La Serie D dista esattamente novanta minuti, forse centoventi. Un traguardo storico, una terra promessa che ora si staglia nitida all'orizzonte. Domenica 14 giugno 2026, con fischio d'inizio alle ore 16:30, lo stadio "Vincenzo Martinelli" di Pietralunga si trasformerà in un'arena ribollente di tifo e passione per la gara di ritorno della finale degli spareggi nazionali di Eccellenza tra la Polisportiva Pietralunghese e l'Ilvamaddalena. In palio, un ambitissimo posto nel prossimo massimo campionato dilettantistico.
Il verdetto, apertissimo, è stato rimandato dopo l'intensa sfida di andata disputata sette giorni fa allo stadio "Salvatore Zichina" de La Maddalena. In terra sarda è finita 1-1, un risultato che ha lasciato l'amaro in bocca ai padroni di casa per le tante occasioni create, ma che ha certificato il grandissimo cuore degli umbri. La Pietralunghese, pur gravata da assenze pesanti (su tutte Nuti, Mangiaratti e Calderini), aveva infatti gelato il pubblico isolano sbloccando subito il match al 7' con un bruciante scatto di Locchi, abile a superare Ruzittu con un preciso rasoterra diagonale. Il meritato pareggio isolano è poi arrivato al 58' grazie a un colpo di testa dell'inossidabile bomber De Cenco (su assist di Piassi), dopo che in precedenza il portiere umbro Abibi si era superato tenendo in piedi i suoi con interventi prodigiosi.
Al di là del verdetto sportivo, la partita di andata ha regalato una delle pagine più belle e autentiche del nostro calcio. Sugli spalti è nato un vero e proprio gemellaggio spontaneo: i tifosi sardi hanno accolto la delegazione umbra offrendo vassoi di pizzette, tramezzini e prodotti tipici sardi per il "terzo tempo"; i sostenitori giunti dall'Umbria hanno a loro volta ricambiato l'immensa ospitalità ripulendo interamente e in modo impeccabile la tribuna ospiti a fine gara. Un clima di estrema cordialità, lodato da entrambe le società sui social, che farà da splendida e colorata cornice anche al match di ritorno.
In casa Pietralunghese l'entusiasmo è alle stelle. Per una realtà di circa 2.000 abitanti, l'approdo in Serie D rappresenterebbe un'impresa leggendaria. Mister Luca Pierotti, supportato dal presidente Giuliano Martinelli, spera di ritrovare pienamente i pezzi pregiati del proprio scacchiere, a cominciare proprio dall'espertissimo attaccante Elio Calderini, che in settimana ha caricato a molla l'ambiente: "È la partita più importante della mia carriera".
Dal punto di vista del regolamento, alla Pietralunghese servirà inevitabilmente una vittoria per festeggiare nei tempi regolamentari. Qualsiasi pareggio (essendo stata abolita la regola dei gol in trasferta doppi) prolungherà la contesa ai tempi supplementari, e se necessario ai calci di rigore.
Sull'altra sponda, l'Ilvamaddalena guidata dall'esperto tecnico Giancarlo Favarin è sbarcata in Umbria con la consapevolezza di avere i mezzi per prendersi con la forza la promozione. I "leoni" sardi, schierati all'andata col fido 3-5-2, hanno collezionato dodici calci d'angolo a zero e mostrato una netta supremazia territoriale per larghi tratti del match casalingo. I biancocelesti si affideranno ancora alla verve del proprio centravanti De Cenco, diventato il catalizzatore offensivo di ogni pallone in area, e alla solidità in fase di palleggio. Nonostante il fattore campo a sfavore e la lunga trasferta, la formazione sarda ha tutta l'esperienza necessaria per non farsi schiacciare dalla pressione dell'evento.
Il "Martinelli" viaggia verso un incandescente "sold out". Dal punto di vista tattico si preannuncia una vera partita a scacchi: la Pietralunghese, letale quando trova spazi, proverà a pungere in ripartenza memore di quanto ha fatto male in Sardegna in avvio; l'Ilvamaddalena, d'altro canto, prenderà verosimilmente in mano il pallino del gioco per imporre il proprio ritmo.
Amicizia sugli spalti, sana e robusta battaglia sportiva in campo: mettetevi comodi, a Pietralunga va in scena l'atto finale. La Serie D è pronta ad accogliere la sua nuova regina.
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