Michele Trombetta ha segnato molte reti nel corso della sua carriera, ma quella realizzata sabato sera contro il Carpi riveste un significato profondamente diverso rispetto alle altre. Grazie alla sua firma, infatti, il Forlì ha potuto festeggiare il raggiungimento della salvezza matematica, un traguardo inseguito con determinazione.
L'attaccante biancorosso ha voluto tracciare un parallelo con il passato recente, ricordando come «dopo la rete siglata nella passata stagione contro il Lentigione, questa sia sicuramente la più pesante; evidentemente queste zone mi portano bene e, curiosamente, anche il risultato finale è stato identico».
Esistono però delle differenze sostanziali tra i due episodi, come sottolineato dallo stesso calciatore: «Col Lentigione firmai l'uno a zero soltanto all'ultimo minuto di gioco, mentre allo stadio Cabassi la mia rete al diciannovesimo ha dovuto resistere fino al centesimo minuto».
L'analisi del centravanti si sposta poi sull'atteggiamento tattico necessario per portare a casa certi risultati. «Sapevamo di dover essere più pratici: troppe volte, in passato, ci era capitato di trovarci in situazioni favorevoli e complicarci la vita da soli, penso a sfide come Campobasso, Pineto o contro la Juventus Next Gen».
Secondo il protagonista della serata, un pizzico di cinismo in più avrebbe potuto cambiare il volto del campionato dei romagnoli: «Ogni tanto, qualche uno a zero sporco aiuta e se ne avessimo portati a casa di più, oggi avremmo certamente una classifica migliore di quella attuale».
Trombetta esprime grande soddisfazione per l'obiettivo centrato, soprattutto per rispondere alle critiche esterne: «L'importante è aver compiuto la missione. È stata una grande soddisfazione, specialmente perché abbiamo fatto giustizia di quanto detto e scritto in questi mesi».
Il cammino non è stato privo di ostacoli, tra sfortuna e momenti complicati che hanno condizionato il rendimento del gruppo. «Il nostro girone di ritorno non è stato così negativo, purtroppo tra gli episodi e una buona dose di sfortuna abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato sul campo».
L'attaccante ha poi rivelato i dettagli dei suoi ultimi mesi, vissuti tra problemi fisici e grande spirito di sacrificio per la maglia. «Dovendo gestire alcuni problemi fisici, in settimana non riuscivo ad allenarmi; tuttavia, vista la situazione di emergenza, la domenica mi sono sempre reso disponibile».
Il calciatore ha ammesso di aver stretto i denti per non lasciare soli i compagni nel momento del bisogno: «Mi sono messo a disposizione stringendo i denti e giocando sotto l’effetto di farmaci antidolorifici, pur di dare il mio contributo durante le partite».
Il gol decisivo è arrivato come una sorta di ricompensa per gli sforzi profusi durante tutto l'anno. «Il gol di sabato, il primo stagionale su azione dopo il penalty trasformato a Pineto, mi ripaga di tutti i sacrifici: ero convinto che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato».
Il peso di quella marcatura è stato percepito nitidamente da tutto l'ambiente: «Fortunatamente è capitato nella gara più importante e ha reso tutto più bello. Non avessimo vinto a Carpi, la situazione si sarebbe potuta trasformare in qualcosa di davvero complicato».
Nonostante le difficoltà, lo spogliatoio ha saputo mantenere la calma necessaria per uscirne: «Il Forlì, tuttavia, non ha mai temuto di finire nei play-out. Ci siamo allenati ogni settimana con il sorriso grazie alla serenità e alla leggerezza trasmesse dal nostro tecnico».
Infine, Trombetta ha speso parole d'affetto per l'ambiente e ha lanciato un messaggio chiaro sul suo futuro professionale. «A Forlì ho ritrovato aria di casa e credo di essermi espresso non al meglio delle mie possibilità, ma comunque vicino ai miei standard abituali».
Il legame con la città e la squadra sembra solido, in attesa di un confronto con la dirigenza. «L’anno prossimo? Se la società lo vorrà, ci siederemo a parlare perché mi piacerebbe molto restare ancora qui», ha concluso l'attaccante.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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