È l'ora della verità. Novanta minuti, che potrebbero trasformarsi in centoventi in caso di ulteriore equilibrio, per scacciare i fantasmi, coronare gli sforzi di una stagione infinita e tagliare il traguardo tanto agognato. Domenica 14 giugno 2026, con fischio d'inizio alle ore 16:30, lo stadio di Massafra diventerà l'infuocato teatro della finale di ritorno degli spareggi nazionali di Eccellenza tra Taranto e Gladiator. In palio c'è l'accesso diretto al prossimo campionato di Serie D 2026-2027. La gara non si disputerà nel capoluogo ionico, ma l'impianto di Massafra si prepara comunque a registrare il pubblico delle grandissime occasioni per spingere i rossoblù verso l'impresa.
Tutto è rimasto incredibilmente in bilico dopo il match di andata disputato sette giorni fa allo stadio "Augusto Bisceglia" di Aversa[1]. Uno 0-0 intenso e molto tattico, che ha visto il Taranto di mister Danucci tenere saldamente in mano il pallino del gioco per larghi tratti, sfiorando il vantaggio al 40' del primo tempo con una velenosa conclusione dalla distanza di Di Paolantonio, sventata solo da un ottimo intervento del portiere nerazzurro Merola.
Il Gladiator, dal canto suo, ha fatto la partita perfetta di contenimento e ripartenza, difendendosi con ordine e sfiorando il vero "colpo grosso" al 73': un errore in fase di impostazione del Taranto aveva infatti spalancato le porte al subentrato Orlando, ma il portiere rossoblù Mastrangelo si è inventato un autentico miracolo a tu per tu con l'attaccante campano, salvando di fatto il risultato e tenendo a galla i suoi.
I rossoblù ionici arrivano alla sfida di ritorno consapevoli della propria qualità territoriale, ma sanno benissimo che non basterà il solo possesso palla per stappare lo spumante. La squadra di mister Danucci dovrà trovare quella brillantezza e quel cinismo offensivo mancati in terra campana. Ci si aspetta molto dalle giocate dei vari Loiodice, Losavio e Sante Russo, chiamati ad alzare i giri del motore e a scardinare una retroguardia ospite apparsa granitica all'andata, guidata da Campanella e Manzo. L'obiettivo è imporre il proprio ritmo fin dai primissimi minuti per infiammare la piazza e sbloccare l'inerzia del doppio confronto.
Sulla sponda opposta, il Gladiator di mister Farina sbarca in Puglia con l'abito della squadra "sorniona" ma pericolosissima. I nerazzurri sammaritani sanno bene come far male negli spazi aperti e la grossa palla gol avuta ad Aversa ne è la dimostrazione. Si affideranno ancora alla fisicità di Malafronte e alla fantasia di frecce sguscianti come Mansour e Liguori per innescare ripartenze letali. Rintanarsi in difesa per 90 minuti cercando di portare la gara ai supplementari non sembra l'opzione principale per i campani, che proveranno invece a sfruttare con spietatezza ogni fisiologica sbavatura della retroguardia pugliese.
Dal punto di vista della matematica, lo scenario è semplicissimo: in virtù del pareggio a reti bianche dell'andata, chi vince (con qualsiasi risultato e scarto) viene promosso direttamente in Serie D. Qualsiasi ulteriore pareggio (es. 0-0, 1-1, 2-2) al termine dei novanta minuti prolungherà la sfida ai tempi supplementari e, persistendo l'equilibrio, ai calci di rigore.
La tensione agonistica è palpabile, l'attesa per due piazze storiche si fa logorante. Taranto contro Gladiator, Puglia contro Campania: allacciate le cinture, a Massafra va in scena l'ultimo, indimenticabile atto.
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