli ultimi dieci anni. Appena c'è un ragazzino interessante chiedono informazioni. Ci vuole tempo, siamo ripartiti da zero ragazzi due anni fa, ma speriamo di dare continuità a questo percorso».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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