Si è suicidato Marco Muller, il calciatore-bandito: da Robin Hood a fantasma

26.03.2024 20:15 di Nicolas Lopez   vedi letture
Si è suicidato Marco Muller, il calciatore-bandito: da Robin Hood a fantasma

Un'esistenza travagliata e una fine drammatica. Marco Muller, ex calciatore svizzero soprannominato il "Robin Hood" elvetico, si è tolto la vita a 71 anni gettandosi sotto un treno. Per 36 anni era stato latitante, braccato per le sue rocambolesche rapine in banca che gli avevano fruttato il paragone con il celebre fuorilegge.

Dalle giovanili al crimine. Cresciuto nelle giovanili svizzere e con trascorsi nello Young Boys, Muller negli anni '80 abbandonò il calcio per una "carriera" ben diversa. Tra il 1982 e il 1988 compì diverse rapine a banche e portavalori, guadagnandosi la fama di bandito gentiluomo per il suo modus operandi: non sparava mai un colpo e non feriva nessuno.

Due evasioni e una vita in fuga. La sua vita da film include due rocambolesche evasioni: la prima dal carcere di Delémont, dove si fece beffa delle guardie inviando loro una cassa di cognac per Natale; la seconda dal carcere di Thorberg, nel 1988, anno in cui di lui si persero le tracce.

Un fantasma ricercato. Da allora, Muller divenne un fantasma. La sua storia quasi una leggenda, alimentata da un bottino mai ritrovato di quasi tre milioni di franchi. Si presume che si nascondesse in Francia, ma il suo corpo senza vita è stato ritrovato a febbraio sui binari vicino alla sua città natale, Bassecourt.

Un epilogo tragico. Le analisi del DNA hanno confermato la sua identità. La Procura ha escluso l'ipotesi di omicidio, avvalorando la tesi del suicidio. Un epilogo triste per un uomo che ha vissuto due vite: una da calciatore, l'altra da bandito in fuga.

Ricordi e testimonianze. Un ex complice, Andre Jaggi, lo ricorda come un uomo prudente e abile a gestire il denaro. Yves Girard, rapinato da Muller nel 1979, descrive la sua irruzione come una scena di un film western, con tanto di candelotti di dinamite.

Un Robin Hood moderno? La sua figura controversa rimane avvolta nel mistero. Che sia stato un bandito è innegabile, ma il soprannome "Robin Hood" non è del tutto inappropriato. La sua gentilezza durante le rapine e la sua fuga rocambolesca lo hanno reso un personaggio quasi leggendario, un uomo che ha sfidato le regole e pagato un prezzo altissimo.