Aurelianticaurelio, Lo Monaco: «Obiettivo? Lavorare sin dal primo giorno di raduno»

Eccellenza Lazio
18.06.2024 22:45 di  Elena Carzaniga   vedi letture
Aurelianticaurelio, Lo Monaco: «Obiettivo? Lavorare sin dal primo giorno di raduno»

Lunga intervista rilasciata ai canali ufficiali del club per il nuovo tecnico dell'Aurelianticaurelio, Daniele Lo Monaco. Dichiarazioni a trecentosessanta gradi per l'allenatore che ha parlato davvero di tutto.

Daniele Lo Monaco è il nuovo allenatore dell’Aurelianticaurelio in Eccellenza: che sensazioni prova e che emozioni ha sentito nell’accettare questa nuova avventura?

“Sensazioni bellissime, emozioni indescrivibili. L'anno scorso non ho avuto la possibilità di accettare qualche offerta che mi era stata recapitata: per motivi geografici, per gli orari di allenamento o per l'offerta tecnica poco credibile. Il mio lavoro è abbastanza impegnativo e non sono riuscito a conciliare tutto. Così ho preferito riposare un po', staccarmi, andare a vedere le partite, studiare. Finiti i campionati mi sono messo alla finestra a vedere se ancora qualcuno poteva ricordarsi di me con qualche proposta compatibile con i miei impegni e per fortuna ho ricevuto qualche telefonata.

E quando mi è stata prospettata la possibilità di allenare l'Aurelianticaurelio non ci ho pensato due volte. È bastato il primo incontro con Perugini e Maravalli per stringere loro la mano e assumere l'impegno, prima ancora di firmare. Il presupposto principale per poter fare un buon lavoro è la serietà di chi dirige la società. Di loro avevo sempre sentito parlar bene, dopo averli conosciuti ho capito perché. Ecco perché non ho avuto dubbi. Ecco perché oggi sono così felice”.

L’anno scorso la prima squadra si è ben distinta creando un perfetto mix tra giovani e grandi: quali sono gli obiettivi e i programmi della stagione 2024/2025?

“Dev'essere stato il destino a portarmi nella scorsa stagione a vedere tante volte proprio le partite dell'Aurelianticaurelio. Sapevo che era una buona società, era allenata da un allenatore bravo come Andrea Zappavigna, e conoscevo bene il direttore sportivo Giuseppe Zazzara. In più in organico avevano ragazzi che avevo allenato e altri che avrei voluto allenare (e in passato c'ero andato vicino). Così mi sono spesso ritrovato sulle tribune dello Sbardella a guardare le loro partite. Nella prima parte di stagione hanno avuto un cammino prodigioso, ritrovarsi in testa alla classifica dopo 15 partite non può essere casuale.

Poi hanno avuto un calo determinato anche dalle conseguenze di una partita turbolenta e nel finale di stagione forse hanno un po' staccato la spina per mancanza di stimoli. Ma resta comunque un ottimo campionato. Per quest'anno, con i dirigenti e con il nuovo direttore sportivo, Claudio Carelli, abbiamo condiviso un progetto differente. E in controtendenza rispetto alle decisioni della Lega di togliere il vincolo degli under, affiancheremo al nucleo storico e a chi vorrà restare a lottare con noi qualche giovane di prospettiva. L'obiettivo? Risentiamoci a settembre per questa domanda. L'unico obiettivo che vedo adesso è lavorare con serietà sul campo sin dal primo giorno di raduno”.

Quale è il sogno nel cassetto di Daniele Lo Monaco nel mondo del calcio?

“Non mi sono mai dato obiettivi a lunga scadenza da quando ho cominciato ad allenare. È arrivato tutto per logica conseguenza, un traguardo dopo l'altro, una stagione dopo l'altra. E la cosa bella, che smentisce un luogo comune assai diffuso nel calcio, è che ho avuto apprezzamenti anche dopo una retrocessione. Non è vero dunque che contano solo i risultati. Contano la serietà sul campo e fuori dal campo, la proposta tecnica, il legame che si crea con i dirigenti e con i ragazzi, il rispetto per lo stemma del club che si porta sul petto, e certamente contano anche i risultati. Ma non è vero che sono l'unico parametro.

Se oggi sono in una società seria e ambiziosa come questa è perché in passato qualcun altro mi ha dato fiducia. Il mio ringraziamento va dunque a tutti i presidenti e i direttori che mi hanno scelto e mi hanno lasciato l'autonomia per lavorare serenamente e che ho poi lasciato sempre stringendoci la mano. Il mio sogno nel cassetto oggi? Vedere le facce felici di dirigenti, giocatori e tifosi dell'Aurelianticaurelio a fine stagione. Non riesco a guardare più in là”.