La redazione di Notiziariocalcio.com ha incontrato oggi Giacomo Curioni, tecnico nato ad Erba il 21 marzo 1981, protagonista di un capitolo significativo sulla panchina della Pergolettese nel girone A di Serie C. Curioni ha guidato la formazione gialloblù da ottobre 2024 a novembre 2025, dopo aver già maturato una profonda conoscenza dell'ambiente ricoprendo in precedenza il ruolo di vice allenatore.
Un percorso, il suo, caratterizzato da dedizione e da una costante evoluzione professionale che lo ha portato a confrontarsi con le pressioni e le responsabilità del calcio professionistico. Nel corso della nostra intervista, l'allenatore ha ripercorso le tappe fondamentali della sua avventura a Crema, analizzando con lucidità il passaggio di ruolo, le dinamiche della stagione appena trascorsa e rivolgendo uno sguardo attento agli equilibri del campionato e alle sue ambizioni per il futuro.
Abbiamo iniziato a parlare proprio di questa esperienza: «Sicuramente è stata un'esperienza positiva, molto formativa sia a livello umano sia professionale. Sono stati due anni molto intensi, vissuti prima da vice allenatore e poi da allenatore in prima; quest'ultima opportunità, in particolare, mi ha permesso di allenare per la prima volta tra i professionisti».
Sul passaggio da vice a primo allenatore: «Questo passaggio l'ho vissuto con naturalezza, avendolo già sperimentato in annate precedenti, soprattutto in Serie D. Quello che ho continuato a fare, nel passaggio tra i due ruoli, è stato vivere la quotidianità cercando di portare la mia professionalità in ogni compito, restando sempre al servizio della squadra».
In merito a cosa non abbia funzionato durante questa stagione: «In questo momento di pausa forzata ho avuto modo di elaborare e analizzare la situazione di quest'annata. Penso che all'inizio abbiamo ottenuto risultati e prestazioni importanti, che forse hanno creato aspettative più alte rispetto alla necessità di un ulteriore processo di crescita da parte del gruppo. Nelle gare successive alle prime vittorie ci sono state altre prestazioni positive, ma non accompagnate dal successo a causa di dettagli o singoli episodi. Probabilmente questa mancanza di risultati ha creato la sensazione che ci fosse un calo, quando invece c'era solo il bisogno di continuare a crescere. Ci sono state comunque prestazioni di rilievo, poi le assenze di novembre hanno pesato, portando ai tre KO consecutivi che hanno preceduto il mio allontanamento».
Sui verdetti già definiti nel girone A: «La promozione del Vicenza in Serie B me l'aspettavo, perché fin dalle prime battute del campionato ha dimostrato di essere la compagine più forte, anche perché le dirette concorrenti, pur essendo valide, arrivavano da situazioni particolari, come il Cittadella dalla retrocessione e il Brescia dal cambio societario. In coda, ho sempre pensato che la penalizzazione della Triestina fosse difficile da recuperare. Per quanto riguarda i playout, l'ultima giornata ha fornito indicazioni importanti: la Pro Patria ha faticato fin dall'inizio, anche se ritengo che abbiano una buona squadra. Forse mi aspettavo qualcosa di diverso dal percorso della Virtus Verona, che negli anni precedenti aveva sempre dimostrato di poter disputare campionati di medio-alto livello».
Sul futuro: «C'è il desiderio di trovare una società che possa scegliermi in base alla funzionalità delle mie caratteristiche, sia umane sia professionali, rispetto al progetto tecnico che vorrà affidarmi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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